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30 luglio 2013

Berlusconi. Sentenza Mediaset Berlusconi: Parlamentari annunciano dimissioni e fine del PdL

Berlusconi rischia l’interdizione dai pubblici uffici, stando alle ultime indiscrezioni manca poco alla sentenza che potrebbe arrivare già domani o massimo giovedì, anche senza rinvio.

Ultimo atto per Berlusconi. L’udienza si terrà oggi 30 luglio. Secondo le ultime indiscrezioni la sentenza  potrebbe esserci già domani, ma non è da escludere che la camera di consiglio possa riservarsi un lasso di tempo maggiore fino ad arrivare a giovedì prossimo. Ciò potrebbe verificarsi anche se il rinvio dell’udienza non venisse chiesta dai difensori. Il count down è ormai iniziato e tutti attendono il verdetto, una sentenza che potrebbe cambiare non solo le sorti di un uomo che ha segnato la storia italiana, ma sarà determinante anche per il suo partito e per il governo Letta. Il premier non si mostra preoccupato dalle conseguenze che potrebbero scaturire dalla sentenza Mediaset: “Non ho paura, l’Italia è più stabile di quanto ci si aspetti. Sono assolutamente tranquillo nel lavoro che sto facendo, non penso che ci saranno terremoti”.

Berlusconi esiliato dalla scena politica. Berlusconi aveva dichiarato anche se poi ha subito smentito: “Non farò l’esule come Craxi, andrò in carcere”. La principale preoccupazione del leader non è la prigione. Il motivo è molto semplice: per l’indulto gli anni in caso di condanna verrebbero ridotti, inoltre beneficerebbe anche del fatto che non è mai stato censurato. La principale preoccupazione di Berlusconi è uscire dalla scena politica, dal parlamento per via giudiziaria. Una preoccupazione che potrebbe diventare realtà: l’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici.

Fisco frodato di oltre 7 milioni di euro. Il verdetto sui diritti televisivi di Mediaset potrebbe non essere confermato completamente dai giudici, questo perché Mediaset ha dimostrato di non avere diritti diretti a livello televisivo e cinematografico con la major stanunitensi. In realtà la Mediaset ricorreva a più intermediari per “gonfiare” il prezzo. Tra le diverse società operanti in questo settore, le più note sono la Century One e l’Universal One, ma sono solo due delle tante azienda che avevano la funzione di intermediari di questa enorme catena. Lo scopo non poteva non essere che guadagnare, creando fondi esteri e frodando così il fisco per oltre 7 milioni di euro.

Nessuna richiesta di rinvio. Nessuna delle due parti né Berlusconi né i coimputati ha richiesto il rinvio della sentenza, nessuno ha avanzato la proposta di richiedere alla cancelleria della sezione Feriale penale uno slittamento del processo. Probabilmente perché il processo verrebbe rinviato di qualche settimana, in quanto i termini di prescrizione non prevedono un rinvio oltre metà settembre.

Berlusconi. Vari gli scenari che si prospettano:

  • a) condanna a quattro anni di reclusione e a cinque di interdizione dai pubblici uffici
  • b) annullamento secco o parziale

Nel primo caso la sentenza di Berlusconi non verrebbe applicata fino alla metà di ottobre, nel secondo caso l’assoluzione definitiva o parziale porterebbe le carte in Corte d’Appello. Qui che vederebbe Berlusconi coinvolto in un nuovo processo, i casi verrebbero affrontati singolarmente e avrebbe un collegio diverso rispetto a quello che già si è espresso sulla sua persona.

Gli altri imputati. Oltre Berlusconi sono coinvolte altre tre persone: Frank Agrama, considerato suo ‘socio occulto’ ed ex produttore statunitense, e Daniele Lorenzano e Gabriella Galetto gli ex manager Mediaset. I legali di Berlusconi sono il principe del foro Franco Coppi, affiancato dagli storici Niccolò Ghedini e Piero Longo.

Le conseguenze della sentenza. Vari gli interrogativi sula sentenza, ma soprattutto sulle conseguenze che potrebbe arrecare. Quali saranno le reazioni del Pdl e Pd? Quali ricadute avrà sul governo Letta? Gli esponenti pidellini hanno già dichiarato il possibile abbandono dalle aule parlamentari, mentre sul quotidiano dedicato a Berlusconi e alla sua famiglia viene pubblicato a chiare lettere i giorni che mancano all’attesa.
Maurizio Lupi, il ministro delle Infrastrutture ed esponente del Pdl, in un’intervista alla Repubblica si mostra speranzoso ha infatti dichiarato che una possibile condanna di Berlusconi sia: “un fatto gravissimo, un’ipotesi che neanche prendo in considerazione. Per quanto riguarda l’esecutivo, essendo un governo politico la decisione spetterebbe ai partiti, al Pdl così come al Pd. E non potrebbe che essere una decisione assunta nella collegialità del Pdl con il suo leader. Nessuno può dubitare della stabilità dell’esecutivo perché chi più di tutti ha voluto farlo nascere è stato proprio Silvio Berlusconi, e l’ha fatto perché consapevole della crisi economica. La condanna del leader dei moderati sarebbe un fatto mai accaduto in nessuna democrazia”.  

La possibile condanna di Berlusconi non avrà nessuna conseguenza sull’azione politica è quanto dichiara il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda: “La giustizia non può condizionare l’agire della politica, e viceversa” e continua “le ragioni che hanno protato alla nascita di un governo di necessità non sono venute meno. Anzi”. Per Zanda la condanna di Berlusconi non porterebbe alla rottura del patto di governo col Cavaliere, ma se il Pdl adotterà atteggiamenti poco idonei l’alleanza “verrà meno”.

Anche  Annamaria Cancellieri, il ministro della Giustizia, è sulla stessa linea di Zanda, ritenendo che la possibile condanna di Berlusconi non possa mettere a rischio un intero governo e dichiara: “Dovete chiederlo intanto al presidente del Consiglio ma io non ritengo sia a rischio”. E conclude: “Io credo che la Cassazione farà quello che deve fare con la massima serenità. Aspettiamo gli eventi”.

Laura Boldrini, il presidente della Camera, afferma che “singoli casi giudiziari non debbano interferire nella vita e nelle attività delle istituzioni. Ritengo quindi che qualunque sia la decisione della Cassazione essa non debba avere ripercussioni nella vita parlamentare”.

La deputata Pdl, Daniela Santanché, replica alle affermazioni della Boldrini: “Altro che singoli casi giudiziari. Qui si tratta di 10 milioni di italiani che in caso di condanna di Berlusconi rischiano di non avere piu rappresentanza politica. Alla presidente della camera Boldrini – conclude – ricordiamo che Parlamento e istituzioni rappresentano quella democrazia che con ogni probabilità domani sarà mutilata. Proprio per il ruolo che riveste, lei dovrebbe essere preoccupata quanto noi”.

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