• Google+
  • Commenta
15 maggio 2013

Sistema Bibliotecario Nazionale: il punto di Marcello Andria di Unisa

Ricerca bibliografica e servizi on line
Sistema Bibliotecario Nazionale

Sistema Bibliotecario Nazionale

Marcello Andria direttore della Biblioteca dell’Università degli Studi di Salerno sul sistema bibliotecario nazionale.

Per fare il punto sullo “stato di salute” attuale del sistema bibliotecario ed, in particolare, sulla condizione del sistema bibliotecario di Ateneo, sull’organizzazione e sui servizi offerti all’utenza, abbiamo chiesto il parere dell Dott. Marcello Andria, Direttore.

Marcello Andria e responsabile presso il Centro Bibliotecario di Ateneo dell’Università di Salerno.

Ecco quale sono le possibili strategie d’intervento perseguibili per uscire dalle distorsioni che caratterizzano il binomio sistema bibliotecario nazionale e crisi del sistema bibliotecario.

Sistema bibliotecario nazionale: il punto del direttore Marcello Andria dell’Unisa

Dott. Andria. Com’è organizzato il sistema bibliotecario nazionalee quale posto occupano al suo interno le Università, nello specifico l’Università di Salerno?

Ecco lei mi chiede dell’organizzazione del sistema bibliotecario nazionale è un problema estremamente complesso e articolato che non è possibile qui riassumere sostanzialmente. Le biblioteche in Italia fanno capo a molti organismi ministeriali differenti.!

“Le biblioteche nazionali centrali, le statali , quelle di conservazione, quelle storiche, fanno capo al Ministero per i beni e le Attività culturali. Le biblioteche universitarie come la nostra fanno capo ciascuna alla propria istituzione, al proprio ateneo che comunque rientra nell’organizzazione del MIUR e poi ci sono tante biblioteche civiche, comunali, provinciali che fanno capo ovviamente agli enti locali. Naturalmente si tratta di un’organizzazione estremamente complessa”.

“Per quanto riguarda la questione specifica delle biblioteche d’ateneo in molte università esiste un sistema bibliotecario di ateneo che in qualche modo coordina e mette insieme le risorse bibliografiche, informatiche ed organizzative di tutte le biblioteche che afferiscono all’università. Abbiamo qui a Salerno una biblioteca centrale, la biblioteca E. R. Caianiello, che è una biblioteca del polo umanistico, che esiste. È stata aperta alla fine del 1997, 16 anni fa, e di recente una nuova biblioteca del polo scientifico che è stata inaugurata venerdì 3 maggio dal Rettore Pasquino e con la lectio magistralis del Professore Settis, che andrà appunto a coprire le esigenze delle facoltà scientifiche: scienze matematiche, fisiche, naturali, ingegneria e farmacia e ancora abbiamo un piccolo avamposto, la biblioteca della facoltà di medicina che rimane nel vecchio campus di Baronissi”.

“In più poi ci sono tante altre piccole raccolte librarie più o meno organizzate nei diversi dipartimenti universitari , che sono utili a sostenere una ricerca meno generalista e più specializzata. Questo complesso di strutture fa ricadere il suo “raccolto” nel catalogo unico, collettivo di ateneo, quello che si consulta sul portate delle nostre biblioteche  che raccoglie tutte le ubicazioni, tutti i record bibliografici del posseduto delle biblioteche centrali e periferiche, dei dipartimenti. Questa è la nostra organizzazione a carattere generale.”

Ci parli dei servizi “tipo” che i centri bibliotecari di Ateneo offrono all’utenza. In particolare ci descriva quelli erogati dalle Biblioteche di Fisciano. Come valuta l’offerta bibliotecaria dell’Unisa nel contesto del sistema bibliotecario nazionale?

“Questo ovviamente non tocca a me dirlo, perché naturalmente siamo quelli che organizzano e coordinano i servizi. Noi siamo mediamente soddisfatti e credo che abbiamo avuto riscontri anche estremamente positivi perché questa biblioteca è fra le pochissime italiane, come la nostra credo ce ne siano una decina su tutto il territorio nazionale, ad avere conseguito la Certificazione di qualità di Norma ISO, cosa che è avvenuta già 3 anni fa”.

“Per il mantenimento di questa qualità e la conservazione di questi standard a livelli elevati , noi operiamo tutto l’anno anche chiedendo riscontro all’utenza. Proprio in questi giorni, lunedì, parte la annuale erogazione dei questionari sulla customer satisfaction per accertare che l’utenza sia soddisfatta dei servizi che eroghiamo. Sono servizi di natura tradizionale: di consultazione, di prestito che erogano un po’ tutte le biblioteche, ma anche servizi avanzati come il reference in ambiente digitale, il document delivery, la documentazione bibliografica su banche dati e periodici elettronici. Questi sono i servizi che noi quotidianamente eroghiamo al pubblico delle nostre biblioteche, anche se non dimentichiamo che disponiamo  di un centro di documentazione europea che raccoglie tutte le pubblicazioni istituzionali, ufficiali provenienti dall’Unione Europea.“

La qualità del nostro sistema bibliotecario nazionale

Quando andiamo a sondare il grado di soddisfazione del pubblico, generalmente, ricaviamo degli esiti molto soddisfacenti. Fino all’ultimo sondaggio, quello dell’estate 2012, c’era all’incirca un livello di gradimento del 75-80%. Un gradimento molto elevato. Naturalmente si tratta di una stima complessiva, indifferenziata che varia a seconda dei servizi, delle fasce di utenza, ma in linea di massima ci aggiriamo su dati che ci sembrano decisamente positivi. Per altro le nostre biblioteche per una antica decisione del Senato Accademico sono aperte all’intera cittadinanza, quindi sono biblioteche fruibili dall’intero territorio per cui sono utilizzate abitualmente anche da un’utenza non istituzionale, da utenti cioè che non sono né docenti né ricercatori né studenti dell’ateneo. Un dato per noi molto importante. Il fatto che un intero territorio possa avvalersi di questo patrimonio, delle risorse tradizionali e ora anche elettronico-digitali che mettiamo a disposizione dell’utente.”

Qual è lo stato di salute del sistema bibliotecario nazionale Universitario?  Come si colloca la nostra università in questo scenario e come si esce dall’impasse attuale?

È di questi giorni una polemica sui quotidiani di ben altro respiro, che addirittura parla di un rischio chiusura del servizio bibliotecario nazionale, che è invece uno strumento vitale di visibilità per la ricerca e la cultura italiana ed essenziale a tutti, agli studiosi, ai cittadini, a noi che lavoriamo nelle amministrazioni…per mancanza di risorse finanziarie e di personale appunto. Cosa che se dovesse essere rappresenterebbe una sciagura. Il Servizio Bibliotecario Nazionale, preciso, è gestito dal Ministero per i Beni e le Attività culturali non dal nostro Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca Scientifica ma è un centro di gravitazione per la cultura italiana tutta e della cultura internazionale.

“Perciò parlavo di controtendenza. In un momento in cui persino la massima espressione del mondo bibliotecario italiano addirittura è a rischio fallimento, si apra in una università del Meridione per altro un’altra struttura bibliotecaria mi pare francamente un segnale di reazione che già definisce di suo lo standard di eccellenza della nostra Università di Salerno. Come ha precisato Settis è l’intero settore cultura che deve essere risparmiato dallo sciacallaggio e sostenuto come avviene negli altri stati europei.”

“Il nostro patrimonio è spaventosamente esteso, più di quello di altri paesi europei. Ovvio che richieda il sostegno di una volontà politica molto superiore a quello attuale. La cultura non si mangia, come pare abbia detto Tremonti ma non si sa bene se sia così oppure no, ma è un’idea tuttavia diffusa che va contestata profondamente e rigettata.”

A cura di Matteo Napoli

Google+
© Riproduzione Riservata