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Sicurezza bambini sul web: come avere una sicurezza e proteggerli dai pericoli

Redazione Controcampus 20 Aprile 2013
R. C.
18/05/2021

La sicurezza bambini sul web non è mai troppa, ma come averla? Da cosa proteggere i bambini sul web? Quali sono i pericoli del web nei confronti dei minori? Esclusiva intervista alla Dott.

La sicurezza bambini sul web non è mai troppa, ma come averla? Da cosa proteggere i bambini sul web? Quali sono i pericoli del web nei confronti dei minori?

Esclusiva intervista alla Dott.ssa Paola Bertolini, Psicologa dello Sviluppo e dell’Educazione su sicurezza bambini sul web.

Per avere, una panoramica chiara sulla questione  sicurezza bambini sul web, sui potenziali pericoli e, soprattutto, sulle strategie di intervento (teoriche e pratiche) più efficaci per educare i minori ad una navigazione più sicura e responsabile ed i genitori ad una sorveglianza più assidua e consapevole, abbiamo chiesto il parere della Dott.ssa Paola Bertolini, Psicologa dello Sviluppo e dell’Educazione, consulente nei disturbi dell’apprendimento (DSA) e del comportamento adolescenziale deviante.

Dottoressa, Internet è ormai un ambiente di riferimento nella vita di giovani e giovanissimi. PC, Smartphone, consolle videogiochi sono tutti strumenti che i minori utilizzano con autonomia e frequenza sempre crescenti. Ma a latitare spesso è la giusta consapevolezza circa un uso corretto e produttivo degli stessi, cosa fare per avere una sicurezza bambini sul web .

“E’ un dato di fatto, fa bene a ricordarlo: secondo le indagini realizzate da Telefono Azzurro ed Eurispes negli ultimi anni, i ragazzi sono molto abili nell’utilizzo delle nuove tecnologie e in grado di muoversi con disinvoltura nella Rete, tuttavia non sempre possiedono strategie efficaci per difendersi da eventuali malintenzionati su Internet.

Vorrei porre all’attenzione alcuni riferimenti in merito: 4/10 adolescenti giudicano positivamente un loro coetaneo che incontri dal vivo una persona conosciuta online (attribuendogli oltretutto un carattere “coraggioso”).

Ascoltando alcuni giovani nelle scuole che frequento emerge un dato allarmante: la maggior parte ritiene che per fidarsi di qualcuno sia sufficiente seguire il proprio istinto.”

Sicurezza bambini sul web: ecco quali sono i pericoli e come difendere i minori su internet

Il web è un universo sconfinato, che moltiplica all’infinito le possibilità ma anche i pericoli.

Come nel mondo reale, però, spesso a fare le spese sono i più deboli. Tra questi i bambini, sempre più spesso protagonisti di reati. Ci descriva un po’ il profilo dell’ipotetico adescatore. Come si comporta di solito?

“Lo strumento per eccellenza del adescatore sono le chat, soprattutto quelle frequentate da bambini ed adolescenti con lo scopo di restare “connessi” con gli amici. Gli ipotetici molestatori, possono presentarsi direttamente come adulti: possono mirare all’adescamento diretto del minore, con una strategia che punta a proporgli un incontro face to face, oppure possono volergli carpire informazioni utili a rintracciarlo nei posti che egli/ella frequenta. Altre volte possono presentarsi come coetanei, entrare in confidenza, e poi dirgli: “Sai, ho un amico adulto molto in gamba, se vuoi te lo faccio conoscere”. Solitamente non hanno come obbiettivo l’incontro reale, ma solo il desiderio di fare con i ragazzi e le ragazze discorsi prettamente morbosi. Alla luce di quanto detto, una volta stabilito il contatto via chat, possono proporre il passaggio alla posta elettronica, che consente di potere comunicare senza avere l’obbligo di essere contemporaneamente collegati alla Rete, oppure propongono un servizio di messaggeria istantanea per poi passare alla richiesta di foto, del numero di cellulare con l’obiettivo di un eventuale incontro. Molestatori possono esserlo potenzialmente tutti: bambini e bambine possono essere molestati e abusati da individui di tutte le età, dai propri stessi coetanei o da ragazzi un po’ più grandi di loro. Un dato non indifferente è il fatto che ad essere oggetto d’interessi morbosi sono, purtroppo, le ragazze dall’età della pubertà in poi.”

