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19 Marzo 2019

Chi era Imane Fadil testimone nel Ruby-ter, morta avvelenata

Chi era Imane Fadil
Chi era Imane Fadil

Chi era Imane Fadil

Ecco  chi era Imane Fadil, la testimone marocchina nel processo Ruby-ter contro Berlusconi: biografia, storia e anni della giovane marocchina è trovata uccisa, ecco come è morta e perché sarebbe stata avvelenata.

Cerchiamo di capire chi era Imane Fadil dalle interviste e dalla sua storia e biografia: i racconti sul bunga bunga nelle aule di tribunale alle accuse a Berlusconi nel processo Ruby. Fino alla morte di Fadil per presunto avvelenamento.

La giovane modella di origini marocchine fu tra le prime a parlare, nel 2011, delle cosiddette “cene eleganti” che si tenevano a Villa San Martino, residenza milanese di Silvio Berlusconi. Da quel momento la vita di Imane è finita al centro del vortice  mediatico e giudiziario.

Circa dieci anni di udienze, dichiarazioni, interviste. Poi il ricovero, a fine gennaio scorso, all’ospedale Humanitas di Rozzano.

Mi hanno avvelenato“: questo il timore della giovane modella. Intanto le condizioni della giovane peggiorano, e dopo un mese di agonia si spegne il 1 marzo nell’ospedale milanese.

Ma come è morta Imane Fadil? Quali sono state le cause del decesso della giovane modella? Restano ancora da chiarire le circostanze in cui è morta Imane Fadil. Nel frattempo la procura di Milano ha aperto un’inchiesta.

Chi era Imane Fadil perchè era testimone nel Ruby ter: biografia e storia di come è morta

Per sapere chi era Imane Fadil, potrebbe essere utile fare un passo inditro fino alla frequentazione della giovane marocchina alle cene di Arcore.

La modella balzò alle cronache per aver partecipato alle “cene eleganti” che si tenevano ad Arcore, nella residenza milanese dell’allora premier Silvio Berlusconi. Cene alle quali molti personaggi sello spettacolo pare ne abbiano preso parte. La stessa Belen Rogriguez è citata da Ruby nel corso del processo. La ragazza, allora venticinquenne, è stata infatti una delle Olgettine. Le giovani ospiti delle serate a Villa San Martino furono così battezzate per aver alloggiato nel noto residence in via Olgettina 65. Sono gli anni del “bunga bunga”: e proprio le sue testimonianze hanno svelato i dettagli delle serate hot di Arcore.

Testimonianze che hanno portato a far esplodere nel 2011 il cosiddetto “caso Ruby”. Fadil partecipò ad otto “cene eleganti”. Secondo le testimonianze della ragazza nel corso delle cene avvenivano spogliarelli, palpeggiamenti, travestimenti e generosi pagamenti come corrispettivo per l’intrattenimento. Sono proprio queste le dichiarazioni che faranno della giovane modella una delle testimoni chiave del processo.

Decine le udienze a cui partecipa nel corso del primo filone del processo, poi la costituzione come parte civile nel cosiddetto Ruby bis. Intanto la vita di Imane Fadil subisce inevitabili ripercussioni. E la stessa ragazza a dichiarare di non riuscire a uscire neanche di casa. Durante un’intervista ha infatti affermato: “Mi è stata fatta terra bruciata intorno, la gente pensava fossi una prostituta, ho perso gli amici e quei pochi lavoretti che avevo. Ho vissuto un periodo di forte depressione”.

La storia di Imane Fadil attraverso il processo Ruby ter

Molte notizie per ricostruire la biografia e capire chi era Imane Fadil provangono dalla vincenza giudiziara del filone Ruby ter, che vede l’ex premier Berlusconi accusato di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza. Il Cavaliere è infatti accusato di aver continuato a pagare somme di denaro alle olgettine e ad altri testimoni affinché modificassero le dichiarazioni da rilasciare ai giudici.

Anche la modella aveva parlato di somme di denaro versate in cambio del suo silenzio e delle sue dichiarazioni. “Ho detto la verità ed ho subito respinto i tentativi di corruzione”. Queste le parole della giovane modella, testimone anche nel filone Ruby ter. I giudici però hanno respinto la sua richiesta di costituirsi parte civile. E proprio in riferimento alle ultime vicende processuali Imane aveva lamentato ostacoli e lungaggini.

Biografia di Imane Fadil: dove è nata quando e dove è morta

Al centro dell’analisi restano gli esiti degli esami tossicologici, richiesti dall’Humanitas a due centri specializzati nell’individuazione di veleni nell’organismo. L’ipotesi, confermata dai primi esiti, è quella dell’avvelenamento. La stessa giovane infatti aveva confidato ai medici il timore di essere stata avvelenata.

Ma chi era chi era Imane Fadil veramente e qual’ è la sua biografia a partire da quanti anni aveva?

Fadil aveva 25 anni quando partecipò per la prima volta ad una delle cene eleganti ad Arcore. Agli inquirenti che le chiedevano perché avesse preso parte alle feste la giovane modella di originaria del Marocco aveva spiegato di essere disperata, di non lavorare abbastanza e di ambire a ricoprire incarichi importanti.

Dal primo processo fino al Ruby ter Fadil ha sempre dichiarato di aver detto la verità. “Per ciò che succedeva ad Arcore noi ragazze che abbiamo deciso di non farci corromper abbiamo pagato più delle altre”. La giovane modella stava inoltre scrivendo un libro per raccontare la sua esperienza ad Arcore. Il materiale ora al vaglio della Procura.

Tutte circostanze queste che insieme ai primi rilevamenti sul corpo della giovane vittima alimentano il mistero sulle cause della morte di Imane. La giovane trentaquattrenne era stata ricoverata lo scorso 29 gennaio nell’ospedale Humanitas di Rozzano.

La morte di Imane Fadil: come è avvenuta e cosa è successo prima

Spossatezza e dolori lancinanti i sintomi lamentati dalla ragazza, che confessa al fratello e al suo avvocato il timore di essere stata avvelenata. Iniziano i primi accertamenti, intanto le condizioni di Imane peggiorano. L’ospedale richiede il parere di due centri specializzati nell’individuazione di veleni nell’organismo. Gli esiti, arrivati il 6 marzo e trasmessi immediatamente alla Procura, parlano della presenza di un “mix di sostanze radioattive”. Intanto però Fadil si spegne il 1 Marzo nell’ospedale di Rozzano.

Intanto il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano ha disposto l’autopsia sul corpo della vittima. “La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta sulla sua morte e al momento tutte le ipotesi investigative sono aperte”: queste le parole del procuratore di Milano Francesco Greco.

L’Autorità giudiziaria ha disposto il sequestro di tutta la documentazione clinica e della salma. Secondo il procuratore lombardo Francesco Greco, il cadavere presenta sintomi di decesso per avvelenamento, ma occorrono ulteriori indagini per stabilire con esattezza le cause della morte.

Nel frattempo è stata avviata un’indagine per omicidio, e nei prossimi giorni sarà eseguita l’autopsia. Intanto il corpo di Fadil è all’obitorio piazzale Gorini di Milano, dove un cartello della Procura vieta a chiunque di avvicinarsi. Il rischio non è soltanto quello di contaminazione del cadavere. La sospetta radioattività infatti suggerisce di ridurre al minimo i contatti con il corpo della giovane.

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