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6 ottobre 2013

Strage Lampedusa. Sulla tragedia Lampedusa: doveri e responsabilità dello stato verso gli immigrati

La strage di Lampedusa, le responsabilità della politica, le polemiche sui soccorsi, gli indagati della tragedia Lampedusa, le indignazioni,  il giorno della commozione

Strage di Lampedusa

Strage di Lampedusa

Con il naufragio di Lampedusa sorge l’esigenza di spiegare le ragioni di queste partenze: senza la disperazione di certe congiunture storiche, politiche e socio-culturali nessuno avrebbe il coraggio e la determinazione necessari per quello che rappresenta un vero e proprio salto nel buio perché per gli immigrati partire per l’Italia significa partire oggi senza sapere se arriveranno  e se ritorneranno un giorno nel proprio paese d’ origine.

Sono storie di speranze o più spesso di sofferenze e speranze e sofferenze, dolori e gioie, attese ed angosce, paure e sogni sono quei sentimenti che vengono provati da chi vive l’esperienza della nave, oggetto-simbolo per eccellenza dell’ immigrazione.

Prima di giungere sul suolo italiano tra gli immigrati prevale l’entusiasmo verso le prospettive aperte del nuovo mondo evitando di parlare dei fallimenti di parenti o connazionali emigrati e si guarda più spesso alle fortune di questo o di quello e si parte, si parte come in un disperato ed inarrestabile contagio.

Molto spesso la disperazione vissuta da queste persone nel loro paese natale non fa circolare le storie di sofferenza vissute dai connazionali, già pervenuti in Italia, che pure sono tante e molte più di quelle dei successi.  Indubbiamente si tratta di individui che pur di raggiungere il nostro paese, l’ Italia, hanno venduto tutti i propri averi per finanziarsi il “viaggio dell’ illusione, delle mancate opportunità, di diritti negati e di false speranze”. Un’ altra forma di biglietto transoceanico è costituito dal credito; infatti sono molti gli episodi di sfruttamento da parte degli agenti dell’ emigrazione, che li reclutano per il passaggio marittimo, e dei “padroni” connazionali sono all’ordine del giorno, sotto forma di quote da versare per la casa e per il lavoro trovato. Gli agenti, di solito sono stranieri e i sub agenti italiani, rappresentati dalla piccola borghesia come sindaci, preti ed impiegati comunali che cercano di avvantaggiarsi e di sfruttare l’ignoranza degli immigrati al fine di arricchirsi sulle loro gracili spalle.

Tragedia di Lampedusa

Tragedia di Lampedusa

Non esiste risarcimento per queste sofferenze, ma esiste la possibilità di parlarne e  soprattutto di pretendere che lo Stato si faccia carico degli immigrati e che i potenti cessino di sfruttare il problema dell’immigrazione clandestina come strumento di propaganda perché è indegno continuare a fare populismo  a danno degli immigrati, come sta accadendo nei giorni correnti, relativamente alla tragedia di Lampedusa. Quella di Lampedusa è una tragedia tutta politica, usata, strumentalizzata e pretesto feroce di una battaglia per l’acquisizione del potere politico che è appena incominciata.

Il vero sgomento per la tragedia di Lampedusa è nel dover parlare di queste cose dopo la morte di tanti civili; infatti in questo momento bisognerebbe solo tacere e riflettere sull’ avventura umana e sulla tragedia di questa gente che i pilati italiani vorrebbero accantonare nel dimenticatoio pur di non vedere e non sentire, ma il compito dello Stato è quello di intervenire e di porre delle risoluzioni efficaci alle nuove forme di emergenze sociali emerse in relazione a tale problematica; infatti i politici hanno il dovere di assumersi le loro responsabilità verso il caso Lampedusa e di farsi  carico di quanto accaduto.  Ciononostante la morbosità feroce della politica e della destra Italiana è emersa ugualmente.

L’immigrazione è dunque un problema delicato, da ridimensionare e dai molteplici aspetti. Da parte dell’altro c’è la difficoltà ad orientarsi, ad adattarsi e ad integrarsi all’interno di una società e di una cultura che non è la sua; invece da parte degli Italiani c’è la paura di dover rinunciare ad un pezzo della loro cultura a favore di una cultura diversa per cui la conciliazione è problematica e questo è un dato di fatto.

Strage di Lampedusa

Strage di Lampedusa

L’integrazione passa attraverso il riconoscimento da parte dello Stato di una serie di diritti inalienabili quali politici, civili, sociali e soprattutto tramite l’acquisizione del diritto di cittadinanza che definisce il rapporto che lega il cittadino (titolare di diritti e soggetto delle decisioni) allo Stato che deve provvedere alla protezione del cittadino immigrato e a garantire a quest’ ultimo tutti i diritti e le risorse da consentire lo sviluppo di competenze atte alla realizzazione di autonomi progetti di vita.

L’integrazione è il frutto di un continuo intreccio di storie ed in un mondo globalizzato è importante conoscere l’Altro, la sua storia e la sua cultura perché ormai gli Altri sono qui e li incontriamo faccia  a faccia sui bus, tra i banchi universitari e nei supermercati e non si può far finta di niente ostinandosi a non capire che la nostra società sta cambiando.

Invero nelle differenze si possono scorgere molte somiglianze, senza dover necessariamente rinunciare alla propria cultura  e ciò dimostra che l’Altro è sempre una figura possibile di noi come ognuno di noi lo siamo di lui.

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