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7 Giugno 2019

Consiglio Superiore della Magistratura sono attacco: cosa è successo

Consiglio Superiore della Magistratura
Consiglio Superiore della Magistratura

Consiglio Superiore della Magistratura

Nella politica italiana una bufera si è abbattuta sul Csm, che ha già determinato la caduta di alcuni tasselli dello scacchiere del Consiglio Superiore della Magistratura: ecco cosa è successo.

Una cordata composta da magistrati, politici, imprenditori e avvocati che avrebbe dovuto pilotare le nomine dei capi delle procure. A cominciare da quella più ambita a livello nazionale, la Procura di Roma diretta fino a poche settimane fa da Giuseppe Pignatone. Al centro dell’inchiesta il sostituto procuratore Luca Palamara, ex componente del Csm ed ex presidente dell’associazione nazionale magistrati, è accusato di corruzione dalla Procura di Perugia.

Luca Palamara avrebbe ricevuto 40mila euro da due avvocati per favorire la nomina di Giancarlo Longo a procuratore di Gela. Nomina poi bloccata dal presidente della Repubblica (e del Csm) Sergio Mattarella.

Luca Palamara , il principale protagonista dell’inchiesta, si è auto-sospeso dall’associazione nazionale magistrati. L’obiettivo della lobby di magistrati, avvocati, imprenditori e politici  era nominare persone “di fiducia” nelle principali procure d’Italia. Il vaso di Pandora scoperchiato dal caso Palamara giorno dopo giorno ci regala nuovi protagonisti.

Alle riunioni con gli esponenti delle Magistratura, secondo l’inchiesta, erano presenti: Luca Palamara, Luca Lotti(Pd),Cosimo Ferri(Pd), Claudio Lotito (Presidente SS Lazio) e cinque membri del CSM.

Anche la politica italiana è protagonista, negativamente, nell’inchiesta sul Consiglio Superiore della Magistratura. Un vero è proprio terremoto mette in imbarazzo non solo i giudici ma anche i politici del Pd.

Caso Consiglio Superiore della Magistratura: Zingaretti temporeggia, Ferri non chiarisce

Qualche giornale ha parlato addirittura di P2, la loggia massonica guidata da Licio Gelli. Nella Loggia confluivano molti personaggi illustri -imprenditori, politici,magistrati, capi delle forze armate –  che operavano, eversivamente, contro l’ordinamento giuridico italiano.

Cosimo Ferri – magistrato e politico italiano, sottosegretario di stato alla giustizia nel Governo Letta, nel Governo Renzi e nel Governo Gentiloni, e dal 2018 deputato per il Partito Democratico – ha rilasciato queste parole: “La sera uno può fare quello che vuole, incontrarsi con chi vuole”. “Non stiamo parlando di niente, io ho un passato associativo, sono stato membro del Csm, dell’Anm, mi occupo di giustizia”, afferma l’ex sottosegretario alla Giustizia. Aggiunge – “la magistratura sia indipendente”.

L’importante, quindi, è che “ciascuno mantenga la propria posizione”, rispettando l’autonomia della magistratura. E su Palamara conclude: “Palamara è un collega, dal punto di vista associativo non siamo mai stati sulla stessa posizione. Detto questo lo posso frequentare benissimo, è una persona che vive un dramma umano e gli auguro di risolvere i suoi problemi giudiziari”.

Il segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, ha cosi commentato l’inchiesta sul Consiglio Superiore della Magistratura che vedrebbe interessati anche due esponenti Pd: “Il Pd non può che ribadire l’assoluta fiducia nell’indagine della magistratura, che dovrà accertare la verità e le responsabilità individuali, perché non rimangano ombre e sospetti su temi così delicati. Si vada dunque avanti nelle indagini. Il Pd sosterrà, con fiducia, questo lavoro di investigazione e di ricerca della verità”. È un invito implicito a Lotti a offrire la sua collaborazione ai magistrati, qualora la richiedano, e al tempo stesso un avvertimento affinché nell’ accertare i fatti si considerino, appunto, le “responsabilità individuali”.

Caso Csm: 5 togati si sono autosospesi, rischio scioglimento Consiglio

Gianluigi Morlini nel caso del Consiglio Superiore della Magistratura è l’ultimo testa a cadere in ordine cronologico. Presidente della commissione che nomina i capi degli uffici, quindi anche Roma e Perugia. Insieme a Morlini anche Paolo Criscuoli si è autosospeso. Precedentemente si erano dimessi Luigi Spina, Antonio Lepre e Corrado Cartoni.

Siamo a quota cinque togati ad aver fatto un passo indietro e si avvicina pericolosamente il limite numerico che condannerebbe il Csm allo scioglimento, 10 membri togati e 5 laici. I togati rimasti adesso sono 11.

Sulla questione è intervenuto anche il Leader della Lega Matteo Salvini che ha cosi espresso la sua preoccupazione: “Al Csm potrebbe esserci un problema grave: leggere quello che stiamo leggendo sui giornali non è bello. Il Csm è l’organismo di governo della magistratura e su quello sicuramente il presidente della Repubblica dirà o farà qualcosa, visto che ne è supremo garante. La situazione è preoccupante”

David Ermini, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura ha cosi commentato il caso Csm. Abbiamo dimostrato la capacità di evitare la paralisi dell’istituzione e di andare avanti nonostante i gravi fatti venuti alla luce in questi giorni, sotto la guida e le indicazioni del capo dello Stato” ed ha aggiunto“Questo è un punto che va chiarito e definito in tempi brevissimi, con senso di responsabilità da parte di tutti oltre che nel rispetto delle garanzie per le persone coinvolte. In ogni caso il Csm è già in grado di continuare a funzionare regolarmente”.

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