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Baby squillo di lusso: chi sono le accompagnatrici di feste private

Martina Sapio 7 Aprile 2021

Significato di baby squillo e testimonianze: chi sono le ragazze accompagnatrici di feste private, età, dove si ritrovano e cosa fanno, profilo psicologico e sociale.

Il caso baby squillo Parioli ha acceso i riflettori su un problema delle adolescenti della Capitale, che da anni andava avanti in maniera del tutto taciuta dall’opinione pubblica.

Stiamo parlando di ragazze, adolescenti o pre-adolescenti spesso anche accompagnatrici a feste private, soirée e cene di gala. Il fenomeno ha fatto germogliare scandali ed inchieste giudiziarie, e addirittura portato ad una serie Netflix.

Ma il caso non è solo di importanza giudiziaria e di cronaca. Ha importanti risvolti psicologici e sociali, ha le sue radici in gruppi chiusi e complicità nascoste. Ed è allora fondamentale conoscere la base culturale e sociale della questione.

A tracciare un profilo psicologico delle baby squillo, chi sono e perché scelgono questa strada, sarà la psicologa Anna Quaglia. Sentiremo poi la testimonianza di Michela Morellato sulle accompagnatrici di feste private.

Chi sono le baby squillo di lusso, accompagnatrici ai tavoli e feste private: testimonianze dirette

Dopo il caso delle Iene di baby squillo Parioli di Roma, l’opinione pubblica ha cominciato ad interessarsi al fenomeno ovunque, facendo emergere un dato inquietante: l’esistenza di una fattispecie sottaciuta per anni ed esistente nella maggior parte delle città italiane.

Erano meglio conosciute come le accompagnatrici di feste private, fa sapere la showgirl Michela Morellato.

“Quando si parla di ragazzine adolescenti, quasi maggiorenni che per un discorso di avarizia vogliono più soldi. Bisogna anche dividere le motivazioni.” – Chiosa la Showgirl -.

“Io ne ho sentito parlare a Verona. C’erano delle studentesse, di certe università di Verona e anche di scuole superiori, che si mettevano negli annunci, facevano massaggi per €300 che poi invece erano delle prestazioni sxxxi. E lo so perché degli amici miei imprenditori me ne parlarono, mi dissero proprio che c’erano delle ragazze studentesse, di Verona e loro andavano a questi appuntamenti.” – Racconta la Morellato -.

E secondo lei come arrivano poi in questi ambienti di lusso queste ragazzine? Ci deve essere qualche tipo di connessione.

Perché arrivarci è semplice. Anch’io, quando avevo 18 anni, frequentavo quegli ambienti lì nel Veneto, comunque di lusso, dove c’è anche un certo giro. Diciamo che le ragazze per le borsette… diciamo che (questo giro) c’è sempre stato. C’era anche ai tempi di mia nonna questa cosa, poi ovviamente bisogna fare delle scelte nella vita.” – Continua Michela Morellato -.

“Secondo me è anche un discorso che le donne sono più mature da bambine dei ragazzi. E quindi cosa succede? Succede che a 14-16 anni ti fai l’amica o l’amico di 18-20, e questi in automatico hanno amici di 30-40. Io conosco le ragazzine così, ragazzine diciottenni o ventenni, che escono con me ed i miei amici che abbiamo tra i 30 e i 40 anni. Quindi ci vuole un attimo a trovare quello furbo, il porco che sta nel gruppo dei trenta e quaranta che fa le proposte, e queste magari sono inebriate e va a finire male

Lei ha mai visto personalmente queste baby squillo in ambienti di lusso ad esempio come accompagnatrici ai tavoli nei locali o a feste private?

“Ci sono vari ambienti lusso. Ma anche solo pensare la discoteca della Sardegna, anche nella mia città Vicenza sono dei locali molto belli, molto rinomati. Si vedevano queste ragazzine di 16 anni che sono all’interno di un locale dove tra l’altro non potrebbero nemmeno, perché servirebbe il documento. Però i buttafuori non fanno il loro lavoro, fanno entrare tutti, soprattutto le ragazze.” 

-Racconta la Morellato lasciandoci capire che esiste anche omertà sulla vicenda e continua -. 

“Bisognerebbe chiedere la carta d’identità all’ingresso e quindi già lì inizieremmo ad eliminare questa brutta tradizione, perché non hanno accesso ai locali. Poi è chiaro, non puoi salvarle durante le feste private dove vanno a mettersi nei guai.”

“Però molto spesso ti ripeto, non si vede che sono minorenni. Se le vedi, anche considerando la situazione, con gente che ha bevuto, gente che si è drogata.“ 

Perché divento una accompagnatrice di feste private

Molto del polverone mediatico sollevatosi sulla questione delle baby squillo di lusso  riguarda la responsabilità data alla famiglia e alla scuola. Ci si è chiesti come fosse possibile che delle ragazze giovanissime si impegnassero in tali attività senza che i genitori se ne accorgessero. Allo stesso modo, le istituzioni scolastiche sono state accusate di aver fallito nel riconoscere i segnali, gli indizi, di sollevare il velo dell’omertà e della complicità.

Ma cosa possono fare veramente scuola e famiglia per vietare il fenomeno crescente delle accompagnatrici di feste private e non solo? “I controlli di scuola e famiglia chiaramente sono pressoché nulli o inefficaci.” – Dichiara la psicologa Anna Quaglia -.

“Questi ragazzi vivono all’interno della propria stanza “insieme” al proprio cellulare e così hanno accesso a qualsiasi cosa. Per cui magari il genitore si sente tranquillo ed abbassa la guardia.”

“Ma nel frattempo il bambino inizia a comprendere che può fare tutto quello che vuole e, una volta che poi esce di casa, e va alla festa, avrà già instaurato dei collegamenti che gli aprono le porte a questo mondo. E il genitore è anche molto tranquillo in questo, perché crede semplicemente che il figlio stia ad una festa con gli amici. La famiglia e tutte le autorità, la scuola, gli allenatori sportivi hanno assolutamente il dovere di costruire la struttura valoriale dei propri figli.”

– Fa sapere la psicologa spiegandoci non solo chi sono le baby squillo ma chiarendoci il ruolo delle autorità, scuola e sport sulla fattispecie e continua –.

“Valori che riguardano il senso di intimità, di pudore, la bellezza e la delicatezza del proprio corpo. Il corpo deve essere una risorsa immensa e un tesoro immenso che il bambino deve imparare a proteggere. Quindi una sana educazione al rispetto del proprio corpo, del corpo altrui, dell’intimità, che vanno educati al pudore e alla protezione per le cose più belle e preziose.” – Dice la dottoressa Anna Quaglia -.

Famiglia e scuola delle baby squillo di lusso alla ricerca della bella vita

Dalla Sardegna, Roma a Milano quello delle baby squillo è un fenomeno non più taciuto e ben conosciuto e che soprattutto non si maschera più sotto la definizione di accompagnatrice ai tavoli. Ma chi sono le giovanissime ragazze che si concedono ad una o più notti. O decidono di diventare le accompagnatrice fisse di un uomo facoltoso? 

Dietro queste ragazzine si nascondono a volte realtà disagiate, sociali, economiche e familiari. Ma molto più spesso si tratta di ricerca di una vita bella e di lusso, manipolate da uomini più grandi ed affascinanti. “Sicuramente dobbiamo partire dal concetto dell’identità e dalla formazione dei valori che forgiano la nostra identità.” – Chiosa la psicologa Anna Quaglia -.

“Sicuramente baby squillo significa pensare ad una persona che è ancora infantile, che ancora non ha introiettato i concetti legati alla responsabilità e al senso di protezione. In un mondo in cui il corpo viene inteso come merce di scambio.”

“Questo accade perché i bambini, oggi come oggi, sono sicuramente coinvolti in un mondo fatto solamente d’immagine, in un mondo fatto di performance. Qui i contenuti rispetto a quello che fanno, rispetto a quello che vivono, sono molto impoveriti a livello valoriale.”

Le cause del fenomeno baby squillo, chi sono e il perché dei loro comportamenti, quindi, va’ ricercato nell’assenza di valori. In un mondo fatto di schermi che incoraggia la mercificazione del proprio corpo, anche attraverso il diventare accompagnatrici di lusso.

“Per cui è molto semplice, attraverso le piattaforme digitali, social e contenuti multimediali, dove viene sempre rimandata l’immagine sessualizzata dell’essere umano, incappare in situazioni in cui si può avere accesso a tutto quello che si desidera.”  – Continua la psicologa facendo riferimento a quella donna oggetto e senza cervello che i media spesso ci presentano. -.

“Da qui ne viene che l’accesso alle cose che si desiderano diviene possibile attraverso la mercificazione, prima di immagini e video, poi attraverso la disponibilità del proprio corpo. Tutto ciò in maniera totalmente deresponsabilizzata, per quelli che saranno poi i pericoli ai quali ci si sottopone. In questo modo è molto semplice e rapido accedere ad una borsa, piuttosto che ad un telefonino oppure ad un abito di marca.” – Conclude la dottoressa Anna Quaglia -.

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Martina Sapio Studentessa di Giurisprudenza alla Federico II di Napoli, scrivo per la sezione Attualità e vedo nel giornalismo il modo migliore di mettere in pratica le mie conoscenze. Ho sempre amato scrivere così come ho sempre amato informarmi sul mondo che mi circonda, sul suo modo di cambiare e di evolversi. Per questo ho deciso di iniziare ad esplorare questo mondo. Capire da quali meccanismi è mossa la nostra società. Mi interesso in particolar modo di politica e di tematiche economiche, sia di carattere nazionale che internazionale, di come queste costanti influenzino tutti noi. Nello scrivere cerco di essere quanto più diretta e chiara possibile: un lavoro di ricerca e di rifinitura che ha come obiettivo la sola, vera informazione. Leggi tutto