Differenza tra quarantena ed isolamento: durata e caratteristiche

Mario Ragone 9 Aprile 2020

Ecco qual è la differenza tra quarantena ed isolamento: durata e caratteristiche di ciascuna condizione di prevenzione da contagio.

Ogni qual volta si parla di contagio (virale o comunque patologico) si chiamano in causa anche altre due espressioni: quarantena ed isolamento.

Ma qual è la differenza tra quarantena ed isolamento? Quali sono le loro caratteristiche specifiche e la durata?

Andiamo allora a chiarire questi due concetti che esprimono una forma di prevenzione rispetto all’eventuale diffusione di una malattia.

Quando si verifica, infatti, una situazione simile, è opportuno prendere precauzioni atte a contenere la circolazione del patogeno.

A tal fine è idoneo utilizzare misure restrittive quali per l’appunto la quarantena e l’isolamento (vedesi il caso Coronavirus).

Per tanto passiamo dunque all’analisi degli aspetti che contraddistinguono questi due elementi coinvolgendo il parere di un esperto del campo sanitario, il dottor Fabio Forino.

Qual è la differenza tra quarantena ed isolamento e quanto tempo durano

Spostiamo ora l’attenzione sulle caratteristiche e la durata riguardanti tali forme di prevenzione sanitaria, evidenziando quindi la differenza tra quarantena ed isolamento.

  • Quarantena: con tale termine si fa riferimento ad una misura sanitaria di segregazione domiciliare o ospedaliera, il cui periodo è dettato sostanzialmente dall’incubazione dell’agente patogeno (che può variare a seconda del virus o della malattia). Orientativamente si va dai 15 ai 45 giorni (come ad esempio il caso Covid-19 a Wuhan), ma ciò non toglie che si possano toccare anche periodi di più mesi. Tutto dipende dall’aggressività del germe infettivo e dalla sua capacità di diffusione e circolazione. Proprio per questo motivo non si può definire con assoluta certezza il termine entro cui rientra la quarantena. Ciò che conta è il fine ultimo per cui essa viene adoperata: la prevenzione o limitazione del contagio (o catena di trasmissione).
  • Isolamento: con tale definizione si indica un allontanamento di una o più persone infette dalla restante parte non contagiata. In campo medico si riconoscono poi due tipologie di isolamento: spaziale e di coorte. Il primo caso porta il paziente positivo a restare all’interno di una stanza senza poter avere contatti con l’esterno. Il secondo, invece, si verifica quando più individui infetti vengono costretti all’interno di un ambiente e privati della possiblità di contatto esterno. Anche in questo caso la durata dipende dal patogeno che ha provocato l’infezione, poichè non tutti comportano una stessa virulenza e gravità.

Cosa devono fare i soggetti in quarantena e quelli in isolamento: consigli

Dopo aver visto più nel dettaglio caratteristiche e termini temporali di queste forme di precauzione sanitaria da contagio, concentriamoci ora su alcuni consigli. Essi riguardano l’azione degli operatori sanitari e di coloro che sono posti in uno di questi due stati di segregazione:

  • Quarantena: “All’operatore sanitario viene chiesto di contattare telefonicamente il soggetto infettato e assumere informazioni dettagliate sulle zone di soggiorno e sugli spostamenti dei quattordici giorni precedenti. Una volta stabilita la necessità di avviare la sorveglianza sanitaria, l’operatore deve: accertare l’assenza di febbre o altra sintomatologia del soggetto, nonché degli altri eventuali conviventi; informare la persona circa i sintomi, le caratteristiche di contagiosità, le modalità di trasmissione della malattia, le misure da attuare per proteggere gli eventuali conviventi. L’interessato, invece, deve misurare la temperatura corporea mattina e sera; inoltre deve mantenere lo stato di isolamento per quattordici giorni rispetto all’ultima esposizione”
  • Isolamento: Il compito di prescrivere l’isolamento domiciliare spetta agli operatori sanitari competenti per territorio. Le indicazioni su come e quando disporlo sono specificate nel Dpcm del 4 marzo 2020. L’operatore di sanità pubblica provvede a contattare quotidianamente, per avere notizie sulle condizioni di salute, la persona in sorveglianza. In caso di comparsa di sintomatologia, dopo aver consultato il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta, il medico di sanità pubblica procede secondo quanto previsto dalla circolare n. 5443 del ministero della Salute del 22 febbraio 2020, e successive modificazioni ed integrazioni”.
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avatar Mario Ragone Sono Mario Ragone, redattore web con formazione in Comunicazione Audiovisiva e Mediale. Ho grande passione per il Social Marketing e l'informazione a 360°. Mi occupo, infatti, di argomenti di vario tipo che spaziano dalla Cultura come Cinema e Televisione all'Economia, dalla Medicina allo Sport fino al mondo di motori. Penso che avere un'idea su molteplici tematiche della nostra vita, ci permette di passare dall'una all'altra con grande versatilità mentale, una condizione questa che rende una persona libera nell'esprimersi, senza farsi fuorviare o condizionare. Capacità critica di discernimento ed autonomia di pensiero sono per me gli unici due elementi che ci rendono realmente liberi dalla schiavitù dell'ignoranza. Approfondisco le mie rubriche con intervento di esperti e professionisti del settore di cui scrivo. Leggi tutto