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Piante antitumorali: erbe e rimedi naturali, quali sono e come usarli

Redazione Controcampus 21 Dicembre 2020
R. C.
19/09/2021

Ecco l’elenco completo delle piante antitumorali: che cosa sono, a che cosa servono, come usarle, proprietà curative, controindicazioni e come coltivarle.



Curcuma, zenzero e tè verde, sono solo alcune delle erbe contenute nell’elenco piante antitumorali le cui proprietà curative sono preziose per la salute umana. Gli effetti benefici superano di gran lunga gli effetti collaterali e possono aiutare a prevenire e combattere tantissimi diversi tipi di tumore.

I farmaci antitumorali naturali vanno sempre affiancati alle cure tradizionali. Piante curative per il cancro e frutti possono essere utilizzate per risolvere o alleviare alcuni sintomi (stanchezza, depressione, disappetenza ecc.). Gli estratti antitumorali naturali affiancano le cure quando per esempio i farmaci prescritti non siano sufficienti, o tollerati. Si usano a scopo preventivo in caso di alto rischio dovuto a familiarità di alcune forme di tumore, oppure conseguentemente all’esposizione a tossici ambientali o a stili di vita non adeguati. In aggiunta le erbe anticancro possono servire a migliorare la risposta immunitaria dell’organismo contro il tumore contrastando l’angiogenesi, ovvero il processo di formazione di nuovi vasi sanguigni, responsabili del nutrimento delle cellule cancerose. Quando una pianta può essere definita efficace contro i tumori? Prima di consultare l’elenco erbe anticancro occorre capire a che cosa servono e come poterle utilizzare. Stesso discorso vale per i chemioterapici naturali.

Una pianta viene definita chemioterapica, se contiene sostanze che possono essere utilizzate per prevenire lo sviluppo di tumori o facilitarne il trattamento con approcci convenzionali. Ma dove è possibile acquistarle e come? Dipende dalla specie, ma si possono trovare fresche, secche e in polvere in erboristeria. Utile l’assunzione sotto forma di infusi, tisane antitumorali, decotti, tinture alcooliche o vinose, olii essenziali, integratori alimentari e capsule.

Vediamo insieme l’elenco completo delle piante antitumorali, a che cosa servono e come usarle, le loro proprietà curative, controindicazioni e come coltivarle.

Erbe e piante antitumorali e rimedi naturali, quali sono e a cosa servono: elenco completo

Quali sono le più importanti, le migliori erbe e piante antitumorali per prevenire il cancro?

  • La curcuma: migliora l’efficacia della chemioterapia nel tumore del colon-retto, della prostata. È l’antinfiammatorio naturale più potente sinora individuato. In grado di proteggere il fegato, reni, mucosa orale e cuore dalla chemio e dalla radioterapia.
  • Lo zenzero: contribuisce a ridurre la nausea che accompagna la chemio. In casi di cancro ovarico può ridurre l’infiammazione, stimolare la funzione immunitaria contribuendo alla morte delle cellule tumorali.
  • L’astragalo: La pianta più utilizzata per i tumori ai polmoni. Ha proprietà epatoprotettive, adattogene e stimolanti per il sistema immunitario. Viene anche utilizzato per ridurre il rischio di cancro gastrico.
  • Il tè verde: considerata una delle erbe più efficace per vari tipi di cancro, in particolare per il cancro alla prostata. Grazie ai polifenoli, di cui è ricco è in grado di provocare l’apoptosi (morte programmata) cellulare di questo tipo di tumore.
  • Salsapariglia indiana: uccide le cellule tumorali e fa sì che le cellule morenti siano riconosciute dal sistema immunitario, provocando così l’attivazione dei meccanismi di difesa dell’organismo.

Non ci sono evidenze scientifiche sull’effettiva azione antitumorale per :

  • Artemisia: induce l’apoptosi delle cellule del cancro alla prostata e di possedere attività contro il cancro al seno, la leucemia, il cancro del colon, e di altre cellule tumorali.
  • Graviola: inibisce la crescita cellulare dei tumori al seno, le vie di segnalazione utilizzate dalle cellule tumorali pancreatiche.
  • Genziana: l’estratto di radice ha attività antiproliferativa, utilizzata in casi di melanoma, il linfoma e il carcinoma della tiroide anaplastico.
  • Tarassaco: inibisce la crescita e lo sviluppo di una vasta gamma di tipi di cancro.
  • Liquirizia: protegge il DNA da danni indotti da agenti cancerogeni e stimola l’apoptosi nelle cellule tumorali.
  • Bardana: elimina le tossine cancerogene che si accumulano nella flora intestinale.

Controindicazioni antitumorali naturali: chi deve evitarli

I vantaggi che l’uso delle piante antitumorali per prevenire il cancro apportano all’organismo sono ampiamente noti, ma un consumo eccessivo e prolungato può produrre controindicazioni ed effetti collaterali. È buona abitudine, infatti, quando si decide di utilizzare un rimedio naturale consultare il proprio medico curante. Specialmente in caso di malattie pregresse, assunzione di farmaci o integratori alimentari, in caso di gravidanza e allattamento, nei bambini, oppure in caso di allergia verso uno o più componenti che lo costituiscono.

Le controindicazioni variano da pianta a pianta. Oltre a conoscere l’uso delle piante antitumorali medicinali, vediamo cosa comporta il loro utilizzo. Per quanto riguarda lo zenzero, se si superano le dosi giornaliere può provocare gastriti e ulcere. Al contrario la curcuma non ha effetti collaterali di rilievo, ma proprio come lo zenzero la sua assunzione è fortemente sconsigliata se si fa uso di farmaci per il diabete, antinfiammatori e anticoagulanti, specialmente prima di un’intervento. Gli effetti collaterali dell’astragalo sono poco noti, quelli accertati sono stanchezza, vertigini e leggero abbassamento della pressione, inoltre date le sue proprietà immunostimolanti e antivirali non andrebbe mai assunto in concomitanza con farmaci dallo stesso effetto. La salsapariglia può causare irritazione della mucosa gastrica e va evitata quando si assumono farmaci diuretici e digitalici.

É fortemente sconsigliato il prelievo delle erbe in natura, se non si ha una adeguata preparazione naturalistica e botanica. Alcune piante medicali sono protette da vincoli che ne limitano il prelievo, mentre altre sono molto simili ad erbe molto pericolose e possono essere facilmente confuse. Basti pensare alla cicuta, erbacea spontanea molto simile al prezzemolo, o alla mandragola che ad un occhio inesperto potrebbe sembrare borraggine.

Quali piante  antitumorali è possibile coltivare e come fare

Gran parte delle piante antitumorali, grazie alle loro caratteristiche botaniche, sono facili da coltivare in Italia, che sia in giardino o in appartamento in vaso e non necessitano di cure assidue.

La coltivazione della curcuma e dello zenzero si esegue con frammenti di rizomi, entrambe amano il clima caldo e umido. La coltivazione in vaso è da preferirsi, poiché agevola la possibilità di tenerla a riparo durante la stagione invernale. Il vaso perfetto deve avere forma rettangolare e dimensioni di almeno 75 cm di lunghezza e 30-40 cm di profondità in quanto si tratta di rizomi a sviluppo orizzontale. Quando tutte le foglie sono seccate si procede con la raccolta.

L’astragalo, invece, è una pianta perenne della famiglia delle Fabaceae. Originaria della Cina diffusa in Corea, Mongolia, Siberia e in tutte le zone temperate dell’emisfero boreale. Pianta erbacea perenne che può arrivare a 70-90 cm di altezza. È una pianta rustica che ama l’esposizione in pieno sole. Predilige il terreno sciolto, anche sabbioso e molto ben drenato. Non ha particolari esigenze idriche e non necessita di essere concimata. I semi prima di essere piantati, devono essere lasciati 24 ore ammollo in acqua calda. La parte utilizzata è la radice e viene raccolta da piante che hanno dai 4 a 7 anni di vita.

© Riproduzione Riservata
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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto