Diventare commercialista in Italia e all’estero: come funziona per Miani

Redazione Controcampus 15 Novembre 2017

Ecco come diventare commercialista in Italia e all'estero: dal tirocinio all'esame di stato, quanto conviene e come funziona.

Tutte le risposte per sapere come si diventa commercialisti in Italia e all’estero. Se è possibile fare il commercialista senza la laurea o l’esame di stato. Stop al “turismo professionale”. Intervista al Presidente dell’Ordine Nazionale dei Commercialisti Massimo Miani.

In Italia per diventare commercialista non è sufficiente il riconoscimento della validità del titolo professionale conseguito all’estero.

E’ necessario il superamento dell’esame di stato. E ovviamente anche lo svolgimento di un tirocinio. Questo a differenza di quanto avveniva in passato. Ecco di fatti cosa è cambiato e come funziona ora. Le differenze dell’abilitazione dal semplice esercizio della professione al pari di un servizio.

Nel 2016, una sentenza dei giudici di Palazzo Spada ha fatto chiarezza sul tema dell’esercizio di questa professione.

La sentenza ha messo un freno ai laureati italiani disposti ad andare all’estero per diventare commercialisti.

A richiamare l’attenzione sulla corretta interpretazione della Direttiva 2005/36/CE è stato anche l’Ordine Nazionale dei Commercialisti. Già nel 2010, aveva siglato un importante accordo di cooperazione con gli Economistas spagnoli. Protocollo finalizzato ad arginare la prassi elusiva del meccanismo nazionale di abilitazione.

La direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali ha l’intento di consentire ai cittadini europei la possibilità di trasferire l’attività all’estero. Ciò in linea con il Trattato di Maastricht ed il principio della libertà di circolazione in territorio UE.

Come diventare commercialista in Italia ed estero: pratica ed esame di stato per Miani

L’abilitazione all’esercizio della professione di commercialista ed esperto contabile si ottiene in seguito ad un tirocinio. Quindi al superamento dell’esame di Stato.

Parliamo dell’esame di commercialista. Spiegato nel suo funzionamento dalla Prof.ssa Valentino.

In questa sede ci occuperemo dell’aspetto abilitazione. In particolare capiremo come funziona oggi abilitarsi all’estero per esercitare poi in Italia. Se e quando è possibile farlo.

Spieremo qual’è il percorso per esercitare la professione all’esteroQuali sono le opportunità offerte dalla normativa UE.

Il percorso per diventare commercialista, sia chiaro, è intricato. Lungo e complesso. Molti neo laureati sono andati fuori Italia per questo.

Alla ricerca di regimi giuridici ed opportunità più semplici. Ad alimentare questo fenomeno la speranza di diventare un commercialista senza laurea o senza esame abilitativo. Soprattutto i vantaggi offerti dalla nota diettiva comunitaria 2005/36/CE.

Molti laureati si sono rivolti alla Spagna. Qui è possibile ottenere il riconoscimento del titolo di laurea conseguito in Italia.

Con relativa iscrizione all’albo professionale degli Economistas. Si torna poi in Italia per presentare domanda di riconoscimento della qualifica così acquisita.

Questo ha dato vita al cosiddetto turismo delle abilitazioni. Si tratta ovviamente di una prassi piuttosto discutibile. Nel 2016 è finita, non a caso, sotto la lente d’ingrandimento del Consiglio di Stato. Con sentenza 8 gennaio n. 32, non è stata riconosciuta automatica validità del titolo professionale conseguito all’estero.

Per cui per diventare commercialisti oggi occorre il superamento di un esame. L’abilitazione così conseguita permette l’iscrizione all’albo professionale dei commercialisti ed esperti contabili.

Ma cosa è successo in questi anni? Cosa è cambiato? E perché? Com’è nato questo turismo professionale? E perché è così dannoso?

Diventare commercialista senza laurea ed esame di stato: è possibile?

E’ il presidente del Consiglio Nazionale dei Commercialisti ed Esperti Contabili Massimo Miani a darci delle risposte.

Ecco spiegato nel dettaglio come diventare commercialista in Italia e all’estero oggi. Se e quando è possibile. Quali sono i presupposti da rispettare. Come arginare il problema del  “turismo professionale”.

Cosa ne pensa delle cosiddette abilitazioni estere?

“La disciplina delle professioni risente fortemente delle norme UE. Cosi anche dei principi fissati a livello europeo.

“Le disposizioni europee sono poste non solo a garanzia del diritto di circolazione nel mercato unico. Ma anche a garanzia della più ampia concorrenza”. “Della trasparenza, qualità della prestazione. Viene tutelato inoltre il consumatore che riceve la prestazione professionale”.

Quali sono le opportunità offerte dalla normativa UE?

“La dimensione europea delle professioni costituisce certamente un’opportunità per i professionisti. Un’opportunità da sfruttare nell’ambito di regole comuni.”

“Proprio in quest’ottica si collocano sia la direttiva servizi (2006/123/CE).  Sia la direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali (2005/36/CE). Direttive recepite in Italia, rispettivamente, con i decreti legislativi 59/2010 e 206/2007″.

Quale funzione ha la Direttiva 2005/36/CE? E’ importante da conoscere per chi vuole diventare commercialista?

“In particolare, la direttiva sul riconoscimento delle qualifiche contempera due esigenze. Da un lato, quella di garantire la libera circolazione dei professionisti.

“Conseguentemente il riconoscimento delle qualifiche professionali acquisite nel paese di origine. Consente agli Stati europei di continuare a fissare il livello minimo di qualificazione necessaria. In questo modo è garantita la qualità delle prestazioni fornite sul territorio”.

Come funziona diventare commercialista per lavorare all’estero

“La direttiva “non ha l’obiettivo di interferire nell’interesse legittimo degli Stati membri in tema di applicazione del diritto nazionale in materia di professioni. Si preoccupa di garantire ai cittadini comunitari di esercitare l’attività anche al di fuori del paese di origine.”

Cosa ne pensa della libertà di circolazione in UE? 

“Ogni stato membro ospitante che regolamenti una professione è “obbligato a tenere conto delle qualifiche acquisite in un altro Stato membro. Deve verificare se esse corrispondano a quelle che esso richiede”. 

Tra i requisiti sono previste anche le norme deontologiche?

“Il riconoscimento, – continua Miani – non impedisce che uno Stato membro imponga requisiti specifici. Motivati dall’applicazione delle norme professionali giustificate dall’interesse pubblico generale.

“Tali requisiti riguardano, ad esempio, le norme in materia di organizzazione della professione. Ma anche le norme professionali. Comprese quelle deontologiche. Le norme di controllo e di responsabilità”.

La direttiva qualifiche per chi vuole diventare commercialista 

“La direttiva qualifiche consente ai professionisti stabiliti in un determinato Paese dell’Unione di poter esercitare stabilmente anche in un altro Stato UE. A condizione che la professione esercitata sia corrispondente. E che vi sia una valutazione e verifica di tale corrispondenza. Questo avviene attraverso il meccanismo delle misure compensative”.

In particolare. Il superamento della prova attitudinale compensativa può essere richiesto nei seguenti casi”.

  • “durata della formazione inferiore di almeno un anno a quella richiesta nello Stato membro ospitante”.
  • “la formazione ricevuta riguarda materie sostanzialmente diverse da quelle coperte dal titolo di formazione. Titolo richiesto nello Stato membro ospitante”.
  • “la professione regolamentata nello Stato membro ospitante include una o più attività. Attività  professionali regolamentate. Quest’ultime mancanti nella corrispondente professione dello Stato membro d’origine del richiedente”.

Il meccanismo delle misure compensative e della formazione specifica

“Se la differenza è caratterizzata da una formazione specifica. Con specifico riguardo alla nostra professione, va evidenziato che in molti Paesi la stessa è declinata principalmente nell’area del reporting. Cosi anche della contabilità, o della revisione.

“Mancano le conoscenze. Le competenze relative ad esempio all’area delle procedure concorsuali. A quella fiscale e del relativo contenzioso”. – Continua il Presidente. –

“Dato quindi il ricorrere delle circostanze di cui alle suddette lettere b) e c).  Ai professionisti esteri è normalmente imposto il superamento di una prova attitudinale”.

“Necessaria prima di potersi iscrivere in un albo territoriale italiano”.  – Afferma il Presidente Miani.-

Come arginare il problema di chi vuole diventare commercialista all’estero

“Tale meccanismo genera una discriminazione a rovescio. – continua il Presidente Miani. –

Una discriminazione a danno di chi si è impegnato nell’intero percorso. Per chi ha duramente studiato e lavorato.  E una discriminazione a danno dei clienti “.

Diventare commercialista per Massimo Miani

Massimo Miani

“Favorendo così occasioni di lucro. Per quanti hanno tentato di facilitare questa migrazione verso la Spagna”.

Siamo contenti che il Ministero della Giustizia abbia compreso appieno. Almeno per il caso dei commercialisti (non così per la professione forense). La deriva negativa di tale impostazione.

“Abbia assieme a noi arginato queste situazioni di palese contrasto con quanto il legislatore comunitario. Con il principio con cui si vuole garantire la libertà di circolazione per le persone e i servizi”. – Conclude Miani.-

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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto