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2 Luglio 2019

Caso Emanuela Orlandi ad nuova svolta nelle indagini: news

Caso Emanuela Orlandi ad nuova svolta nelle indagini
Caso Emanuela Orlandi ad nuova svolta nelle indagini

Caso Emanuela Orlandi ad nuova svolta nelle indagini

Novità caso Emanuela Orlandi ad nuova svolta nelle indagini che potrebbero portare al ritrovamento del corpo.

Era il 22 Giugno 1983 ed Emanuela Orlandi, 15 anni, scompare nel nulla in territorio vaticano. Tra archiviazioni e riaperture del caso si arriva oggi ad una svolta che potrebbe mettere la parola fine alla ricerca della ragazza.

La costanza e la determinazione della famiglia, in particolare del fratello, Pietro Orlandi,  hanno permesso di tenere l’attenzione dei media e delle istituzioni sempre alta. Emanuela non è stata mai dimenticata. Molti si sono interessati al caso. Tante le piste indagate e le ipotesi confutate ma del suo corpo non si sa ancora nulla.

Ciò che impressiona in maniera particolare in questa drammatica vicenda è il presunto coinvolgimento di perso appartenenti alle istituzioni ecclesiastiche.

Il suo corpo come quello di Elisa Claps potrebbe trovarsi in un luogo sacro, di preghiera e di protezione. E potrebbe essere stata occultata proprio da chi invita gli altri alla redenzione nelle proprie omelie domenicali.

Dopo 36 anni si potrebbe mettere la parola fine al caso Emanuela Orlandi con le ultime novità investigative.

Caso Emanuela Orlandi ad nuova svolta nelle indagini: disposta la riapertura di due tombe

Circa un anno fa il Vaticano riapre una nuova inchiesta sul caso Emanuela Orlandi dopo una frase detta dal pontefice. Le indagini hanno portato l’Ufficio del Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano alla decisione di aprire due tombe nel cimitero teutonico.   

A fare da leva è la convinzione della famiglia di Emanuela del possibile occultamento del cadavere proprio in quel cimitero. Circa un anno fa, infatti, l’avvocato della famiglia Orlandi, Laura Sgrò, riceve una lettera e una fotografia allegata che mostrava le tombe in questione indicandole come il luogo dove è seppellita la giovane donna scomparsa.

L’operazione di apertura verrà eseguita il prossimo 11 luglio in presenza delle parti e dei loro legali nonché dei familiari delle persone sepolte nelle tombe di interesse investigativo. Pietro Orlandi ha voluto ringraziare coloro che hanno permesso questo ulteriore accertamento per arrivare alla verità . “Vorrei veramente ringraziare il Segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, sicuramente da parte sua c’è stato tanto coraggio nell’apertura di questa indagine e nella decisione di aprire le tombe. E anche il comandante vorrei ringraziare, ho capito che c’è la volontà di fare chiarezza”, queste le parole dell’uomo che da tempo si batte per dare pace e giustizia alla memoria di sua sorella Emanuela.

Il direttore dell sala stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti, ha dichiarato che l’apertura delle due tombe rappresenta solo l’inizio di una serie di  accertamenti già predisposti per la verifica dell’eventuale presenza del corpo della quindicenne scomparsa 36 anni fa. Infatti successivamente alla riesumazione e alla repertazione verranno effettuati operazioni per la datazione dei reperti e l’esame del DNA. 

L’usanza dei fiori per Emanuela potrebbe essere di aiuto nelle indagini

La lettera ricevuta dall’avvocato della famiglia Orlandi diceva : “Cercate dove indica l’angelo”. Un rebus da risolvere. Non a caso nel cimitero teutonico c’è una statua di un angelo che riporta la scritta in latino “Riposa in pace”.

Sarà questo il motivo per il quale da anni più persone sono solite lasciare proprio lì dei fiori per Emanuela. La convinzione che il suo corpo giace lì sembra non appartenere solo alla sua famiglia. La fiamma tenuta viva dalla famiglia ha impresso la vicenda di Emanuela nella memoria di tutti. Un ricordo amaro fino a quando non si darà giustizia alla vittima.

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