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1 Aprile 2020

Significato ulivo domenica delle Palme: perchè del ramoscello

Significato ulivo domenica delle Palme
Significato ulivo domenica delle Palme

Significato ulivo domenica delle Palme

Storia, origini e significato ulivo della domenica delle Palme: ecco perché si regala un ramoscello in segno di pace a tutti, parenti, amici e colleghi.

Con la Domenica delle Palme, secondo la tradizione cristiana, ha termine la Quaresima (40 giorni prima di Pasqua) ed inizia la Settimana Santa.

L’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme su un asino è acclamato dalla folla, giorni prima della sua passione, morte e risurrezione.

La folla acclama il Messia con palme, ed oggi noi ricordiamo questo evento con i ramoscelli di ulivo.

Il significato di ulivo e palma utilizzati nella celebrazione della Domenica delle Palme sono un simbolo della benedizione di Dio, della sua protezione e aiuto. La tradizione indica che dovrebbero essere collocati su un crocifisso o su un dipinto religioso per ricordarsi di questa benedizione durante l’anno.

Il nome della Domenica delle Palme è stato dato proprio ai giorni nostri proprio perché Gesù aveva ricevuto innumerevoli mazzi dai suoi apostoli e seguaci, soprattutto di umili condizioni, mentre cantavano ed esultavano: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”; “Osanna nell’alto di cieli!”

Il significato dei rami di ulivo benedetti è quindi soprattutto simbolico. Le palme e i ramoscelli di ulivo sono anche il segno per eccellenza del rinnovamento della fede in Dio. Ricordano anche il suo annuncio come re del cielo e della terra. Questa celebrazione è vista dai cristiani come occasione per acclamare Gesù come il pilastro fondamentale della loro vita, proprio come fece il popolo di Gerusalemme quando lo ricevettero e lo dichiararono profeta, figlio di Dio e re.

Significato ulivo della domenica delle Palme: origini e storia per i fedeli cristiani

Qual è il significato di ulivo benedetto e ramoscello pasquale della Domenica delle Palme?   Le palme benedette ricordano i rami che gli abitanti di Gerusalemme battevano e mettevano sul cammino di Gesù, quando lo acclamarono come re e come colui che venne nel nome del Signore. I rami d’ulivo benedetti della domenica delle Palme nelle Chiese cattoliche rappresentano la proclamazione di Gesù come re dei cieli e della terra.

L’Eucaristia della Domenica delle Palme ha due momenti importanti. La prima è la processione e benedizione delle palme da parte del sacerdote, mentre la seconda è la lettura della parola che quella Passione evoca. Papa Francesco in un’omelia che si è tenuta proprio in questa commemorazione, ha ricordato il “doppio mistero” che accompagna l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Mistero di acclamazione e umiliazione, di celebrazione e feroce crudeltà che si sono verificati nei due momenti caratteristici di quella celebrazione.

“Il trionfalismo cerca di raggiungere l’obiettivo attraverso scorciatoie, falsi impegni. Cerca di salire sulla macchina del vincitore. Il trionfalismo vive di gesti e parole che, tuttavia, non sono passati attraverso il crogiolo della croce; si nutre del confronto con gli altri, giudicandoli sempre peggiori, imperfetti, senza successo. Una forma sottile di trionfalismo è la mondanità spirituale, che è il più grande pericolo, la più perfida tentazione che minaccia la Chiesa. Gesù ha distrutto il trionfalismo con la sua Passione “.

Perché scambiarsi un ramoscello nella domenica delle palme

Lo scambio dei rami di ulivo ha un significato preciso per i fedeli. E’ un gesto benaugurante, di condivisione dei sentimenti di fede e di accoglienza di Gesù Re nella propria vita. Al termine della Messa, i fedeli scambiano le palme con parenti ed amici. Si fanno gli auguri, e si condivide il pranzo in famiglia. Si usa in molte regioni, che il capofamiglia utilizzi un rametto, intinto nell’acqua benedetta durante la veglia pasquale, per benedire la tavola imbandita nel giorno di Pasqua.

Il prossimo importante appuntamento della Settimana Santa è il Giovedì Santo, il giorno in cui ricordiamo la benedizione del pane e del vino durante l’Ultima Cena e il lavaggio dei piedi degli apostoli. Successivamente arriva il Venerdì Santo, l’unico giorno in cui non c’è messa, ma in cui si medita sulla Passione del Signore, con il rito dell’adorazione della Croce. Infine, il sabato di Pasqua viene celebrata la Veglia pasquale e da quel momento i cristiani vivono la gioia della risurrezione di Cristo, che dura 50 giorni.

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