Bonus rottamazione 2019: come richiedere incentivi auto e requisiti

Daniela Saraco 25 Settembre 2019

Come funziona il bonus rottamazione 2019: ecco chi può richiederlo e come, quali sono i requisiti, e quando si può usufruire degli incentivi auto.

Grazie alla legge di Bilancio 2019, dal primo marzo al trentuno dicembre 2021 è attivo in Italia il bonus rottamazione per chi acquista una nuova auto ecologica, ibrida o elettrica.

D’altro canto, per chi, invece, acquista un’automobile dal tasso inquinante, paga una tassa aggiuntiva. Con questa nuova legge di bilancio, il governo ha provveduto quindi ad inserire in manovra, un emendamento che  prevede da una parte un bonus per coloro che acquistano un auto a basse emissioni di CO2 e dall’altra un malus  per coloro che invece acquistano un auto inquinante.

L’unico limite per accedere all’ecobonus, è il costo delle automobili, che non deve superare l’importo di 50.000 euro Iva esclusa.

Gli incentivi per coloro che acquistano un’ auto nuova ecologica, ibrida o elettrica (come le nuove iX3, i4 e iNext) variano a seconda delle emissioni di CO2 e della presenza o meno di un veicolo da rottamare.

È previsto, inoltre,  l’ecobonus auto 2019 con rottamazione fino a €6000, per coloro che acquistano una nuova auto elettrica oppure ibrida e rottama il veicolo della stessa categoria omologato alle classi Euro 1, 2, 3 e 4. Così come  sono previsti incentivi anche per bonus 2019 auto con rottamazione fino a €2500, per coloro che acquistano un’ auto elettrica o ibrida e rottama un veicolo appartenente alla stessa categoria omologato sempre alle classi Euro 1, 2, 3 e 4.

Requisiti bonus rottamazione 2019: su quali auto richiederlo e come fare a presentare la domanda

Il sistema Ecobonus è un particolare tipo di incentivo disponibile a partire dallo scorso 1 marzo 2019. Questa soluzione è disponibile per tutti i consumatori che scelgono di acquistare un nuovo modello a basso impatto ambientale entro il 31 dicembre 2021. Pertanto, i veicoli con emissioni di CO2 minori o uguali a 70 grammi al chilometro rientrano nell’Ecobonus. Con la rottamazione di un veicolo della stessa categoria del veicolo acquistato ed omologato Euro 1,2,3 e 4 è possibile massimizzare il valore dell’Ecobonus. Vediamo nello specifico, come funziona l’ecobonus. 

La prima fase è dedicata alla registrazione dei dati dei concessionari. In un secondo momento il rivenditore inserisce  l’ordine e prenota l’incentivo. Dalla prenotazione si hanno fino a 180 giorni di tempo per la consegna del veicolo. In pratica, il cliente non ha alcun compito. Difatti, è il venditore che pratica lo sconto sul prezzo dell’auto in base al contributo statale spettante. Una volta consegnata l’auto,è la Casa costruttrice o l’importatore a rimborsare la stessa cifra al venditore, per poi recuperarla come credito d’imposta.

Quali sono gli incentivi auto e come chiederli: modelli Agenzia Entrate

Gli incentivi bonus rottamazione 2019 si sintetizzano in due modalità, ovvero:

  • sconto pari a €4000 senza rottamazione e €6000 con rottamazione di un veicolo della stessa categoria omologato alle classi euro 1, 2, 3 e 4, nel caso in cui si tratti di auto elettriche o ibride con emissioni da 0 a 20 g/km
  • sconto di €1500 senza rottamazione e fino a 2500, con la rottamazione nel caso di auto elettriche ibride con iniezioni CO2 da 21 g/km fino a 70 g/km.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato i documenti necessari per usufruire del bonus. E’  stata istituita una  piattaforma che consente di effettuare i primi adempimenti. Il portale, con area riservata sia ai concessionari che agli acquirenti, contiene un contatore che aggiorna sui finanziamenti utilizzati e quelli ancora disponibili.

Nell’area riservata ai venditore per la registrazione,ci sono tutte le informazioni necessarie per  i riferimenti normativi. E’  possibile , comunque,  richiedere informazioni, compilando la “Scheda contatto“, oppure telefonando al numero 848.886886

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto