Violazione della quarantena da Coronavirus: sanzioni e ricorso

Carmela Sansone 4 Maggio 2020

Ecco cosa succede in caso di violazione della quarantena da Coronavirus:  quali sono le sanzioni, come fare per attivare ricorso dopo multe e quali sono i decreti che la regolano.

Trasgredire la quarantena fiduciaria o obbligatoria (per chi è positivo al Covid 19), in questa fase 2 potrebbe compromettere la salute degli altri.

I decreti che disciplinano la questione sono tanti ed è facile incorrere in equivoci, motivo per cui si ricorre al ricorso, in caso di multe: ecco come attivarne uno a seguito di una sanzione per la violazione della quarantena da Coronavirus.

La prassi giuridica, si sa, è complessa e spesso poco chiara per i non addetti ai lavori. Ne abbiamo parlato con l’avvocato penalista Raffaella Sirone. A lei abbiamo chiesto come fare ricorso in caso di multa per la violazione della quarantena da Coronavirus.

“Quali sono le sanzioni in caso di violazione delle regole durante il lockdown?“. Non tutte le nazioni si sono mosse allo stesso modo. In Nigeria, per esempio, a seguito del mancato rispetto delle restrizioni imposte, l’esercito ha fucilato un gruppo di persone. Nelle Filippine, allo stesso modo, il governo ha usato modi violentissimi di reprimere le ribellioni alle regole imposte per contenere il contagio.

In Italia, la situazione non è la stessa. Ma cosa si rischia con la violazione della quarantena? Il governo ha emanato a partire da febbraio una serie di decreti che disciplinano sanzioni e multe per chi esce senza motivo. Vediamo come stanno le cose nel dettaglio.

Quali sono le sanzioni per violazione della quarantena da Coronavirus, previste in decreto

In primo luogo, vediamo quali sono le sanzioni previste per la violazione della quarantena da Coronavirus. Parola all’esperta, l’avvocato Raffaella Sirone. Quali sono i decreti interessati? “L’obbligo di rimanere presso il proprio domicilio e la limitazione degli spostamenti delle persone, a seguito dell’emergenza sanitaria del Covid 19, è stato regolato da diverse disposizioni normative che si sono susseguite nel tempo.

Le più significative sono le seguenti. Il DPCM del 08/03/2020 che limitava lo spostamento delle persone solo per alcune regioni e province della penisola. Successivamente tali restrizioni venivano estese a tutta la penisola con il dpcm del 09/03/2020. Con esso si limitava lo spostamento delle persone su tutto il territorio nazionale e lo vincolava ad alcuni casi, ovvero esigenze lavorative, situazioni di necessità ed urgenza o motivi di salute. Poi, il Governo ha emanato il decreto legge n.19 del 25.03.2020 con il quale venivano riviste e rafforzate le disposizioni già contenute nei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri”- specifica l’avv, Sirone.

Quali sono le sanzioni in caso di violazioni della quarantena obbligatoria

In caso di violazione della normativa che regola la limitazione dello spostamento delle persone senza giustificato motivo, l’art. 4 comma 1 d.l 25/03/2020 n°19 punisce tali comportamenti con la sanzione amministrativa pecuniaria edittale da euro 400,00 ad euro 3000,00. La violazione in questione, se commessa con l’utilizzo di un veicolo, determina l’aumento della sanzione fino ad un terzo. In caso di ripetizione della violazione della stessa disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata.” – fa sapere l’avvocato Sirone –

“Si precisa che, se il pagamento avviene entro 30 giorni dalla contestazione o notificazione dell’accertamento della violazione, la sanzione è ridotta del 30% ai sensi dell’art. 108 comma 2 del d.l 17/02/2020 n°18.” – continua Sirone – “Unitamente alla sanzione pecuniaria l’organo accertatore, in virtù delle ordinanze emesse dai Presidenti delle Regioni, può adottare dei provvedimenti provvisori. Tra questi, l’invito al trasgressore a far rientro e di portarsi in isolamento domiciliare presso la propria abitazione con conseguente trasmissione delle informazioni al Dipartimento di prevenzione dell’Asl territorialmente competente”.

