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Storia del 27 gennaio 1945, Giornata della Memoria: origini e significato Shoah

Redazione Controcampus 23 Gennaio 2017
R. C.
22/06/2021

La vera storia del 27 gennaio 1945 per ricordare e non dimenticare la Giornata della Memoria: origini e significato della Shoah e dell'Olocausto.

Cosa si ricorda il 27 gennaio? Perchè si festeggia il Giorno della Memoria?

Ogni anno, per evitare che il significato di Shoah venga dimenticato, soprattutto dai più giovani, vengono organizzati numerosi eventi ed iniziative. Film, documentari e immagini illustrano cosa significa Olocausto. E perchè è importante non dimenticare quanto avvenne prima e durante la Seconda Guerra Mondiale ai danni degli ebrei e delle altre vittime della ferocia nazista. Il 1° novembre 2005, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite stabilì che il 27 gennaio di ogni anno fosse celebrata la Giornata della Memoria. La scelta della data non fu casuale, perchè è in quel giorno che ricorre l’anniversario della liberazione dei deportati del campo di sterminio di Auschwitz.

La storia del 27 gennaio 1945 è raccontata dal filmato del capitano Aleksander Vorontsov, che con la sua cinepresa, ha raccontato al mondo l’orrore che si nascondeva nei lager nazisti. In questa data vengono spesso riproposti documentari storici e video che raccontano quanto avvenne in quei difficili anni. Perchè il mondo non dimentichi le oltre 15 milioni di vittime dell’Olocausto.

Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche della 60° Armata del 1° Fronte Ucraino arrivarono per prime nella città polacca di Auschwitz, scoprendo il famoso campo di concentramento. In questa data si celebra la liberazione dei superstiti del campo, e si ricordano tutte le vittime del nazismo. A partire da quel giorno, il resto del mondo venne a sapere dello sterminio nazifascista. E attraverso foto e testimonianze venne raccontato quanto era avvenuto all’interno dei lager.

Storia del 27 gennaio 1945, Giornata della Memoria: significato e origini Shoah e Olocausto

Durante il Giorno della Memoria e con la storia del 27 gennaio, termini come Olocausto e Shoah tornano ad essere attuali. Ma qual è il loro significato e traduzione? Qual è la differenza? Il significato di olocausto è “bruciato interamente“. E’ una parola di origine greca che veniva usata per indicare il “sacrificio”. A partire dal XX secolo con il termine Olocausto si indica il genocidio, ossia la distruzione, degli ebrei d’Eurpa ad opera della Germania nazista. In seguito con questo termine si è scelto di indicare per estensione lo sterminio nazista verso tutte le categorie ritenute “indesiderabili”.

Il significato di Shoah è, invece, “distruzione”, oppure “tempesta devastante” (dalla Bibbia, Isaia 47,11). Si tratta di un termine di origine ebraica. Attraverso il quale si fa sempre riferimento allo sterminio del popolo ebraico avvenuto tra il 1939 ed il 1945.

Per meglio comprendere la storia del 27 gennaio 1945 occorre andare qualche anno indietro.  Solo così si possono capire quali sono state le ragioni e gli eventi che hanno portato al genocidio nazifascista. Bisogna risalire al 1925, anno in cui avvenne la pubblicazione del libro Mein Kampf (La mia battaglia) di Adolf Hitler. E’ in questo testo che avvenne l’iniziale diffusione dell’ideologia razzista, in particolare antisemita.

L’idea di creare un mondo “purificato”, “pulito” era legittimata proprio da questa ideologia antisemita. Quest’ultima inizialmente prevedeva l’emarginazione progressiva degli Ebrei dalla società tedesca. Le ragioni che hanno condotto alla Shoah possono essere indicate in sintesi in determinati momenti storici. Vediamo di seguito i più importanti. Per ricordare in sintesi la storia della Shoah. Ma anche il significato del 27 gennaio.

La vera storia del 27 gennaio 1945, Giornata della Memoria e del ricordo

All’origine dell’Olocausto ci furono dapprima le Leggi di Norimberga del 1935, attraverso le quali si legittimava l’esclusione dalla vita sociale dei cittadini ebrei. Nella notte tra 8-9 novembre 1938, detta notte dei cristalli, furono bruciate le sinagoghe presenti in Germania. Molti negozi ebraici vennero distrutti.

Nel 1940 iniziarono ad essere messe in pratica le deportazioni  della popolazione ebraica ad opera della Wehrmacht. Successivamente, nel gennaio 1942, durante la Conferenza di Wansee, i vertici nazisti decisero di mettere in pratica la “soluzione finale della questione ebraica“. Con questo eufemismo si indicava lo sterminio sistematico degli ebrei. Attraverso questo giro di parole si cercava di mimetizzare il genocidio all’esterno. Ma si cercava di giustificare anche quanto avveniva all’interno dei lager. Come se l’Olocausto fosse necessario per risolvere un problema di portata mondiale.

Si arriva quindi alla storia del 27 gennaio 1945, giorno in cui avvenne la liberazione dei superstiti all’interno dei campi di sterminio. I prigionieri di Auschwitz iniziarono ad avvertire l’avanzata dell’Armata Rossa. In quelle gelide notti, si sentivano le esplosioni che diventavano sempre più vicine. Allora intorno al 18 gennaio 1945 i gerarchi nazisti decisero di battere la ritirata. Le SS portarono con se oltre 60.000 detenuti, che intrapresero un’ultima “marcia della morte”. Erano destinati ad essere rinchiusi negli altri lager ad Ovest della città.

Il 20 gennaio 1945 i nazisti fecero esplodere i forni crematori 2 e 3 di Auschwitz. Nei giorni successivi anche il forno 5. In questi luoghi erano stati bruciati centinaia di migliaia di corpi. Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria, a ricordo di quanto avvenne in questa data nel 1945. Le truppe sovietiche delle Prima Armata del Fronte Ucraino entrarono nel campo di sterminio, e liberarono oltre 7.000 detenuti ancora in vita.

© Riproduzione Riservata
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Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto