Giorno della Memoria 2015: eventi e manifestazioni, scuola-università

Redazione Controcampus 23 Gennaio 2015

Il ricordo dell'Olocausto attraverso il giorno della memoria 2015: Ma cos'è l'Olocausto e cos'è la Shoah? Quando si celebra la Giornata della Memoria e perchè?Ecco il Giorno della Memoria 2015 per gli studenti.

Tutte le canzoni e i più importanti film girati per ricordare il Giorno della Memoria.  

Le frasi celebri della Shoah e i libri che ricordano l’orrore del 27 gennaio come Giornata delle Memoria. 

Il Giorno della Memoria 2015 cade il Martedì 27 Gennaio, 70esimo anniversario della liberazione del campo di Auschwitz – Birkenau. Un evento luttuoso, terribile e fondamentale per la storia ebraica e del mondo intero che diventa un appuntamento imperdibile di etica universale.

Numerose le iniziative per il Giorno della Memoria 2015 in preparazione lungo tutta la penisola, soprattutto nelle scuole e nelle università. Ecco come la redazione ha deciso di ricordare il Giorno della Memoria 2015

Prima del 2000, il giorno in cui si ricorda la Shoah  era per tutti un giorno non ufficiale, senza fazioni certo, ma emotivamente ancora distante dal clima di partecipazione “globale” che oggi ne caratterizza l’attesa.

Giorno della Memoria 2015: storia, cos’è la giornata della memoria

Il 27 gennaio, infatti, per molti continuava, a torto,  a significare un dramma soprattutto “ebreo”. Le spinte negazioniste dell’Olocausto non avevano ancora raggiunto gli attuali livelli di assurdità e gli echi antisemiti ed antisionisti, che sarebbero riesplosi solo un decennio più tardi in tutta la loro immarcescibile bestialità, apparivano ancora lontani ed isolati.

Il Giorno della Memoria era, insomma, appuntamento un po’ snobbato dai media: la tv ricordava, spesso sommariamente, il 27 gennaio perché nel 45 le truppe sovietiche in questa data scoprirono il campo di Auschwitz e i pochi superstiti. Da quel giorno, però, una consapevolezza è andata crescendo nelle generazioni figlie di quell’epoca di orrori ed oscurantismi di massa. Si cominciò a realizzare che non solo quello ebraico, ma anche altri popoli avevano pagato dazio ai deliri del nazi-fascismo. Da quella scoperta, il mondo avrebbe insomma imparato a guardare al Giorno della Memoria come un’esperienza condivisa, capace di includere sofferenze uguali e diverse: un giorno per ricordare il nostro comune, universale, inalienabile diritto ad esistere e ad affermare la nostra specificità contro qualunque piano, progetto, ideologia distorta voglia negarlo, distruggerlo, sotterrarlo.

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale istituita per commemorare le vittime dell’Olocausto (o Shoah), i perseguitati politici dal nazismo e dal fascismo, e per ricordare le persone che hanno rischiato la propria vita per salvare e proteggere quei perseguitati. La data scelta, comune a tutta Europa, è il 27 gennaio, giorno in cui le truppe sovietiche entrarono nel campo di concentramento di Auschwitz, nella Polonia sud-occidentale, liberandone i pochi superstiti, e rivelando così al mondo il genocidio perpetrato dal regime nazista. Varcando i cancelli del campo di concentramento per la prima volta si scoprirono gli orrori di quello che era successo e l’Occidente scopriva una realtà che fino a quel momento non aveva voluto conoscere o che aveva semplicemente ignorato. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente e per la prima volta al mondo intero l’orrore del genocidio nazista. Pian piano la gente venne a conoscenza di cosa davvero significasse la parola “sterminio”. Da quel giorno ricordare è divenuto tassativo per tutti.

Giorno della Memoria 2015 Italia: ordinamento giuridico, diritto e leggi

Celebrato da molte nazioni e, a partire dal 2005, anche dall’Onu, è stato introdotto nell’ordinamento italiano con la legge n°211 del 2000: essa non si limita ad una generica menzione della data scelta e delle ragioni di tale commemorazione, ma prevede, all’art.2, l’organizzazione di “cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico e oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere”.

Era il 1945. Il “Giorno della Memoria” è stato istituito in Italia nel 2000 con l’approvazione all’unanimità della legge 211/2000.

Una legge, chiaramente, che aveva come anima profonda quella di rompere il silenzio che frettolosamente rischiava di passare la spugna sulla Shoah, un silenzio più pericoloso del negazionismo stesso.

All’art.1 si legge testualmente che “la Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, Giorno della Memoria, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini Ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.

La legge 211/2000 all’art. 2 prevede anche l’organizzazione di “cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere”.

Cos’è la Shoah: significato Olocausto e della Giornata della Memoria

L’esigenza di istituire un giorno dedicato alla shoah degli ebrei (in ebraico shoah significa “catastrofe”) è da mettere in relazione tanto alle cifre di quel massacro (si stima che sei milioni di persone siano morte nei campi di concentramento), quanto alla ferocia con cui venne attuato, non ultime le ripercussioni culturali sul significato di termini come “legalità” e “giustizia”: non si trattò di un fenomeno limitato a pochi individui animati da fanatismo o banale crudeltà. Si trattò, invece, della sistematica volontà di annientamento di un popolo attuata dall’intero apparato burocratico dello stato tedesco, legittimato dal voto popolare e sorretto da un’ideologia che considerava quello sterminio un’autentica ragione di stato; ciò che fino ad allora era considerato un puro crimine, divenne col nazismo una pratica legale e necessaria. Alla luce di ciò, l’Olocausto rappresenta, per gli Stati liberal-democratici, il più vergognoso esempio di dissoluzione dell’ordine legale attuato con le sue stesse regole, la dimostrazione storica dell’incapacità dello Stato di diritto di garantire le più comuni espressioni di libertà, se non ancorato a solidi principi di giustizia condivisi; da qui l’esigenza che venga ricordato per sempre, perché non si ripeta mai più.

