Diventare Calciatore: consigli dei calciatori professionisti di serie A

Redazione Controcampus 6 Ottobre 2013

Ecco come diventare calciatore per Guglielmo Stendardo: i consigli dei calciatori professionisti di serie A sulla formazione e preparazione atletica per diventare calciatori.

“Il momento più bello è stato sicuramente l’esordio in Serie A con la maglia del Napoli. Penso che Il sacrificio più grande per un calciatore sia quello di lasciare la propria famiglia… Guglielmo Stendardo

“Credo che per ogni giovane sia fondamentale studiare, perché lo studio rappresenta una certezza mentre lo sport, e in particolare il calcio, rappresenta un grande punto interrogativo”, G. Stendardo.” E’ grazie al calciatore  professionista di serie A Guglielmo Stendardo, difensore dell’Atalanta e corona d’alloro calcistica che cercheremo di capire, come diventare calciatore, quali sono le scelte giuste da compiere per diventare calciatore dilettante e diventare calciatore professionista.

Per diventare calciatore, occorrono anni di sacrifici. La strada è lunga ed irta di cunicoli insidiosi. L’illusione è sempre dietro l’angolo. La concorrenza è spietata. Quindi, è necessario che l’aspirante calciatore si prepari anche alla deleteria ipotesi di veder sfumare il proprio sogno. Ad ogni modo, per diventare calciatore occorre una buona dose di determinazione. Il carattere e la fiducia nelle proprie capacità, unite ad un sublime connubio tra talento e prestanza atletica, simboleggiano, al di là di ogni ragionevole dubbio, la ricetta per diventare degli ottimi calciatori.

Ma chi sono i calciatori? e qual’è la strada giusta da percorre per diventare calciatore oggi?  Si può diventare calciatori e continuare a studiare? La risposta è si, pensiamo a Guglielmo Stendardo, difensore in forza all’Atalanta, a Giorgio Chiellini della Juventus, al vice allenatore del Napoli Fabio Pecchia ed al neroazzurro Nagatomo. Questi celebri paladini della Seria A sono riusciti a scalfire ed indossare la tanto agognata corona d’alloro, suscitando non solo scalpore, ma anche parecchia invidia.

Nel Mondo del Calcio la laurea, simboleggia un triste tabù. Sembra bizzarro, ma è così. Le corone d’alloro calcistiche, oltre a rappresentare una minoranza numerica, raffigurano un’ascosa ed emarginata etnia. Un’etnia erudita, colta, istruita, pensante e pertanto vittima di ostracismi.

I pregiudizi non mancano, sostengono alcune fonti. Se ai parastinchi ed alla divisa da calcio, si affiancano i libri di testo, si corre il rischio di andar incontro ad inaudite e silenti campagne denigratorie. Il calciatore deve essere un soldatino perfetto. Niente sbavature. Niente ribellioni. Ma soprattutto niente libri in allenamento o nello spogliatoio.

La cultura potrebbe distogliere l’attenzione. Il calciatore deve concentrarsi soltanto sul prossimo match. Altro che progresso. Ma, al di là di tutto, il diritto allo studio non può essere vietato. La cultura va premiata, non censurata. Le corone d’alloro calcistiche sono mosche bianche che devono essere elogiate. I tabù, invece, vanno abbattuti.

Come diventare calciatore: consigli dei calciatori professionisti di serie A

Desiderosi di ampliare i nostri orizzonti conoscitivi in merito all’osmosi tra calciatori e laurea, al fine di capire come diventare calciatore senza essere distolti dallo studio ed, al contempo, far luce sull’importanza del diritto allo studio, abbiamo deciso di intervistare Guglielmo Stendardo, difensore dell’Atalanta (Seria A) Laureato in Giurisprudenza.

Guglielmo, quest’anno hai iniziato alla grande la tua terza stagione in forza all’Atalanta.

Hai timbrato il cartellino nelle prime due gare del campionato di Seria A, realizzando delle ottime prestazioni. Ma oltre ad essere uno dei più esperti e validi difensori italiani in circolazione, sei anche una delle prime corone d’alloro calcistiche.

Di recente, infatti, hai conseguito la Laurea in Giurisprudenza, coronando un sogno che coltivavi da tempo.  Parlaci della tua carriera universitaria. E’ stato difficile conciliare studio e lavoro? E’ difficile diventare calciatore?

“Credo che per ogni giovane sia fondamentale studiare, perché lo studio rappresenta una certezza mentre lo sport e in particolare il calcio rappresenta un grande punto interrogativo. Quindi, spesso ho la fortuna ed il piacere di parlare con tanti giovani con i quali tendo sempre a rimarcare l’importanza dello studio. Lo studio tiene allenata la mente ed è fondamentale per la propria crescita. Per quel che concerne la mia carriera universitaria, devo dirti che desidero non entrare troppo in merito, perché purtroppo non è una cosa che piace molto al mondo del calcio. Al mondo del calcio non fa piacere che si parli di un calciatore oltre quelle che sono le sue prestazioni tecnico tattiche. Purtroppo è una triste realtà. Ad ogni modo, sono stato uno studente come tanti. Uno studente lavoratore. Un ragazzo che ha fatto della propria passione un lavoro e che pertanto è senza ombra di dubbio un fortunato, un privilegiato”.

Nel corso della tua carriera calcistica hai cambiato molte casacche. Hai esordito al San Paolo con la maglia del Napoli all’età di 17 anni. Poi hai giocato in diverse squadre, tra le quali Salernitana, Lazio e Juventus. Hai totalizzato 325 presenze e 18 reti. Mica male. Ma quanto è sacrificante la strada per diventare calciatore oggi? Parlaci dei momenti più belli della tua carriera? Un pensierino alla nazionale?

“Il momento più bello è stato sicuramente l’esordio in Serie A con la maglia del Napoli. Penso che Il sacrificio più grande per un calciatore sia quello di lasciare la propria famiglia. Io sono lontano dalla mia famiglia da 15 anni. Nonostante abbia avuto grandi soddisfazioni calcistiche, la lontananza dai miei cari, per me, è stata ed è motivo di grande sofferenza. Comunque, oltre all’esordio col Napoli conservo anche altri piacevoli ricordi. La Champions League e la vittoria della Supercoppa Italiana con Lazio, la stagione con la Juventus e poi l’Atalanta. Attualmente, gioco in una squadra come l’Atalanta, che rappresenta un modello in questo calcio. Quindi, credo di essere un fortunato, un privilegiato, perché ho realizzato il mio sogno. E’ ovvio che sono ancora moderatamente giovane, e mi auguro di poter dare ancora tanto all’Atalanta. Tuttavia, non credo sinceramente di rientrare nel giro della nazionale, anche per un discorso di età”.

Come scegliere una squadra: meglio il Napoli o della Salernitana?

“Credo si tratti di ipotesi molto difficili. Credo che Salerno sia una piazza fantastica, con una tifoseria incredibile. Ho avuto la fortuna di giocare a Salerno, anche se in un momento particolare per la società. La Salernitana rappresenta una delle parentesi più belle della mia carriera calcistica perché ha avuto il pregio di rilanciarmi. Venivo dalla Sampdoria e quando arrivai a Salerno segnai addirittura 4 gol in cinque mesi. Quindi, l’esperienza alla Salernitana è stata un trampolino di lancio per la mia carriera, un’occasione davvero importante. Ma in questo momento non credo di poter tornare a Salerno”.

Per il Comitato Olimpico Internazionale (Cio) il giuoco del calcio può essere praticato anche a livello professionistico. Tuttavia, esiste anche un settore dilettantistico.

Secondo la Figc (Federazione Italiana Giuoco Calcio), infatti, i calciatori possono essere professionisti, non professionisti e giovani. I professionisti sono coloro che esercitano la professione in maniera continuata e che sono tesserati in società facenti parte della lega nazionale, percependo uno stipendio. Il professionista, per poter firmare il suo primo contratto, deve aver compiuto il diciannovesimo anno di età. I non professionisti, invece, pur essendo tesserati, esercitano l’attività calcistica per scopi ricreativi. I giovani, infine, sono i ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 16 anni.

Come prepararsi per diventare calciatore. Esistono delle regole meritevoli di rispetto per diventare calciatore. Norme comportamentali, fondate sull’esperienza e sul buon senso, che se osservate meticolosamente, possono tramutare l’aspirante calciatore in un professionista di successo, offrendogli la possibilità di sopperire ai propri limiti tecnici.

Regole da osservare per diventare calciatore dilettante e professista

  • Bisogna entrare a far parte di una squadra giovanile tra i 6 ed i 13 anni.
  • L’aspirante calciatore deve essere animato da una grande determinazione; non deve abbattersi ai primi ostacoli, ma cercare di epurarsi dai propri limiti.
  • Gli allenamenti sono il pane quotidiano di ogni atleta che si rispetti.
  • Per diventare calciatore non bastano talento e prestanza atletica, ma servono coraggio, personalità, forza d’animo, spirito di sacrificio, capacità comunicative ed umiltà.
  • Per diventare un top player è necessario allenarsi tutti i giorni con e senza palla, lavorando sui propri limiti anche nei ritagli di tempo.
  • E’ necessario giocare bene e farsi notare da qualche osservatore calcistico. E’ così che si entra nei grandi team.
  • Il calcio è un gioco di squadra. Per diventare calciatori, quindi, non servono dribbling, tunnel e finte alla Denilson (incompiuto calciatore brasiliano degli anni ‘90 dotato di eccelse doti tecnico-individuali), ma occorrono giocate alla Totti o alla Camoranesi, cioè passaggi filtranti, cross e movimenti che siano utili alla squadra.
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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto