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20 Giugno 2019

Giallo di Torvaianica: come sono morti Maria Corazza e Domenico Raco

Giallo di Torvaianica: come sono morti Maria Corazza e Domenico Raco
Giallo di Torvaianica: come sono morti Maria Corazza e Domenico Raco

Giallo di Torvaianica: come sono morti Maria Corazza e Domenico Raco

Ultime notizie sul giallo di Torvaianica: ipotesi omicidio-suicidio che spiega come sono morti Maria Corazza e Domenico Raco secondo le indagini degli inquirenti.

Comincia a diventare sempre più chiara la trama del giallo di Torvaianica sul ritrovamento di venerdì dei due corpi carbonizzati in un auto, nei pressi del litorale romano.

Le indagini potrebbero spiegare ora come sono morti Maria Corazza e Domenico Raco. Questi i nomi delle due vittime del rogo.

Gli inquirenti in un primo momento hanno messo al vaglio ogni possibile ipotesi e hanno interrogato tutte le persone informate sui fatti. Gli elementi e le informazioni raccolte durante le indagini hanno proiettato gli investigatori in un unica direzione: omicidio-suicidio.

Nonostante ciò, non hanno mai abbandonato l’ipotesi del coinvolgimento di una terza persona.

Fino a poche ore fa, quando alcune immagini delle telecamere di videosorveglianza in sequestro hanno dato dalle ulteriori conferme all’ipotesi investigativa. Dai filmati si vede un uomo con una tanica di benzina che sembrerebbe proprio una delle due vittime, Domenico Raco.  

Gli inquirenti sono molto vicini alla risoluzione del giallo di Torvaianica grazie all’introduzione di questo nuovo elemento di prova, che sicuramente esclude la presenza di una terza persone sul luogo del delitto al momento dei fatti.

Giallo di Torvaianica: immagini spiegano come sono morti Maria Corazza e Domenico Raco

Per risolvere il giallo di Torvaianica gli inquirenti hanno tentato di ricostruire le ultime ore in vita delle vittime. Vengono attenzionate le telecamere di tutti i distributori di carburanti che si trovano lungo la via del Mare, la litoranea che collega Pomezia a Torvaianica.

Durante la ricostruzione i carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati entrano in possesso di alcune immagini che danno una svolta decisiva alle indagini. Venerdì 15 giugno nelle prime ore del mattino una telecamera di videosorveglianza riprende un uomo con una tanica di benzina in mano. E’ Domenico Raco, una delle due vittime del rogo di via San Pancrazio.

Le immagini, abbastanza nitide da non lasciare dubbi nel dire come sono morti Maria Corazza e Domenico Raco. Mostrano quest’ultimo intento a riempire un contenitore di benzina presso un distributore abbastanza vicino alla scena del crimine. Secondo gli inquirenti è verosimile che l’uomo abbia riempito la tanica e l’abbia portata sul posto del rinvenimento dei cadaveri con la sua auto prima dell’incontro con Maria. L’azione criminosa messa in atto dall’uomo mostrerebbe una volontà di uccidere la persona che avrebbe incontrato in quel luogo.

Questo elemento risulta di fondamentale importanza in attesa degli esami autoptici che saranno condotti dal professor Giovanni Arcudi. Questi avranno un ruolo decisivo: dovranno accertare se la donna è stata uccisa prima dell’incendio, se fosse in attesa e se Domenico Raco sia stato bruciato vivo.

Come sono morti Maria Corazza e Domenico Raco: il perchè del delitto

Una domanda molto importante rimane agli inquirenti che devono ancora scavare per riuscire a dare una risposta alla famiglia di Maria: perchè Raco ha deciso di uccidere questa donna e se stesso?

Maria Corazza era una donna in piena attività lavorativa con una famiglia e dei progetti per il futuro. Domenico, un trentanovenne di origine calabrese, libero, solito a infatuarsi e a intrattenere relazioni con donne anche contemporaneamente. Alcuni amici dell’uomo riferiscono anche di sue volontà suicide. Secondo altre informazioni fornite agli inquirenti in questi giorni, le due vittime avevano una relazione. La famiglia della donna però smentisce queste affermazioni.

E’ verosimile che  l’uomo si fosse innamorato di Maria a tal punto da volerla tutta per sè. La decisione della donna di non lasciare la sua famiglia ha potuto far scattare in Domenico la follia omicida.

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