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20 aprile 2013

Sicurezza bambini sul web: come avere una sicurezza e proteggerli dai pericoli

Minori e web dipendenza

La sicurezza bambini sul web non è mai troppa, ma come averla? Da cosa proteggere i bambini sul web? Quali sono i pericoli del web nei confronti dei minori?

Esclusiva intervista alla Dott.ssa Paola Bertolini, Psicologa dello Sviluppo e dell’Educazione su sicurezza bambini sul web.

Per avere, una panoramica chiara sulla questione  sicurezza bambini sul web, sui potenziali pericoli e, soprattutto, sulle strategie di intervento (teoriche e pratiche) più efficaci per educare i minori ad una navigazione più sicura e responsabile ed i genitori ad una sorveglianza più assidua e consapevole, abbiamo chiesto il parere della Dott.ssa Paola Bertolini, Psicologa dello Sviluppo e dell’Educazione, consulente nei disturbi dell’apprendimento (DSA) e del comportamento adolescenziale deviante.

Dottoressa, Internet è ormai un ambiente di riferimento nella vita di giovani e giovanissimi. PC, Smartphone, consolle videogiochi sono tutti strumenti che i minori utilizzano con autonomia e frequenza sempre crescenti. Ma a latitare spesso è la giusta consapevolezza circa un uso corretto e produttivo degli stessi, cosa fare per avere una sicurezza bambini sul web .

“E’ un dato di fatto, fa bene a ricordarlo: secondo le indagini realizzate da Telefono Azzurro ed Eurispes negli ultimi anni, i ragazzi sono molto abili nell’utilizzo delle nuove tecnologie e in grado di muoversi con disinvoltura nella Rete, tuttavia non sempre possiedono strategie efficaci per difendersi da eventuali malintenzionati su Internet.

Vorrei porre all’attenzione alcuni riferimenti in merito: 4/10 adolescenti giudicano positivamente un loro coetaneo che incontri dal vivo una persona conosciuta online (attribuendogli oltretutto un carattere “coraggioso”).

Ascoltando alcuni giovani nelle scuole che frequento emerge un dato allarmante: la maggior parte ritiene che per fidarsi di qualcuno sia sufficiente seguire il proprio istinto.”

Sicurezza bambini sul web: ecco quali sono i pericoli e come difendere i minori su internet

Il web è un universo sconfinato, che moltiplica all’infinito le possibilità ma anche i pericoli.

Come nel mondo reale, però, spesso a fare le spese sono i più deboli. Tra questi i bambini, sempre più spesso protagonisti di reati. Ci descriva un po’ il profilo dell’ipotetico adescatore. Come si comporta di solito?

“Lo strumento per eccellenza del adescatore sono le chat, soprattutto quelle frequentate da bambini ed adolescenti con lo scopo di restare “connessi” con gli amici. Gli ipotetici molestatori, possono presentarsi direttamente come adulti: possono mirare all’adescamento diretto del minore, con una strategia che punta a proporgli un incontro face to face, oppure possono volergli carpire informazioni utili a rintracciarlo nei posti che egli/ella frequenta. Altre volte possono presentarsi come coetanei, entrare in confidenza, e poi dirgli: “Sai, ho un amico adulto molto in gamba, se vuoi te lo faccio conoscere”. Solitamente non hanno come obbiettivo l’incontro reale, ma solo il desiderio di fare con i ragazzi e le ragazze discorsi prettamente morbosi. Alla luce di quanto detto, una volta stabilito il contatto via chat, possono proporre il passaggio alla posta elettronica, che consente di potere comunicare senza avere l’obbligo di essere contemporaneamente collegati alla Rete, oppure propongono un servizio di messaggeria istantanea per poi passare alla richiesta di foto, del numero di cellulare con l’obiettivo di un eventuale incontro. Molestatori possono esserlo potenzialmente tutti: bambini e bambine possono essere molestati e abusati da individui di tutte le età, dai propri stessi coetanei o da ragazzi un po’ più grandi di loro. Un dato non indifferente è il fatto che ad essere oggetto d’interessi morbosi sono, purtroppo, le ragazze dall’età della pubertà in poi.”