Bambini e ragazzi che condividono foto intime più o meno integrali, chattano “piccante”, scommettono, giocano d’azzardo, consumano e sono “consumati” a loro volta. Il rischio adescamento è alto e i casi di violenza on line diffusissi. Perché i bambini sono così attratti dal web? Perchè non c’è sicurezza bambini sul web ?

Gli adescatori sono particolarmente abili nel convincere bambini e adolescenti a mandare loro foto, a farsi vedere in intimità davanti ad una web-cam o a desiderare di incontrarli, facendo spesso leva sul bisogno di attenzioni, sul desiderio di apparire e sulla carenza di autostima tipici di questa fase evolutiva, fingendosi ad esempio coetanei innamorati o talent scout che ben conoscono il mondo delle celebrità per conquistare più agevolmente la fiducia dei ragazzi. Inizialmente, quindi, di fronte all’atteggiamento amichevole di un adescatore, gli adolescenti si sentono lusingati, e questo li porta ad abbassare le proprie difese e ad accettare le richieste che si fanno gradualmente sempre più esplicite. Una volta raggiunto il proprio obiettivo (ad esempio ottenere foto intime ed esplicite del minore) spesso questi adulti possono interrompere definitivamente i contatti. Questo tipo di esperienza è chiaramente fallimentare per il giovane umiliato, in quanto apparirà chiaro che la motivazione alla base della relazione intrapresa era solo di natura intima. I ragazzi potrebbero realizzare solo a questo punto di avere perso il controllo sulle proprie foto inviate allo sconosciuto, il quale potrebbe minacciare di condividerle in rete.”

Come si capisce se c’è una molestia in corso? Cosa dovrebbe fare “materialmente” un genitore per avere una sicurezza bambini sul web qualora scoprisse un abuso in corso? E come reagisce di solito un bambino?

“Proposi qualche tempo fa in una terza media di affrontare insieme il tema del bullismo proponendo ai ragazzi di parlare di fatti accaduti a loro stessi o a loro conoscenti. Ho potuto constatare che in quella classe, la maggior parte dei ragazzi era davvero molto informata e il loro atteggiamento preventivo mi ha fatto riflettere su quanto questi ragazzi fossero seguiti dai loro genitori prediligendo un approccio dello stare insieme, dello spegnere la tv e dell’ascolto attivo. Questa scelta da parte dei “grandi” ovviamente rassicura i ragazzi: il sentirsi liberi di parlare anche di “certi” argomenti, spinosi o inadatti all’età, può essere di grande aiuto, permettendo ad entrambe le parti, l’apertura e la condivisione.”

Quali segni lascia la molestia? E come reagiscono le famiglie, i genitori in primis per una adeguata sicurezza bambini sul web ?

“Come primo step dovremmo osservare se vi sia qualsiasi segnale di maltrattamento fisico, come lesioni ricorrenti o non compatibili con la dinamica dell’incidente che le avrebbe causate; successivamente, con un po’ di attenzione, diventa necessario il rendersi conto di eventuali cambiamenti comportamentali (sbalzi d’umore, assenza emotiva, fobie o tendenza eccessiva al pianto, timore di alcuni luoghi, persone o attività, riluttanza a restare da soli con una particolare persona, ansietà elevata. Accorgersi di una eventuale tendenza ad avere una immagine distorta del proprio corpo, può mettere in luce un disordine alimentare, che spesso si manifesta attraverso episodi di autolesionismo o altri comportamenti analoghi. Altrettanto importante è l’accorgersi di una diminuzione dell’autostima: l’avere un comportamento eccessivamente aggressivo e punitivo verso se stessi, l’essere riluttanti nel partecipare alle attività extra scolastiche, l’avere difficoltà a scuola o nei rapporti con i coetanei, la tendenza all’isolamento. In ambito scolastico, inoltre, le stesse insegnanti sono fondamentali e rappresentano un aiuto essenziale:  l’accorgersi di eventuali cambiamenti, anche attraverso la rappresentazione grafica dei disegni, potrebbe essere di grande aiuto, permettendo così l’emergere di notizie che suggeriscano la conoscenza di esperienze inappropriate all’età.”   

Spesso i genitori si trovano a dover mettere in guarda i figli da tecnologie rispetto alle quali sono in molti casi meno informati dei figli o completamente ignari. Si parla in questi casi di fiducia passiva e di controllo marginale e di scarsa sicurezza bambini sul web. Lei crede sia questo il problema? Come possono i genitori educare i figli ad un uso corretto? Bisogna educare anche i genitori?

“I genitori o i tutori dei ragazzi d’oggi, hanno una grande responsabilità in questo momento di grande evoluzione. Mi rivolgo proprio a loro: ricordate sempre ai vostri figli di non fidarsi di chi vuole sapere troppe cose, di non dare nessuna informazione su di se, sulla sua famiglia o sui suoi amici evitando di inviare foto personali a persone che non si conoscono.  Consiglierei,inoltre, di fare esperienza diretta di navigazione in Internet: diventa difficile adottare mezzi di difesa e di controllo se non si possiede almeno una minima cultura informatica (potreste farvi aiutare proprio dai vostri figli, chiedendo loro di farvi da insegnanti, condividendo insieme anche questo momento di apprendimento). Nel caso di bambini più piccoli, usate dei software di protezione per monitorare l’uso che viene fatto di Internet, controllando periodicamente la “cronologia” dei siti web visitati. Con i bambini più piccoli, può essere utile condividere le raccomandazioni per un uso sicuro di Internet, ad esempio scrivendo insieme a loro una lista di “regole di navigazione” da appendere accanto al computer. Il computer utilizzato dai bambini più piccoli dovrebbe trovarsi in uno spazio comune all’interno della casa, in modo da rendere possibile una supervisione da parte di un adulto all’accesso alla Rete.”

Ci sono dei consigli “pratici” che possiamo dare ai ragazzi affiche sia assicurata una adeguta sicurezza bambini sul web esi possano evitare spiacevoli incontri sul web?

Ai ragazzi vorrei ricordare che è facile mentire quando si è on-line ed alcune persone possono fingersi vostri coetanei, quando in realtà non lo sono, o mascherare le reali intenzioni per cui sono entrate in contatto con voi. Mostratevi accorti e ragionate in maniera critica quando vi confrontate con qualcuno sulla Rete. Incontrare qualcuno che si è conosciuto solo tramite la Rete non è una buona idea, anche se questa persona vi sembra onesta e sincera oppure vi ha inviato foto e l’avete vista tramite una webcam: le immagini potrebbero essere contraffatte. Se poi qualcuno vi mette a disagio, vi disturba, vi dice cose che vi provocano imbarazzo e/o vi spaventano, bloccatelo immediatamente ponendo fine ad ogni contatto. Non siete assolutamente tenuti a continuare la conversazione se non vi sentite a vostro agio. Ma soprattutto non abbiate mai paura o vergogna nel porre domande in caso di dubbi o incertezze: fate domande ai vostri genitori e ai vostri insegnanti.”

Come bisogna spiegare ad un minore che internet può essere pericoloso? Di cosa dovrebbero accorgersi gli adulti?

“Il buon senso ed alcune osservazioni empiriche suggeriscono di fare particolarmente attenzione ai minori che presentano alcune peculiarità: minori che passano molto tempo nelle chat non protette e con scarso controllo da parte dei genitori; minori timidi, chiusi, con poche relazioni sociali, che parlano poco con i genitori, o che tendono ad essere scontrosi con loro; ragazze che sembrano voler bruciare le tappe e che vogliono sembrare più grandi, che mostrano di avere forti infatuazioni per figure maschili adulte (attori, cantanti, personaggi dello spettacolo) con scarso senso della realtà e tendenza a sognare ad occhi aperti; minori che hanno ricevuto l’educazione intima prevalentemente dai reality show televisivi; minori cui sono mancate figure di riferimento parentale, fisicamente o psicologicamente, o minori che hanno avuto con i genitori un rapporto conflittuale. Ogni altro eventuale “divieto” andrebbe chiaramente motivato: i ragazzi hanno bisogno di coerenza e risposte concrete.”

Matteo Napoli

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics). I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto