Cosa significa resilienza: cos’è e significato del termine

Mario Ragone 27 Marzo 2020

Cos'è e cosa significa resilienza: significato, etimologia ed origine della parola resiliente, differenze tra persona resiliente e resistente o rispetto a resistenza.

Il concetto di resilienza è molto ampio, abbracciando diversi aspetti della nostra esistenza: dalla psicologia alla medicina passando per il sociale.

Ma cosa significa resilienza? Quali sono i sinonimi?

Quali sono le differenze tra persona resiliente e resistente? Da dove trae origine la parola resilienza dal punto di vista etimologico?

Diversi sono gli aspetti da analizzare, dunque, riguardo questa espressione largamente impiegata e divenuta ormai d’uso comune.

Ciò che a noi interessa, in questo caso, è sviluppare in particolar modo le accezioni di carattere psicologico e medico, mediante un focus su questi due ambiti.

Riepilogando, quindi, andiamo a fare chiarezza sul significato della definizione di resilienza, esplorandone anche le differenze con la resistenza. Elementi, questi, solitamente associati ma che in realtà presentano alcune piccole differenze.

Cos’è e cosa significa resilienza: significato del termine resiliente ed etimologia della parola

Partendo dal significato ed etimolgia della parola resilienza, bisogna rifarsi all’espressione latina resalio: ovvero risalire o saltare. Due concetti, questi, legati nell’immaginario collettivo ad una barca: dunque un salto o salita su di un’imbarcazione per ottenere la salvezza. Un gesto che sottintende anche una certa agilità e che conduce così ad un altro ambito: la danza. Da qui deriva una dei valori principali che oggi associamo alla resilienza: la duttilità. Quest ultima, non a caso, la riscontriamo nei materiali aventi tale caratteristica (vedesi la deformazione elastica), o ancora negli individui (in psicologia).

La persona resiliente, infatti, è quella che è in grado di adottare un comportamento o atteggiamento versatile rispetto a ciò che gli accade. La sfera psicologica, a tal proposito, descrive chi è resiliente come colui che fa un passo indietro, in maniera consapevole, per prendere la rincorsa e superare l’ostacolo esistenziale. Sintetizzando, tale espressione indica il saper far fronte ad eventi traumatici o avversità con una propensione positiva. Quasi, come se si ammortizzasse l’impatto ricevuto per restituirlo decuplicato.

Ma cosa significa resilienza in campo medico? Con questo termine si può fare riferimento ad un malato che a fronte di una patologia non si è abbattuto ma ha dimostrato una grande resistenza. Da qui poi il concetto in questione ha subito una deriva di carattere biologico, collegandosi ai tessuti organici. Essi si definiscono resilienti quando riescono a riequilibrare o ripristinare le proprie condizioni in seguito ad un intervento esterno. Una sorta di capacità di autoriparazione cellulare conseguente ad una perturbazione provocata da un corpo estraneo.

Chi è resiliente: prevenzione e cura della malattia psicologica

Come detto, il termine resiliente, se attribuito ad un individuo, ci trasporta immediatamente nel mondo della psicologia. Se vogliamo capire cosa significa resilienza nella sfera sociale e terapeutica, dobbiamo leggere l’argomento dai due volti. Uno di genere preventivo, in cui si evidenziano i lati positivi del possedere questa capacità poichè funzionale all’assorbimento di un trauma. L’altro, di carattere patologico, mette in luce le controindicazioni di questo salto all’indietro, poichè sintomo di indifferenza derivante da un disequilibrio della psiche. Quindi un retrocedere che non è funzionale a prendere la “rincorsa”, ma ad evitare ciò che ci accade.

Le sfumature che intercorrono tra le due facce della resilienza, mostrano così quanto questa possa essere un’arma a doppio taglio se non usata accuratamente. Ciò che fa la differenza tra i due aspetti è il fine a cui si tende. Dunque, la volontà di gestire una situazione difficile (che sia una malattia o un trauma di altro tipo) per rovesciarla a proprio favore, oppure al contrario evitarla e rischiare di non superarla mai.

La stessa linea sottile divide anche due termini spesso intesi come sinonimi: resilienza e resistenza. In realtà occore dire che esiste un’attinenza tra tali espressioni, tuttavia sussistono anche alcune divergenze. Se chi è resiliente, infatti, assorbe il colpo con elasticità, quasi adeguandosi ad esso, lo stesso non si può dire per chi è resistente. Quest ultimo, infatti, non agisce con duttilità riequilibrando sè stesso, ma con ostilità mantenendo le proprie condizioni iniziali. Nel primo caso, dunque, si sfrutta il problema come veicolo di crescita (vedesi il caso dei Chief Resilience Officer), nel secondo, invece, si va incontro ad una regressione o stasi che non genera alcun cambiamento.

© Riproduzione Riservata
avatar Mario Ragone Sono Mario Ragone, redattore web con formazione in Comunicazione Audiovisiva e Mediale. Ho grande passione per il Social Marketing e l'informazione a 360°. Mi occupo, infatti, di argomenti di vario tipo che spaziano dalla Cultura come Cinema e Televisione all'Economia, dalla Medicina allo Sport fino al mondo di motori. Penso che avere un'idea su molteplici tematiche della nostra vita, ci permette di passare dall'una all'altra con grande versatilità mentale, una condizione questa che rende una persona libera nell'esprimersi, senza farsi fuorviare o condizionare. Capacità critica di discernimento ed autonomia di pensiero sono per me gli unici due elementi che ci rendono realmente liberi dalla schiavitù dell'ignoranza. Approfondisco le mie rubriche con intervento di esperti e professionisti del settore di cui scrivo. Leggi tutto