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24 novembre 2018

Origini del 25 novembre: giornata contro la violenza sulle donne

Immagine origini del 25 novembre
Immagine origini del 25 novembre

Immagine origini del 25 novembre

Ecco quali sono le origini del 25 novembre: dalla prevenzione verso ogni forma di violenza, alla nascita della giornata contro la violenza sulle donne.

Quando nasce la giornata con il femminicidio? Perché il 25 novembre? In quale contesto nasce? Che significato ha oggi la giornata internazionale contro la violenza sulle donne? Queste le domande a cui risponderemo oggi per comprendere le origini del 25 novembre.

La violenza sulle donne oggi ha molti volti. Dalle invisibili forme di violenza psicologica fino a quelle sessuali si può facilmente arrivare a commettere reati. Molto spesso involontari, ma che segnano nel profondo le vite delle vittime e dei propri familiari.

In Italia in media, circa una donna su tre subisce violenza e nella maggior parte dei casi gli atti vengono denunciati troppo tardi, quando la situazione ormai è già degenerata.

Si, perché gli atti di violenza domestica, molto spesso passano inosservati tra le mura domestiche e solo quando si arriva al culmine si denuncia. Sono casi, questi, in cui ogni forma di rispetto viene messa da parte a favore del “farsi rispettare”. 

Il 25 novembre in tutto il mondo viene celebrata la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. È una data importante che segna soprattutto una storia importante, durante la quale l’opinione pubblica viene coinvolta per essere sensibilizzata riguardo un un tema molto delicato e sentito oggi.

Origini del 25 novembre: quando è nata la giornata contro la violenza sulle donne e perché

Abbiamo compreso quanto la violenza sulle donne oggi sia molto presente, anche sotto forme poco visibili. La giornata internazionale contro la violenza sulle donne nasce per offrire un supporto concreto a tutte le vittime. Ma perché viene istituita questa data? Nasce per sensibilizzare l’opinione pubblica, ma quali sono le origini del 25 novembre?

Il 17 dicembre 1999 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite istituì tramite la risoluzione numero 54/134 la giornata internazionale dedicata alla violenza di genere. Da quel momento in tutto il mondo le manifestazioni, le iniziative e i convegni sono stati tanti e tutti puntando allo stesso obiettivo: sensibilizzare.

L’Onu scelse questa data perché legata ad una tragedia che ha coinvolto tre grandi donne, le sorelle Mirabal, uccise nel 1960 a Santo Domingo dagli uomini del regime di Rafael Leónidas Trujillo. Per ricordare il loro sacrificio, nel 1981, migliaia di donne latinoamericane si unirono per creare il primo Incontro Internazionale Femminista. Un incontro che diede vita alla creazione di movimenti su movimenti per fermare le violenze.

Le tre donne uccise erano delle attiviste di un gruppo politico clandestino (Movimento 14 giugno) che protestava contro la dittatura. Nel 1960 poi, vennero arrestate e rimasero in carcere per circa un mese. Il 25 novembre dello stesso anno, mentre si recavano ad incontro con il loro mariti, vennero fermate ed uccise dalla polizia.

La polizia dopo aver commesso l’atto ripose i corpi nelle auto simulando un incidente, ma il gioco non resse. Chi si occupò del caso scopri subito che le morti non erano dovute ad un incidente, ma ad una violenza. Da quel momento il regime subì forti danni, nessuno più aveva fiducia in quel tipo di sistema e iniziarono le prime attività di opposizione, finché non arrivò la caduta.

Riflessioni sulle origini della  giornata contro la violenza sulle donne

Ogni giorno in Italia associazioni culturali e non si attivano per dare sostegno alle donne in difficoltà. Una difficoltà amplificata sempre più dallo scarso supporto dello stato.

Una donna che denuncia non è al sicuro. Una donna che denuncia è doppiamente vittima: vittima del proprio aggressore e di se stessa perché si è concessa il coraggio di dire basta.

Un coraggio che però molto spesso non viene ripagato con l’amore e la protezione da parte di una famiglia o di organi di competenza che possono non evitare che la tragedia accada, ma che almeno facciano da filtro per arginare i tentativi di assalto.

Una giornata cosi importante serve per sensibilizzare, è vero, ma deve servire anche per far conoscere ancor di più la difficoltà di chi immobile davanti ad uno schermo non volta lo sguardo per paura di sbagliare. È fondamentale che in giorni e settimane come queste si attivino le più ampie forme d’amore da parte dello Stato. Lo Stato, garante della nostra vita giuridica e sociale ha l’obbligo di dare ascolto, supporto e protezione ad una delle categorie di persone da salvaguardare a vita: le donne.

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