Bambini e ragazzi che condividono foto intime più o meno integrali, chattano “piccante”, scommettono, giocano d’azzardo, consumano e sono “consumati” a loro volta. Il rischio adescamento è alto e i casi di violenza on line diffusissi. Perché i bambini sono così attratti dal web? Perchè non c’è sicurezza bambini sul web ?

Gli adescatori sono particolarmente abili nel convincere bambini e adolescenti a mandare loro foto, a farsi vedere in intimità davanti ad una web-cam o a desiderare di incontrarli, facendo spesso leva sul bisogno di attenzioni, sul desiderio di apparire e sulla carenza di autostima tipici di questa fase evolutiva, fingendosi ad esempio coetanei innamorati o talent scout che ben conoscono il mondo delle celebrità per conquistare più agevolmente la fiducia dei ragazzi. Inizialmente, quindi, di fronte all’atteggiamento amichevole di un adescatore, gli adolescenti si sentono lusingati, e questo li porta ad abbassare le proprie difese e ad accettare le richieste che si fanno gradualmente sempre più esplicite. Una volta raggiunto il proprio obiettivo (ad esempio ottenere foto intime ed esplicite del minore) spesso questi adulti possono interrompere definitivamente i contatti. Questo tipo di esperienza è chiaramente fallimentare per il giovane umiliato, in quanto apparirà chiaro che la motivazione alla base della relazione intrapresa era solo di natura intima. I ragazzi potrebbero realizzare solo a questo punto di avere perso il controllo sulle proprie foto inviate allo sconosciuto, il quale potrebbe minacciare di condividerle in rete.”

Come si capisce se c’è una molestia in corso? Cosa dovrebbe fare “materialmente” un genitore per avere una sicurezza bambini sul web qualora scoprisse un abuso in corso? E come reagisce di solito un bambino?

“Proposi qualche tempo fa in una terza media di affrontare insieme il tema del bullismo proponendo ai ragazzi di parlare di fatti accaduti a loro stessi o a loro conoscenti. Ho potuto constatare che in quella classe, la maggior parte dei ragazzi era davvero molto informata e il loro atteggiamento preventivo mi ha fatto riflettere su quanto questi ragazzi fossero seguiti dai loro genitori prediligendo un approccio dello stare insieme, dello spegnere la tv e dell’ascolto attivo. Questa scelta da parte dei “grandi” ovviamente rassicura i ragazzi: il sentirsi liberi di parlare anche di “certi” argomenti, spinosi o inadatti all’età, può essere di grande aiuto, permettendo ad entrambe le parti, l’apertura e la condivisione.”

Quali segni lascia la molestia? E come reagiscono le famiglie, i genitori in primis per una adeguata sicurezza bambini sul web ?

“Come primo step dovremmo osservare se vi sia qualsiasi segnale di maltrattamento fisico, come lesioni ricorrenti o non compatibili con la dinamica dell’incidente che le avrebbe causate; successivamente, con un po’ di attenzione, diventa necessario il rendersi conto di eventuali cambiamenti comportamentali (sbalzi d’umore, assenza emotiva, fobie o tendenza eccessiva al pianto, timore di alcuni luoghi, persone o attività, riluttanza a restare da soli con una particolare persona, ansietà elevata. Accorgersi di una eventuale tendenza ad avere una immagine distorta del proprio corpo, può mettere in luce un disordine alimentare, che spesso si manifesta attraverso episodi di autolesionismo o altri comportamenti analoghi. Altrettanto importante è l’accorgersi di una diminuzione dell’autostima: l’avere un comportamento eccessivamente aggressivo e punitivo verso se stessi, l’essere riluttanti nel partecipare alle attività extra scolastiche, l’avere difficoltà a scuola o nei rapporti con i coetanei, la tendenza all’isolamento. In ambito scolastico, inoltre, le stesse insegnanti sono fondamentali e rappresentano un aiuto essenziale:  l’accorgersi di eventuali cambiamenti, anche attraverso la rappresentazione grafica dei disegni, potrebbe essere di grande aiuto, permettendo così l’emergere di notizie che suggeriscano la conoscenza di esperienze inappropriate all’età.”   

Spesso i genitori si trovano a dover mettere in guarda i figli da tecnologie rispetto alle quali sono in molti casi meno informati dei figli o completamente ignari. Si parla in questi casi di fiducia passiva e di controllo marginale e di scarsa sicurezza bambini sul web. Lei crede sia questo il problema? Come possono i genitori educare i figli ad un uso corretto? Bisogna educare anche i genitori?

“I genitori o i tutori dei ragazzi d’oggi, hanno una grande responsabilità in questo momento di grande evoluzione. Mi rivolgo proprio a loro: ricordate sempre ai vostri figli di non fidarsi di chi vuole sapere troppe cose, di non dare nessuna informazione su di se, sulla sua famiglia o sui suoi amici evitando di inviare foto personali a persone che non si conoscono.  Consiglierei,inoltre, di fare esperienza diretta di navigazione in Internet: diventa difficile adottare mezzi di difesa e di controllo se non si possiede almeno una minima cultura informatica (potreste farvi aiutare proprio dai vostri figli, chiedendo loro di farvi da insegnanti, condividendo insieme anche questo momento di apprendimento). Nel caso di bambini più piccoli, usate dei software di protezione per monitorare l’uso che viene fatto di Internet, controllando periodicamente la “cronologia” dei siti web visitati. Con i bambini più piccoli, può essere utile condividere le raccomandazioni per un uso sicuro di Internet, ad esempio scrivendo insieme a loro una lista di “regole di navigazione” da appendere accanto al computer. Il computer utilizzato dai bambini più piccoli dovrebbe trovarsi in uno spazio comune all’interno della casa, in modo da rendere possibile una supervisione da parte di un adulto all’accesso alla Rete.”

Ci sono dei consigli “pratici” che possiamo dare ai ragazzi affiche sia assicurata una adeguta sicurezza bambini sul web esi possano evitare spiacevoli incontri sul web?

Ai ragazzi vorrei ricordare che è facile mentire quando si è on-line ed alcune persone possono fingersi vostri coetanei, quando in realtà non lo sono, o mascherare le reali intenzioni per cui sono entrate in contatto con voi. Mostratevi accorti e ragionate in maniera critica quando vi confrontate con qualcuno sulla Rete. Incontrare qualcuno che si è conosciuto solo tramite la Rete non è una buona idea, anche se questa persona vi sembra onesta e sincera oppure vi ha inviato foto e l’avete vista tramite una webcam: le immagini potrebbero essere contraffatte. Se poi qualcuno vi mette a disagio, vi disturba, vi dice cose che vi provocano imbarazzo e/o vi spaventano, bloccatelo immediatamente ponendo fine ad ogni contatto. Non siete assolutamente tenuti a continuare la conversazione se non vi sentite a vostro agio. Ma soprattutto non abbiate mai paura o vergogna nel porre domande in caso di dubbi o incertezze: fate domande ai vostri genitori e ai vostri insegnanti.”

Come bisogna spiegare ad un minore che internet può essere pericoloso? Di cosa dovrebbero accorgersi gli adulti?

“Il buon senso ed alcune osservazioni empiriche suggeriscono di fare particolarmente attenzione ai minori che presentano alcune peculiarità: minori che passano molto tempo nelle chat non protette e con scarso controllo da parte dei genitori; minori timidi, chiusi, con poche relazioni sociali, che parlano poco con i genitori, o che tendono ad essere scontrosi con loro; ragazze che sembrano voler bruciare le tappe e che vogliono sembrare più grandi, che mostrano di avere forti infatuazioni per figure maschili adulte (attori, cantanti, personaggi dello spettacolo) con scarso senso della realtà e tendenza a sognare ad occhi aperti; minori che hanno ricevuto l’educazione intima prevalentemente dai reality show televisivi; minori cui sono mancate figure di riferimento parentale, fisicamente o psicologicamente, o minori che hanno avuto con i genitori un rapporto conflittuale. Ogni altro eventuale “divieto” andrebbe chiaramente motivato: i ragazzi hanno bisogno di coerenza e risposte concrete.”

Matteo Napoli

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