Ricorso a sanzione per violazione decreto restrizioni per Covid-19

Prima di capire, come fare il ricorso per la violazione delle restrizioni del Covid 19, ci siamo chiesti per quali reati sono previste le sanzioni?

Per quanto riguarda le sanzioni, – dice l’avvocato Raffaella Sirone – dapprima l’allontanamento ingiustificato dal proprio domicilio integrava la contravvenzione di cui all’art. 650 del c.p, ovvero l’inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità. Tale reato, però, è stato depenalizzato con il decreto Legge del 25.03.2020. Da quel momento il soggetto che si allontana senza comprovate esigenze incorre in una violazione di natura amministrativa. In aggiunta a quest’ultima, a seguito dell’entrata in vigore del decreto Legge, possono, però, configurarsi altre fattispecie delittuose.”

“In primis, – continua la penalista – il delitto di epidemia colposa previsto e punito dall’art. 452 c. 1, n. 2 c.p. disciplinato nell’ambito dei delitti colposi contro la salute pubblica. Tale reato si configura quando un soggetto causa per colpa un’epidemia tramite la diffusione di germi patogeni. E poi, il delitto di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico previsto e punito dall’art. 483 del c.p, quando un soggetto nello spostarsi dal proprio domicilio dichiari una circostanza di necessità ed urgenza non vera”.

In quali casi si può fare ricorso? L’accertamento della violazione amministrativa può essere contestato allorquando l’organo accertatore non ha preso in dovuta considerazione le giustificazioni e le motivazioni addotte dal presunto trasgressore”.

Come preparare ricorso per violazione della quarantena da Coronavirus

Vediamo, dunque, come preparare un ricorso di questo tipo e come contestare una sanzione dopo aver violato le restrizioni. (com’è già avvenuto in molti casi) La parola, ancora una volta, all’esperta.

Il trasgressore entro trenta giorni dall’avvenuta contestazione o notificazione della violazione può inviare al Prefetto, al Presidente della Regione o al Sindaco del Comune, degli scritti difensivi con allegata documentazione con i quali si evidenzia la legittimità dei comportamenti contestati chiedendo di essere sentito in merito.” – fa sapere l’avv. penalista Sirone –

L’autorità competente escusso l’interessato, ove questo ne abbia fatto richiesta, ed esaminate le giustificazioni dichiarate a sostegno della contestazione dell’accertamento della violazione amministrativa, se ritiene fondata la contestazione emette ordinanza motivata con la quale viene determinata la somma dovuta per la violazione con contestuale ingiunzione di pagamento. Avverso tale ingiunzione è possibile proporre opposizione dinanzi all’autorità Giudiziaria ordinaria. Viceversa, nel caso in cui gli scritti difensivi siano ritenuti fondati l’autorità investita della questione emette ordinanza motivata di archiviazione degli atti con comunicazione integrale all’organo che ha redatto il rapporto” – Conclude l’avvocato Raffaella Sirone. –

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avatar Carmela Sansone Laureata con lode in Lettere moderne e Filologia moderna presso l'Università degli studi di Salerno. Sono appassionata di letteratura, storia e giornalismo e molto dedita alla lettura. Mi piacciono le opere tradizionali della letteratura italiana, ma non rifuggo dai grandi classici (e non) del canone straniero. Sono un'aspirante docente, ma protendo anche verso il mondo delle Risorse Umane, da cui sono molto affascinata e in cui mi piacerebbe fare qualche esperienza. Sono molto creativa, ottimista e ligia ai miei doveri, ma non sopporto la slealtà e le omissioni. Tra le mie passioni, sicuramente rientra la tecnologia, ecco perché amo trattare di questa tematica all'interno dei miei articoli: tutto ciò che è progresso e avanguardia ben fatta mi attira. Allo stesso modo, sono appassionata di cucina ed è perciò che, nei miei scritti, amo affrontare le sfumature del settore, gli abbinamenti possibili e quelli più insoliti, ma anche vini, dessert e golosità di ogni genere. Ultima nota: amo i bambini, l'essenza sana di questo mondo, cui sono molto legata. Leggi tutto