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19 Febbraio 2020

Biotecnologie: perchè sceglierla, esami e sbocchi professionali

Facoltà di Biotecnologie
Facoltà di Biotecnologie

Facoltà di Biotecnologie

Ecco cosa si studia alla facoltà di Biotecnologie: perchè sceglierla come corso di laurea, esami previsti e quali opportunità o sbocchi professionali offre.

Se vi sentite a vostro agio con molecole e microrganismi, probabilmente la facoltà di biotecnologie potrebbe fare al caso vostro.

Il percorso accademico si muove tra la biologia e la chimica, con cenni di economia e statistica. L’approccio è multidisciplinare e dopo la Laurea, le porte del lavoro si apriranno per voi!

Intraprendere un percorso formativo nel settore biotecnologico rappresenta un’opportunità per il futuro di molti giovani. Secondo i dati del Miur, le facoltà scientifiche sono le prime scelte di chi si immatricola oggi.  E’ il segno che dimostra una tendenza costante a cogliere l’eco proveniente dal mercato del lavoro.

Ma per completare con successo i corsi di laurea magistrale o anche solo triennale, occorre informarsi bene su cosa si studia, quali sono i programmi e le materie, e la percentuale degli iscritti che trova un’occupazione. Il corso di Biotecnologie presso l’Ateneo di Ferrara, ad esempio, è risultato quello più frequentato d’Italia nel 2018-2019, con 2051 studenti immatricolati. Inoltre la ricerca presso il Dipartimento di Scienze della vita e biotecnologie dell’Unife si è spesso contraddistinta: si pensi alla ricerca della “Atassia Spinocerebellare“.

Cosa si studia a Biotecnologie: esami, corsi e insegnamenti di questa facoltà universitaria

Cosa si indica esattamente con il termine biotecnologie? Con questo termine si indicano tutti i processi con cui si vanno a manipolare organismi viventi con il fine di creare o modificare piante, animali, microrganismi. L’obiettivo delle scienze biotecnologiche è quello di migliorare le condizioni di vita dell’essere umano. Se state pensando di iscrivervi ad un corso di laurea in scienze biologiche o biotecnologiche, sappiate che dovrete confrontarvi con diverse materie: chimica, sia organica che inorganica, biologia, fisica, matematica, statistica. Sono previste nel piano di studi, inoltre, molte ore di laboratorio, in cui imparerete ad applicare la teoria.

Il corso di laurea, a numero chiuso, prevede di norma un biennio propedeutico ed una specializzazione successiva. Le discipline e gli esami del biennio sono su: matematica, chimica, biologia, genetica, fisica, microbiologia, fisiologia, suddivise in una parte teorica ed una di laboratorio. A seguire si potrà scegliere una tra le seguenti specializzazioni: biotecnologie farmaceutiche, industriali, mediche, agrarie, veterinarie. Imprescindibile, infine, la conoscenza dell’inglese.

E’ fondamentale fare chiarezza: una laurea in Scienze Biologiche o in Biotecnologie non è la stessa cosa. La prima è più orientata ad acquisire una conoscenza teorica e metodologica da sfruttare in ambiti di ricerca o analisi. Il percorso in  biotecnologie, invece, si focalizza sull’applicazione tecnologica che la biologia può avere. Le applicazioni tecnologiche possono riguardare diversi settori, quello industriale, alimentare, veterinario, agrario o farmaceutico.

Sbocchi professionali dei laureati: quali lavori può fare un biotecnologo

Chi è il biotecnologo e quali lavori può fare un laureato in biotecnologia? Vediamo insieme quali possono essere alcuni buoni motivi per diventare biotecnologo. In primis, capire i complessi e inesplorati meccanismi della vita. Manipolare gli organismi viventi con cognizione di causa ha sempre esercitato grande fascino. Pensiamo, inoltre alla possibilità concreta di contribuire al progresso dell’umanità, dato l’impiego in ambito medico e farmaceutico. In ultimo, le ottime percentuali di occupazione: più del 79% di Laureati in Biotecnologie trova lavoro dopo l’Università. I giovani laureati in Biotecnologie dell’Università dell’Insubria oggi raggiungono la piena occupazione entro i tre anni dal completamento degli studi.

Chi sceglie il percorso biotecnologico può far fruttare la sua laurea in ambito industriale, agro-alimentare, veterinario oppure medico-farmaceutico. Biotecnologia e azienda farmaceutica sono un connubio decisamente vincente. E’ ormai noto da tempo il ruolo che le biotecnologie ricoprono in ambito farmaceutico. Non si tratta solo di utilizzare le tecnologie per la messa a punto di nuovi farmaci, ma di un vero e proprio incubatore di innovazioni. L’obiettivo finale è la comprensione a tutto tondo della genesi della malattia per sviluppare la migliore strategia di diagnosi e terapia. Le nuove tecnologie vanno considerate come strumenti strategici per lo sviluppo di nuovi progetti.

“Le biotecnologie sono l’esempio concreto di questa innovazione trasversale: scienza e high-tech si incontrano per dare vita a progetti straordinari” (Eugenio Aringhieri, Presidente Gruppo Biotecnologie Farmindustria).

Il settore biofarmaceutico in Italia ha l’opportunità di giocare un ruolo di leadership a livello internazionale. In questa direzione, è necessario continuare a sviluppare le risorse umane e puntare sempre di più  sulla qualità della formazione accademica degli studenti delle facoltà di biotecnologie. Puntare sempre di più sulla formazione nel settore biofarmaceutico per attrarre e sviluppare talenti consentirà all’Italia di mantenere un ruolo competitivo a livello globale.

Elenco degli esami principali presenti presso la facoltà di Biotecnologia

Le materie principali dl corso di Laura in biotecnologia sono:

  • Biologia generale e cellulare;
  • Genetica e Genomica;
  • Chimica generale, inorganica e organica;
  • Istologia, Embriologia e Anatomia;
  • Matematica e Fisica;
  • Biostatistica;
  • Fisiologia;
  • Biochimica e Biologia molecolare;
  • Microbiologia;
  • Patologia generale e immunologia;
  • Elementi di bioetica e diritto;
  • Inglese.
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