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15 novembre 2011

L’università è una rampa di lancio per il lavoro?

Da molto tempo è stato messo in discussione il rapporto tra università e mondo del lavoro. Quando si sentono i giovani parlare in televisione, quando si scorrono online i forum di neolaureati in cerca di un’occupazione e quando si sfogliano i quotidiani emerge in modo chiaro e deciso un’affermazione che è, a mio parere, uno dei problemi principali di molti corsi di laurea: la scarsa o inesistente preparazione pratica allo svolgimento di un lavoro.

Per limitare questo problema, nel corso del 2010 sono stati cancellati circa 400 corsi di laurea perché inutili, o a causa del basso numero degli iscritti. Una mossa condivisibile almeno dal punto di vista del risparmio di risorse, che possono essere destinate a corsi più validi. Ma questo non è sufficiente: è necessario prestare attenzione alle richieste del mercato.

In questa scia si collocano alcuni nuovi corsi e master: Bologna propone la Laurea di primo livello in Business and Economics in lingua inglese e il Master in Fundraising, a Verona è stato introdotto il Master in Computer Game Development, all’Aquila (colpita da un tremendo terremoto nel 2009) è stato inserito il Master in Ingegneria Antisismica.

Molto interessante anche l’iniziativa “100×100” di Alma Graduate School, che coinvolge 100 manager disponibili a condividere il loro know-how con gli studenti che decideranno di iscriversi ai master della Scuola.

Ricordo una frase che ci disse un professore durante il primo anno della laurea triennale: “Quando uscirete da qui dovrete inventarvi un lavoro”. Non mi era piaciuta allora e non mi piace adesso. Frequentare l’università è un’esperienza altamente formativa per il solo fatto di essere in aula.

Credo che la maggior parte di coloro che decidono di continuare gli studi siano spinti anche dal desiderio di acquisire conoscenze utili ad imparare un lavoro o ad aumentare le possibilità di trovarlo. Speriamo di essere sulla buona strada.

Marco Reggiani Della Gala



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