Giorno della Memoria 2015: eventi manifestazioni per non dimenticare

“Facciamo memoria”. Sia questo il nostro primo impegno: il 27 Gennaio 1945 il mondo decideva di sapere, manifestava la volontà e l’orgoglio di reagire all’oblio, rivendicando il proprio diritto a conoscere e ad insegnare a chi sarebbe arrivato a costruire la libertà sulla verità. Dopo 70 anni siamo ancora chiamati a rispondere. Un viaggio nella memoria diventa allora un’opportunità di crescita, un atto di responsabilità personale e collettiva. Da Nord a Sud lo Stivale si unisce nel ricordo con eventi: convegni, apertura gratuita dei musei della resistenza, marce, spettacoli teatrali ecc.

Di seguito vi proponiamo un breve selezione dei principali appuntamenti in programma:

  • Il Giorno della Memoria 2015 a Roma: Sabato alle 18 al centro culturale Candiani in scena lo spettacolo “Giorno 177” di e con Marcello Serafino. Domenica alle 20.15, su iniziativa del Comune e della Comunità Ebraica, le luci del Colosseo si spengono in segno di protesta contro il partito xenofobo ungherese Jobbik. Calendario completo eventi organizzati dal Comune per il Giorno della memoria.
  • Il Giorno della Memoria 2015 a Torino: Il Museo diffuso della Resistenza dedica una mostra al critico d’arte Luigi Carluccio, visitabile dal 25 gennaio al 5 maggio. Il percorso espositivo presenta per la prima volta gli 80 disegni che il critico d’arte piemontese realizzò durante il periodo di prigionia nei campi di internamento. Programma completo per Il Giorno della memoria.
  • Il Giorno della Memoria 2015 a Milano: domenica alle ore 11, in programma una cerimonia commemorativa presso il binario 21 della Stazione Centrale, luogo da cui partivano i vagoni ferrati con i deportati per Auschwitz e gli altri campi di concentramento. Prevista la partecipazione del presidente del consiglio Mario Monti e del ministro Andrea Riccardi. Programma delle Iniziative dedicate alle scuole per il Giorno della memoria.
  • Il Giorno della Memoria 2015 a Firenze: partenza domenica dal capoluogo toscano del treno della memoria diretto ad Auschwitz. 507 ragazzi potranno vedere con i propri occhi i luoghi dell’olocausto. Sempre il 27 gennaio, a Palazzo Medici Riccardi, è in programma (dalle 10 alle 12 e poi dalle 15 alle 19) l’evento “Le parole e le pietre. Letture di testi delle persecuzioni naziste”. Alle 20.30, al Piccolo teatro del Comune di Firenze, si terrà la rappresentazione dello spettacolo “Janusz. Il re dei bambini”. Programma delle iniziative per il Giorno della memoria.
  • Il Giorno della Memoria 2015 a Napoli: al Teatro di San Carlo il concerto “Valsevaerk n°2 per coro e vibrafono” e il Requiem per soli, coro, vibrafono, organo e pianoforte, scritto da Gaetano Panariello. Il programma delle iniziative per il Giorno della memoria.
  • Il Giorno della Memoria 2015 a Palermo: alla Biblioteca comunale in Casa Professa esposizione, domenica 27, di oggetti di fattura ebraica che raccontano la permanenza del popolo ebraico in Sicilia. Nel corso della mattina, inoltre, è prevista la lettura di alcuni brani del libro di Eric-Emanuel Schmitt “Il bambino di Noè”Qui il Programma completo per il Giorno della memoria.

Convegni, seminari, spettacoli a tema, concerti. Anche quest’anno scuole ed Università di tutta Italia ribadiscono l’impegno e la volontà di  trasmettere agli studenti un messaggio forte contro il razzismo, l’odio, il revisionismo. E lo fanno attraverso i propri calendari, attraverso, cioè, l’organizzazione di eventi che, ripercorrendo la memoria del passato, vogliono contribuire a realizzare nelle nuove generazioni l’ultimo desiderio delle vittime di Olocausto e nazi-fascismo, vale a dire quel ‘Mai più’, che molto spesso continua a non trovare riscontro nella realtà di tutti i gironi. Il Giorno della Memoria 2015, ancora una volta, insomma, il mondo dell’istruzione si schiera dalla parte della memoria,  per ricordare ai ragazzi che la Shoah non è un fenomeno irrilevante o marginale, ma un fondamento della storia, della cultura e dell’etica civile di ognuno.

Questi gli eventi e le proposte che abbiamo raccolto per voi in vista del Giorno della memoria. In qualunque modo decidiate di ricordare, quello che conta è continuare a celebrare questo importantissimo rito collettivo, senza disconoscerne il senso e il valore, per evitare che, come forse già accade, finisca tutto in retorica.

Di seguito un ricco elenco di frasi, aforismi, canzoni, poesie, libri e film consigliati per chiunque volesse approfondire la sua esperienza della Shoah nel Giorno della Memoria 2015.

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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto