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24 luglio 2013

Diritti gay e matrimonio in Italia: per ora utopia

Matrimonio gay
Diritti gay e matrimonio

Diritti gay e matrimonio

Ormai da un paio di anni a questa parte i movimenti arcigay hanno compiuto “piccoli passi da gigante” circa la questione sui pari diritti gay.

“L’Organizzazione Mondiale per i diritti dell’Uomo” solo qualche giorno fa si è pronunciata, dichiarando che ancora molto si deve fare a livello europeo, che pure è il continente più avanti nella scalata per il raggiungimento dei diritti gay.

In Italia la situazione dei diritti gay, sembra essere in stallo così come lo era 10-20 anni fa. Insomma nulla è mai partito dal cantiere legislativo Italiano. Nessuna legge che favorisca le coppie gay e omosessuali, nè i così tanto discussi DICO nell’era del secondo Governo Prodi, nè i veri e propri matrimoni gay, già presenti da anni in Spagna, nel Nord Europa, e da quest’anno anche in Francia e Gran Bretagna.

Ora la questione che più ci sta a cuore discutere non è tanto se sia giusto o sbagliato legalizzare il matrimonio gay, che certamente andrà in contrasto con i valori espressi dalla Chiesa, quanto semmai che cosa potrebbe avvenire se non dovessero essere mai legalizzate, in un periodo di tempo da qui ad almeno 20 anni.

Oltre ai mille richiami da parte dell’Unione Europea, ormai abituata quando uno dei suoi bambini stato si chiama Italia, ammonendoci, sanzionandoci, etc., tutti coloro che vorranno in qualche modo legalizzare il loro matrimonio, potranno andare a sposarsi all’estero dove i matrimoni gay sono ammessi, già solo nella vicina Francia, e ritornare con un documento in mano che attesti il matrimonio avvenuto, con tanto di firme dei due sposi, o spose, testimoni, ma soprattutto di un funzionario dello stato estero che ne convaliderà l’atto.

Nell’Unione Europea i diritti sono uguali per tutti, abitanti o meno di un Paese o dell’altro. il matrimonio quindi sarà da convalidare lo stesso.

Per i due sposi sarà un enorme dispiacere dover recarsi all’estero per sposarsi, perchè abitanti in un “Paese retrogrado”: ma a quel punto, all’Italia, in qualità di Stato governo, che cosa cambierà anche non andare avanti nel legalizzare tutti i tanto declamati diritti gay ed omosessuali, se tanto ci penserà già l’Unione Europea?

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