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17 maggio 2013

Boom della sigaretta elettronica, divieti e tasse del ministero

La sigaretta elettronica
Boom della sigaretta elettronica

Boom della sigaretta elettronica

Boom della sigaretta elettronica che è diventata una vera e propria mania tra i fumatori e coloro che cercano di smettere di fumare.

Per strada, nei luoghi pubblici e nelle università è facile vedere qualcuno che “svapa” come il Brucaliffo di Alice nel Paese delle Meraviglie con la sua sigaretta elettronica.

Ma vediamo quali sono le nuove regole e i divieti emanati dal Ministero della Salute sulla sigaretta elettronica.

All’aroma di vaniglia o all’essenza di menta, nere o colorate le sigarette elettroniche sono ormai ovunque, giovani o meno giovani, fumatori o (quasi) ex amanti della “bacchetta fumante”, per dirla alla Maccio Capatonda, non possono più farne a meno tanto che secondo le aziende importatrici nel 2012 il giro d’affari in Italia è arrivato a superare gli 80 milioni di euro anche grazie alla convinzione diffusa che la sigaretta elettronicha non fa male.

Ma cosa ne pensano a proposito gli esperti del boom della sigaretta elettronica? La stragrande maggioranza delle organizzazioni della salute e dei medici si mantengono cauti anche perché  studi recenti hanno sollevato perplessità anche a causa dei controlli che risultano scarsi e che permetterebbero una facile contraffazione.

La dottoressa Roberta Pacifici, direttore dell’Osservatorio su fumo, alcol e droga dell’Istituto superiore di Sanità spiega che: «Non abbiamo strumenti per dire che un fumatore riesca a smettere utilizzando tale prodotto. Se fosse un farmaco infatti ne andrebbe regolamentata la vendita». L’esperta continua: «Non prevedendo combustione di tabacco, può essere utile per un fumatore che cerca un prodotto meno tossico o che vuole fumare anche nei luoghi pubblici. Così però si rischia di perdere l’aspetto educativo ottenuto dalla legge Sirchia, c’è il rischio inoltre che i giovanissimi si avvicinino alla sigaretta elettronica solo perché di moda».

Dopo il boom della sigaretta elettronica, il divieto di vendita del Ministero della salute

Dopo il boom della sigaretta elettronica il Ministero della Salute, con un’ordinanza firmata il 2 aprile, ha decretato il divieto di vendita della sigaretta elettronica contenenti nicotina ai minori di 18 anni dato il boom registrato negli ultimi mesi soprattutto tra i giovanissimi che preferiscono la sigaretta elettronica a quella tradizionale perché non produce cenere, cattivi odori né mozziconi.

Trenitalia, Alitalia e altre compagnie di trasporto pubblico oltre che diversi uffici pubblici hanno già da tempo vietato di utilizzare la nuova sigaretta elettronica. Un esempio su tutti il Comune di Milano. Il sindaco Pisapia, infatti, ha recentemente inviato a tutti i sedicimila dipendenti una circolare con cui si fa divieto assoluto di utilizzare la sigaretta elettronica negli uffici comunali, dagli sportelli pubblici alle biblioteche fino ad arrivare all’ufficio anagrafe. La circolare recita: ”Occorre impedire che il lavoratore sia esposto a fumo passivo”, compreso quello delle sigarette elettroniche.

La reazione dello Stato non si è fatta attendere sulla sigaretta elettronica. Risale all’inizio di dicembre, infatti, la notizia secondo cui  presto la sigaretta elettronica sarà sottoposta agli stessi vincoli di vendita di quelle di tabacco. I senatori Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pd) hanno depositato in commissione Industria del Senato un emendamento che prevede lo stesso sistema di regolamentazione per la sigarette e per la sigaretta elettronica. Il regime fiscale al quale la sigaretta elettronica sarà sottoposta sarà quindi stabilito con un decreto del ministero dell’Economia.

Boom della sigaretta elettronica, è una “moda” solo italiana ma a seconda del paese in cui ci si trova si registrano atteggiamenti differenti. In molti paesi europei come Austria, Svezia, Portogallo, Finlandia, Belgio, Ungheria, Estonia, Slovenia e Germania le sigarette elettroniche sono considerate come prodotti farmaceutici mentre in Francia, Gran Bretagna e in Lettonia sono in corso processi di regolamentazione.

Ci sono però paesi in cui la sigaretta elettronica è completamente vietata, a partire dalla Cina, paese in cui è stata inventata nel 2003, fino ad arrivare a Thailandia, Uruguay, Singapore, Turchia, Canada, Norvegia, Brasile e Australia.

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