Elezioni europee 2019: date, quali sono i partiti, come e chi vota

Redazione Controcampus 5 Aprile 2019

Ecco quando si vota per le elezioni europee 2019: quali sono le date in Italia e in Europa, come si vota e chi vota, come funziona canadesi e chi sono i candidati e i partiti.

 

Ogni paese dell’Unione Europea ha scelto, comunicando a Bruxelles, la sua data del voto. Rimane aperta l’incognita del Regno Unito, in merito alla questione Brexit. A meno di due mesi dal voto comunitario tutti i partiti si preparano per questo importante appuntamento elettorale.

Da quando sono state istituite nel 1979, quelle del 2019 saranno le none elezioni europee che si terranno nel Vecchio Continente. Come da prassi, il Consiglio dell’Unione Europea ha deciso in maniera unanime il periodo in cui si svolgerà il voto. Le elezioni europee del 2019 sono considerate estremamente importanti perché l’Ue si trova al centro di tante questioni da risolvere: dalla Brexit ai movimenti populisti che hanno preso piede in Italia.

Per l’Italia, si delinea, inoltre, una sorta di test nazionale per il governo Lega-Movimento 5 Stelle, dopo i dati delle urne provenienti dalle Regionali svolte nel 2019 in Abruzzo, Sardegna e Basilicata. Mentre i sondaggi parlano di una crisi dei partiti tradizionali, andiamo a spiegare qualche interessante linea guida.

Come funzionano le elezioni Europee 2019: come candidarsi ed essere eletti in Parlamento

Domenica 26 maggio, gli italiani insieme ai concittadini europei, sono chiamati alle urne per eleggere i 705 membri del Parlamento in Europa. L’Italia eleggerà 76 parlamentari. I nuovi eurodeputati decideranno la direzione dell’Ue in materia di commercio internazionale, sicurezza, protezione dei consumatori, lotta al cambiamento climatico e crescita economica.

In Italia l’età minima per candidarsi è di 25 anni. L’età varia da Paese a Paese: nella maggior parte degli stati membri basta aver compiuto il 18° anno di età. In Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Cipro ne servono 21. In Romania bisogna aver compiuto 23 e in Grecia  25 anni.

Le liste di candidati devono essere presentate, per ognuna delle 5 circoscrizioni in cui è diviso il territorio italiano, nel 40° o 39° giorno antecedente il voto.

In Italia, ciascuna lista deve essere sottoscritta da un numero di elettori compreso tra 30 e 35mila. Eccezion fatta per i partiti che hanno già un gruppo parlamentare alla Camera o al Senato, i quali, non hanno bisogno che la loro lista sia sottoscritta. Stessa condizione per i partiti che alle scorse elezioni politiche hanno presentato candidature con il proprio simbolo. Infine, non hanno bisogno che le proprie liste siano sottoscritte da un numero minimo di elettori, i partiti che alle scorse politiche e alle scorse europee abbiano ottenuto almeno un seggio.

Ogni lista deve avere minimo 3 candidati. Ciononostante, nessun candidato può presentarsi in liste con diversi contrassegni, ma ci si può candidare in più circoscrizioni.

Il numero di candidati per ogni lista non può superare quello dei membri del Parlamento Europeo da eleggere nella circoscrizione. Ciascuna lista deve, inoltre, rispettare un equilibrio di genere: i candidati dello stesso sesso non possono essere più della metà.

Chi sono i candidati italiani alle prossime elezioni in Europa

I partiti italiani non hanno ancora svelato le loro liste elettorali e i loro candidati.

Ma è possibile, comunque,  abbozzare delle previsioni anche in merito ai dati a disposizione.

Il primo dato di fatto è che Lega e Movimento 5 Stelle, alleati nel governo, correranno alla conquista di Bruxelles separatamente. Giorgia Meloni – Fratelli d’Italia – che presenterà il proprio programma nelle date del 14 e 15 aprile, concorrerà assieme al simbolo di Sovranisti conservatori. Forza Italia è guidato dal leader Silvio Berlusconi. Un’unica lista e un solo simbolo per il Partito Democratico di Nicola Zingaretti e Siamo Europei.

Altre liste sono al momento alle prese con la raccolta firme, tra queste ci sono Potere al Popolo e Volt. Poco conosciuto, quest’ultimo è un movimento progressista di giovani europeisti.

Date elezioni Europee 2019 e come si vota e chi può votare

Nel nostro Paese vige un sistema proporzionale con soglia di sbarramento al 4%

Possono votare tutti i cittadini italiani che avranno compiuto il 18° anno di età entro il 26 maggio 2019 e iscritti alle liste elettorali del proprio Comune. Inoltre, potranno andare al voto anche i cittadini italiani che vivono nei Paesi membri dell’Unione Europea. Questi dopo una formale richiesta, devono aver ottenuto l’iscrizione nella lista elettorale del comune italiano di residenza.

Il sistema elettorale delle elezioni europee prevede un voto proporzionale, alle liste. Non vi saranno contrapposizioni tra coalizioni, ma un voto ai partiti che vorranno formare una lista comune.

Il voto di lista si esprime tracciando sulla scheda, un segno X sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta, con la matita copiativa che vi verrà consegnata al seggio.

Si possono esprimere fino a tre preferenze per candidati della stessa lista. Nel caso si esprimano tre preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso pena l’annullamento.

Quando si vota in Europa? Si parte il 23 maggio con il voto nei Paesi Bassi. Il 24 maggio tocca all’Irlanda. Il 25 maggio andranno alle urne Repubblica Cena, Slovacchia, Malta e Lettonia. Gli altri Paesi europei andrà alle urne il 26 maggio.Tra questi paesi c’è l’Italia, dove in contemporanea si voterà alle amministrative in 3.829 comuni.  

C’è da capire ancora il futuro del Regno Unito: se dovesse arrivare una proroga delle trattative per la Brexit, di conseguenza anche i britannici si dovranno recare alle urne.

A meno di due mesi dalle elezioni europee del 2019, è interessante vedere come sta evolvendo la situazione politica in Europa.

Quali sono i partiti presenti alle Elezioni Europee 2019: lista completa
  • PPE – Partito Popolare Europeo – maggior gruppo a Bruxelles. Al suo interno ci sono Forza Italia e Alternativa Popolare. Le altre principali forze sono il CDU della Merkel e il Partito Popolare spagnolo.
  • PES – Partito Socialista Europeo – oltre ai nostrani PD e PSI ci sono i tedeschi del SPD e i Socialisti spagnoli e francesi.
  • ALDE – Alleanza dei Democratici e Liberali per l’Europa – comprende per l’Italia i Radicali, mentre la maggior parte dei parlamentari a Bruxelles è formata dal movimento spagnolo Ciudadanos. Recentemente è arrivato l’ingresso anche di En Marche! di Emmanuel Macron.
  • ECR – Conservatori e Riformisti – in Italia comprende Fratelli d’Italia mentre il partito più importante sono i Conservatori della premier inglese Theresa May (un interrogativo in vista delle prossime elezioni per via della situazione legata alla Brexit).
  • EFDD – Europa della Libertà e Democrazia Diretta – gruppo euroscettico, vede scendere tra le sue file il Movimento 5 Stelle e i tedeschi dell’AfD.
  • LEFT è il gruppo di sinistra presente a Bruxelles. L’Italia è rappresentata da Altra Europa per Tsipras e da Rifondazione Comunista. Altri partiti principali sono Syriza proprio di Alexis Tsipras, i tedeschi di Linke e la sinistra di Mélenchon in Francia.
  • ENF – Europa delle Nazioni e delle Libertà – ha tra i suoi due pilastri il Front National e la Lega.
  • Green/EFA sono i Verdi. La nostra Federazione dei Verdi può contare su due europarlamentari, sono soprattutto i partiti olandesi, tedeschi e Nord Europa a portare più voti.

Nuovi non affiliati sono tutte quelle nuove forze politiche che, attualmente, non sono presenti al Parlamento Europeo e che non dovrebbero posizionarsi in un nuovo eurogruppo centrista.

La forza catalizzante doveva essere En Marche! di Macron, da noi Matteo Renzi ha sondato il campo, guardando con entusiasmo a questo movimento, ma alla fine i francesi si sono uniti all’ALDE.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto