Vincenzo De Luca indagato a pochi giorni dalle elezioni

Gabriella De Rosa 11 Settembre 2020

Il governatore della Campania Vincenzo De Luca è indagato con le ipotesi di reato di falso e truffa, per il caso vigili di Salerno promossi a membri dello staff.

Un’indagine che risale a tre anni fa che però è rimasta segreta, e a pochi giorni dalla votazione – che secondo gli ultimi sondaggi  a suo favore – divampa la notizia che pare diffamarlo.

Quattro vigili della polizia municipale di Salerno sono stati promossi in Regione e farebbero parte del suo staff. L’inchiesta segreta è scattata nel 2017 presso la Procura di Napoli con le ipotesi di reato di falso e truffa.

Questi quattro vigili facevano da autista all’attuale Presidente della Regione Campania quando era Sindaco di Salerno. De Luca li avrebbe portati con sé, come membri del suo staff, quando si è trasferito al Palazzo Santa Lucia.

Il riemergere di questa indagine – provocata da un twitt – non lascia indifferente Vincenzo De Luca che si difende con ironia in vista delle elezioni.

Per rimediare a questo trambusto e ad un possibile calo di consensi, rimedia con il suo nemico scelto per la campagna elettorale che gli ha favorito un aumento stellare del gradimento durante i mesi dell’emergenza sanitaria.

Vincenzo De Luca indagato e l’emergenza Covid in Campania: ironia e nuove ordinanze

Il governatore campano è diventato una celebrità a livello nazionale per la sua risonanza mediatica nei mesi di quarantena grazie ai suoi video e alle sue battute. Il suo largo consenso non ricopre solo il centrosinistra, anzi, sotto il suo nome vi è una grande fetta del centrodestra, molti esponenti di Forza Italia e Fratelli d’Italia si rifugiano sotto la sua grande egida.

Si parla di vecchia politica e di clientelismo, ma è pur vero che ha saputo gestire la situazione del Covid 19, conquistando il ruolo di Sceriffo e Salvatore della Patria. Ha cavalcato la paura del popolo campano e ha cercato di difenderlo a suon di ordinanze e battute ad effetto.

De Luca è tornato a fare lo sceriffo della sanità, firmando la 71esima ordinanza. I casi di Covid dalla fine di agosto 2020 sono aumentati in maniera lenta e progressiva, certamente anche per via dei numerosi tamponi e test che sono stati somministrati ai lavoratori e non, di rientro dalle ferie. La maggior parte dei contagi è causata da rientri dalla Sardegna e dall’estero. Ed in vista della ripresa di tutte le attività, il Governatore De Luca non ha esitato a dare nuove disposizioni per la tutela della sicurezza dei suoi cittadini.

Riapertura delle scuole: De Luca “la Campania non è pronta”

La nuova ordinanza che prevede e conferma misure anti contagio, in sostanza promuove le vecchie norme che erano già state emanate. Inoltre, c’è la riapertura delle scuole in ballo.

Il governatore campano qualche giorno fa ha firmato l’ordinanza numero 70 che riguardava proprio le scuole. Con questa ordinanza il governatore obbliga lo screening per tutto il personale scolastico. Mentre nel resto d’Italia è volontario sottoporsi al tampone e/o al test sierologico, in Campania sarà obbligatorio.

La Regione finanzia anche l’acquisto dei termoscanner poichè il governatore è scettico sulla misura emanata dal Miur sulla misurazione della temperatura degli alunni a casa. “Credo che tutti noi sappiamo come si vive in famiglia alle 7 e mezzo di mattina!”.

D’altro canto la scuola in Campania non aprirà insieme a tutte le altre scuole d’Italia. I comuni e i sindacati hanno richiesto un rinvio che il governatore ha accolto. Non vi sono le condizioni adatte per riaprire il 14 settembre.

Per quanto riguarda l’arrivo dei banchi singoli da parte del ministero non si hanno notizie, i comuni hanno chiesto più tempo per coprire i servizi di trasporto per tutti gli alunni.

La Campania non è pronta alla riapertura, tutto rinviato al 24 settembre. Nel frattempo si sta lavorando affinchè il ritorno a scuola sia garantito in sicurezza sia per gli alunni che per i docenti e tutti gli operatori scolastici.

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avatar Gabriella De Rosa Sono una linguista specializzata in ambito giuridico. Sono appassionata di comunicazione e informazione. Ho unito i miei studi in lingue applicate alla comunicazione internazionale e la mia passione per l'ambito giuridico e politico, poiché credo fortemente in una partecipazione attiva del cittadino alla politica attraverso una comprensione del diritto e del linguaggio istituzionale. Rendere il linguaggio giuridico più chiaro è un dovere democratico. La mia formazione post-lauream mi ha portato ad uno stage negli uffici di Legal drafting e Affari Internazionali del Senato della Repubblica. Da lì ho approfondito i miei studi sul linguaggio politico e il fondamentale rapporto tra politica e comunicazione. Leggi tutto