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Diventare costumista e fare costumi, lavoro e stipendio

Letizia Liguori 1 Dicembre 2021
L. L.
23/01/2022

Percorso per diventare costumista: dallo studio accademico, corsi, attestati e requisiti fino alla formazione sul campo attraverso la creazione di costumi di scena.



Il costumista si occupa dell’immagine degli attori di uno spettacolo teatrale, cinematografico oppure televisivo. Realizza costumi rispettando la sceneggiatura, il copione di riferimento e in base alle indicazioni del regista. Per diventare costumista bisogna avere contezza del mondo teatrale, cinematografico e televisivo. Padronanza di più lingue, conoscenza dei tessuti in funzione dei periodi storici, capacità di disegno e competenze organizzative per delegare al reparto sartoriale la realizzazione del prodotto.

Oggi questo professionista della moda sempre più spesso può avvalersi di abiti preconfezionati, soprattutto quando si tratta di fiction con ambientazioni moderne. Fare costumi però non è l’unico obiettivo del professionista: vi sono diverse fasi prima della realizzazione finale, e c’è un’intera equipe creativa ad occuparsi della produzione. Ma come si fa oggi a diventare costumista di cinema ed avere successo? Bisogna avere requisiti e una formazione adeguata.

Si tratta di un lavoro di corresponsabilità in quanto la catena di produzione deve andare di pari passo garantendo una fluidità nell’attività. Ed è in base all’esperienza che cambia lo stipendio.  Di cosa si occupa il costumista, quanto guadagna, quali sono le fasi del lavoro e quale deve essere la sua formazione, sono alcune domande che abbiamo fatto ad una professionista del settore.

Per addentrarci meglio in questo particolare settore lavorativo, abbiamo chiesto a Sara Cavagnini, assistente costumista, di fornirci maggiori informazioni, essendo parte integrante di questo percorso creativo.

Come diventare costumista: corsi, formazione, diploma e titoli

Bisogna avere una laurea per diventare costumista? Di fatto, non sussiste una formazione specifica e ben delineata per intraprendere questa professione, ma sono necessarie competenze nel campo della storia del costume, della storia dell’arte e della storia in genere. Concretamente è consigliato avere una formazione specifica secondo un percorso di studi nel campo artistico.

La strada ottimale da intraprendere prevederebbe il conseguimento del diploma presso una scuola d’arte o per le arti drammatiche con orientamento in Abbigliamento e Moda e poi  un’università o un istituto di specializzazione come ad esempio lo IED. In seguito, completare la propria formazione con corsi ad hoc per diventare costumista di scena.

Ma vediamo qual è stato il percorso della nostra intervistata: “Ho frequentato il liceo scientifico con indirizzo linguistico, poi presso l’Università degli studi di Firenze ho conseguito la laurea in culture e stilismo della moda curriculum costume per lo spettacolo (L-3). Durante il percorso universitario mi sono appassionata alla storia dell’abito. Ho pensato a come applicare questa passione al mondo del lavoro. Sono così venuta a conoscenza del Centro sperimentale di cinematografia a Roma”.

Come fare costumi, disegnarli e crearli: cosa fare

Il primo compito di questo professionista è innanzitutto leggere e comprendere bene la sceneggiatura dello spettacolo. Diventare costumista significa studiare il contesto, l’ambientazione, l’epoca, per pianificare il progetto creativo dei bozzetti. Non bisogna sottovalutare le situazioni in cui vengono coinvolti gli attori per rendere gli abiti di scena quanto più adatti e comodi alle scene. Dopo questa prima fase indagatrice, bisogna iniziare scegliendo i tipi di stoffe, fare abbinamenti con gli accessori, trucco e acconciature. Una volta avuto il prototipo dell’idea per ogni abito, è necessario disegnare modelli e figurini, per poi sottoporli all’occhio critico e attento del regista e del settore sartoriale.

“La fase creativa deriva da un colloquio con il regista e lui decide l’atmosfera del film – afferma Sara Cavagnini – il costumista di conseguenza fa delle proposte attraverso una ricerca dettagliata, delle reference, una documentazione che è fondamentale per dare al regista delle immagini e confrontarsi decidendo successivamente quale tipo di abiti realizzare”.

Il costumista realizza tutto o si acquistano anche lavori preconfezionati?                                       

“Dipende dalla tipologia di costumi. Se sono d’epoca si possono noleggiare abiti nelle sartorie oppure si fanno realizzare ad hoc attraverso varie sartorie che si occupano di confezionare il nuovo. Ma anche nel moderno si fanno fare spesso cose nuove, è tutto molto soggettivo, dipende dal costumista che decide che tipo di abito utilizzare a seconda delle esigenze. Ad esempio se ci sono scene che necessitano di avere più di un abito uguale perché si bagna, si buca oppure perché deve essere indossato dallo stunt e bisogna avere un quadruplo, anche se l’abito è moderno viene comunque realizzato nuovo. Non è detto che se si fa un film contemporaneo si debbano comprare soltanto (abiti preconfezionati, ndr)”

Giornata del costumista: cosa fa, mansioni tipiche del lavoro

L’assistente costumista Sara Cavagnini ci spiega che cosa fa questo professionista, in cosa consiste il lavoro: “Il lavoro del costumista è diviso in due fasi, c’è la fase di preparazione e la fase di riprese”. Nella prima parte del lavoro si parla con il regista e con il produttore e si valuta sia l’aspetto creativo sia quello organizzativo.

Dal punto di vista creativo si legge la sceneggiatura, si fa uno spoglio, si immagina come possono essere vestiti gli attori  protagonisti e si decide insieme a tutta la troupe creativa il tipo di atmosfera da dare al prodotto finale. La seconda fase è itinerante, cioè non avendo una sede fissa per i set bisogna adeguarsi alla dinamica del progetto. Per diventare costumista di cinema bisogna affiancarsi e affidarsi ad esperti collaboratori come ad esempio l’assistente.

Ma in cosa consiste il lavoro dell’assistente costumista? “In maniera concreta consiste nel comprare, noleggiare, realizzare, organizzare. Tutto ciò subentra nella fase successiva al  colloquio con il regista. Il costumista prepara i bozzetti secondo l’indicazione del regista e sulla propria ispirazione e creatività, e  se questi vengono approvati e concordati, io compro i materiali necessari o noleggio, inoltre aiuto ad organizzare le prove”.

Sorge spontanea la domanda su quale sia la differenza tra diventare costumista e stilista al giorno d’oggi. Il primo si occupa di vestire il carattere psicologico del personaggio che esula dall’attore in quanto persona. Il professionista deve dare una credibilità al soggetto interpretato analizzandone

  • la storicità
  • il carattere
  • l’estrazione sociale

Deve in qualche modo fornire una riconoscibilità interna al personaggio attraverso il modo di vestire. Il costume, dunque, non è legato alla moda e al bello nel senso estetico ma alla caratterizzazione del personaggio. Il secondo parte invece da una filosofia differente: creare un’immagine pubblica della persona e un meccanismo di remunerazione sia per l’attrice o attore che indossa l’abito di un determinato brand, sia per chi produce quel prodotto: il così detto ritorno di immagine. Come sottolinea Sara Cavagnini l’obiettivo del costumista è ” la ricerca della verità” . 

Stipendio costumista: quanto guadagna, costi e tasse

Lo stipendio medio è di 26.500 € lordi all’anno (si intende la retribuzione mensile compresa di contributi e tasse), come ci conferma Sara Cavagnini “Lo stipendio varia a seconda del ruolo che si ricopre e dell’importanza del costumista. Se è alle prime armi, se ha vinto dei premi, ovviamente questo incide molto sullo stipendio. Il guadagno varia anche a seconda dell’entità del progetto.” Lavorando con il cinema quasi sempre si è assunti a progetto, con contratti a tempo determinato che solitamente vanno di settimana in settimana.

Lavoro da costumista: offerte ed opportunità di carriera

Le offerte lavorative variano a partire dagli ambiti di riferimento che possono essere:

  • cinema
  • teatro
  • televisione
  • pubblicità
  • fiction

Consiglierebbe ad un giovane di intraprendere questa carriera?

“Sì, ma solo se ha passione per questo lavoro. Il consiglio che gli darei è di fare il Centro sperimentale di cinematografia. La Scuola fornisce una cultura e una preparazione che è necessaria. Inoltre mette a disposizione tutta una serie di opportunità. Infatti essendoci tutte le varie figure del cinema all’interno della scuola, c’è la possibilità di realizzare un cortometraggio mettendo in pratica quello che si apprende nella teoria. È fondamentale la teoria perché per diventare un costumista bravo, bisogna avere una profonda conoscenza della storia, ed in maniera particolare della storia del costume e della storia dell’arte.”

© Riproduzione Riservata
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Letizia Liguori Sono una studentessa di Lettere Moderne. Ho scelto questa facoltà per la mia passione più grande: la scrittura. Credo nel potere delle parole per cambiare il mondo, perché queste hanno una forza innata. Nel corso della mia vita, la scrittura è stata uno strumento di evasione: mi ha consolato nei momenti difficili e aiutato quando necessitavo di un consiglio. Maturando ho capito la sua importanza: raccontare idee che smuovano le coscienze. Le mie giornate da adolescente sono state influenzate dalle storie dei deboli di De Andrè, della poesia fatta canzone di Guccini, dal cinema con regia cristallina di Sorrentino e dalla lettura dei classici. Grazie alla lettura riesco ad allontanarmi dalla realtà presente ricercando un altrove nelle epoche passate. Credo che le parole siano un mezzo importante per conoscere sé stessi e gli altri, i vocaboli sono sempre stati la mia difesa, la mia ancora di salvezza. Il mio obiettivo è quello di impiegarli per rendere edotto ed informato il lettore lasciandogli una traccia, un punto di vista, seppur rivolto ad un unico e singolo individuo. Leggi tutto