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29 luglio 2013

25 luglio oggi come ieri. La caduta di Berlusconi come Mussolini

70 anni fa esatti, la caduta di Mussolini. 70 anni fa molto cambiò nel panorama italiano ed internazionale: il Gran Consiglio venne convocato, voluto dallo stesso Mussolini, per valutare la situazione, ormai compromessa, dell’Italia.

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Il 25 luglio 1943 il Gran Consiglio del fascismo si riunì e “in quest’ora di supremo cimento, volge, innanzi tutto il suo pensiero agli eroici combattenti d’ogni arma, che fianco a fianco con la fiera gente di Sicilia, in cui più alta risplende l’univoca fede del popolo italiano, rinnovano le nobili tradizioni di strenuo valore e d’indomito spirito di sacrificio delle nostre gloriose forze armate”.

Si trattava di dare ancora una volta la “fiducia” al gran dittatore, oppure cambiare le sorti dell’Italia. Mussolini andava tratto in salvo, pur dopo i gravi errori di politica estera ed interna, oppure condannato come uno statista che governò, uccidendo, anche solo con l’invio di truppe italiane sul fronte, migliaia di persone?

Grandi, insieme a Ciano e Bottai, trasformarono una seduta, di pubblica importanza, in una Seduta “rivoluzionaria”, forse, proprio come avrebbe voluto lo stesso gerarca Bottai, da tutti riconosciuto come il “più fascista dei fascisti.

Aderirono alla firma inaspettatamente anche Gottardi, Pareschi e Marinelli, per un totale di 19 firme contro 8 ed uno astenuto. Mussolini fu sfiduciato, e poco dopo, il Re lo fece arrestare. Quel giorno cambiò radicamente le sorti dell’Italia, pur in un contesto ancora molto caotico, e difficilmente governabile.

Esiste un 25 luglio odierno? Probabilmente tanti, ma nessuno di quella entità così pesante. Se per 25 luglio si può parlare di “giorno rivoluzionario” per il cambiamento radicale avvenuto a livello politico, allora ricordare le varie elezioni, che videro il prevalere netto prima dell’una e poi dell’altra fazione politica. Esempi? Nel ’94 con la discesa in campo di Silvio Berlusconi, che vinse le elezioni, la nascita prima del PD, e poi del PDL, la vittoria alle politiche del Movimento 5 stelle. Momenti storici che eppure mancano sempre di quella “ciliegina sulla torta” che contraddistinse quel 25 luglio.

Forse esiste il 25 luglio. Ma arriverà solo tra qualche giorno, pure con 5 giorni di ritardo. Se Berlusconi venisse condannato dalla C.C. per il processo Mediaset? In caso di condanna, Berlusconi non solo non potrebbe più presentarsi alle prossime elezioni, ma forse anche il Centro-destra si spaccherebbe. Dal ’94 ad oggi, la Destra, e tutti i partiti moderati dell’area conservatrice hanno sempre trovato la figura leader proprio nel neo-condannato. Che cosa ne succederà? Dimissioni di massa per i deputati del PDL, e quindi fine dell’esperienza del governo Letta?

Ma se Atene piange, Sparta non ride: perchè ciò provocherebbe certamente malumori anche nell’area del PD, che certamente non vorranno alleanze con partiti i cui leader siano condannati. Che figura farebbero davanti agli elettori? “Predica bene, razzola male”, sarebbero la maggior parte dei commenti. Quindi di nuovo: fiducia o caduta del governo? E se si andasse alle elezioni, chi prevarrebbero? Probabilmente il Movimento 5 Stelle, che pur in una apparente e e muta opposizione, risulterebbero la fazione politica meno attaccata al vile denaro, ed agli scandalosi leggi ad-personam continuamente riproposti dai vari partiti presenti in Parlamento.

A questo punto, ci riproponiamo la domanda iniziale: esiste un 25 luglio? Si, se si prendono in considerazione situazioni puramente politiche. No, se si guarda nell’intera complessità di quel giorno che per sempre rimarrà una data storica per l’Italia, insieme all’8 settembre e al 25 aprile 1945. Si Spera infatti che non ci siano rivoluzioni entro un lasso di periodo breve, si spera anche non esservi fronti opposti di lotta all’interno dello stesso esercito italiano, anche a seguito di un qualsiasi pronunciamento da parte della Corte Costituzionale.

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