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22 aprile 2015

Riforma Scuola 2015 Renzi: emendamenti e ddl Scuola, legge per Maggio

Riforma Scuola 2015 Renzi

News Riforma Scuola 2015, continua a far discutere la Riforma della Buona Scuola del Governo Renzi con circa 2000 emendamenti: novità ddl scuola che si promette, è legge entro Maggio

Riforma Scuola 2015 Renzi

Riforma Scuola 2015 Renzi

Tutto quello che devi sapere sulla riforma scuola 2015 del Governo Renzi: arrivano gli emendamenti ma nel frattempo il mondo della scuola, docenti e professori, precari e studenti, sindacati e opposizione di mobilità contro la riforma della Buona Scuola con lo sciopero scuola del 5 Maggio 2015.

La riforma riguarderà tutte le scuole, dell’infanzia, primaria e secondaria (ex elementari, medie, liceo e altri istituti).

La riforma scuola 2015, la “Buona Scuola” di Renzi, ha creato un vero e proprio subbuglio tra sindacati, docenti, studenti e dirigenti scolastici, i quali hanno deciso di scioperare il 5 maggio per manifestare tutto il loro disaccordo.

Renzi ha risposto prima definendo come incomprensibile una manifestazione del genere e poi decidendo di inviare una lettera a tutti i docenti spiegando cos’è questa riforma e perché non si dovrebbe remare contro alla Buona Scuola. E per i non docenti? Proviamo a spiegare anche noi di cosa tratta questa riforma e a dare voce a chi ritiene giusto scioperare, esponendo i pro, i contro, le motivazioni. 

Che una riforma della scuola sia necessaria, è palese. Il punto è che quella di Renzi sembra non essere adatta e realistica per molti fattori anche all’interno del governo stesso. Ciò che sta accadendo in questi giorni, come spiegheremo a breve, è un vero botta e risposta tra i vari partiti, che propongono e contro propongono provvedimenti su ciò che dovrebbe realmente essere la Buona Scuola 2015, secondo il maggior numero di persone possibili.

Ecco come prosegue l’iter legislativo della prossima legge di Riforma Scuola 2015. Dalla stabilizzazione dei precari al riordino del contratto nazionale, passando per la messa in discussione della riduzione o dell’aumento dei potere dei presidi, il finanziamento alle scuole pubbliche e private, gli interventi di sburocratizzazione e de-aziendalizzazione del comparto scuola, la digitalizzazione, la formazione dei docenti, l’alternanza scuola-lavoro fino all’abolizione dell’art. 21 relativo alle materie delegate al Governo.  Scopri tutte le critiche al ddl di Riforma Scuola 2015 e i contenuti degli emendamenti proposti da M5S, SEL e FI.

Novità sulla Riforma Scuola 2015: ecco cosa cambia con la Buona Scuola del Governo Renzi

Riforma Scuola 2015

Riforma Scuola 2015

Come cambia la Riforma Scuola 2015 di Renzi? Quali sono i nodi più controversi del ddl e perché? Cosa chiedono gli emendamenti?

Quando la Riforma Scuola 2015 diventerà Legge? Forze e debolezze della Riforma Scuola 2015 nella lettura dell’On. Simona Malpezzi del Partito Democratico

“Comincia ufficialmente il balletto dei quasi 2000 emendamenti. Rien ne va plus: scaduto alle ore 12 del 21 Aprile il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti. Corsa contro il tempo alla Camera: il Governo punta a conservare l’impianto di partenza della proposta.”

“Intanto Renzi boccia lo Sciopero Scuola 2015, giudicato ridicolo e controproducente. Pronta una lettera aperta ai docenti: “Vi spiego la riforma scuola”. Le opposizioni e rappresentanze non ci stanno: i lavoratori della scuola non sono degli stupidi. Il disegno Scuola va cambiato. Confermato il timing: il ddl sarà legge entro Maggio.”

Riforma Scuola 2015: la carica degli emendamenti. Quasi 2000 proposte di modifica. Rischio slittamento?

“Dall‘ampliamento della platea di precari da assumere alla revisione delle detrazioni per le paritarie, dalla riduzione del potere dei dirigenti scolastici agli interventi sulla formazione dei docenti, passando per il potenziamento dello studio del latino, l’abrogazione dell’articolo relativo alle materie delegate al Governo ecc. Una vera e propria pioggia di emendamenti quella andata in scena in questi giorni alla Camera fino alle 12 del 21 Aprile (termine ultimo fissato per la presentazione delle domande). Dai partiti d’opposizione al Pd stesso, sono centinaia gli emendamenti alla Riforma Scuola rovesciati sul Tavolo della  VII Commissione Cultura. Ampiamente sopra il migliaio, se alle 1940 proposte di modifica sommiamo le oltre 900mila lettere. 700 le proposte presentate dal M5S , più di 200 Sel, oltre 700 da SEL. Panni sporchi anche in casa Pd: sono 150, infatti, le correzioni suggerite dalla maggioranza e già oggetto di lunghe diatribe al Nazareno che andranno “lavate” in Commissione.”

“La linea dura del Governo dovrebbe conservare l’integrità della proposta Pd (il Ddl 2994 avente per oggetto la riforma scuola 2015 va approvato in toto, il “diktat” di Renzi), per quanto non manchino alcuni (più o meno vistosi) segnali di apertura (poco graditi al Premier ma divenuti inderogabili visto l’orientamento prevalente della maggioranza): una quota delle assunzioni, ad es., dovrebbe essere riservata ai precari inseriti nelle graduatorie di istituto. E ancora:  il ruolo del preside potrebbe essere moderato dai poteri riconosciuti ai Consiglio di Istituto cui parteciperanno congiuntamente genitori e studenti. Per citarne qualcuna.”

Riforma Scuola: proposte di modifica appese al DEF e gli emendamenti

Sta di fatto che ora le opposizioni si aspettano una fase di discussione che consenta diaffrontare le proposte di modifica senza contingentarle, in ossequio alla promessa fatta dal Premier di coinvolgere il Parlamento tutto. Promessa che, però, si scontra con la decisione, da parte del Governo, di vincolare il ddl di Riforma Scuola al DEF (Documento di economia e finanza, che sarà oggetto di votazione giovedì a Montecitorio). Morale tutti gli emendamenti sprovvisti della debita copertura verranno cassati in automatico dalla Commissione Bilancio. Una prima scrematura, insomma, dovrebbe avvenire già nelle prossime ore, quando gli emendamenti verranno distinti in ammissibili e non ammissibili, il che, a dispetto di quanto chiesto dalle minoranze, snellirà significativamente l’esame delle proposte di modifica alla riforma scuola 2015 velocizzandone non poco il percorso in Senato.

Ma cosa chiedono gli emendamenti della Buona Scuola? Questa riforma s’ha da fare e si farà, ma non prestissimo come annunciato inizialmente dal Premier. Come già anticipato, gli emendamenti alla Riforma Scuola 2015 sono oltre 2000. Una battaglia dai contenuti assai diversificati.

Grandi protagoniste di questo braccio di ferro, SEL e, soprattutto, M5S. I due partiti di opposizione (900 emendamenti complessivi) fanno fronte comune e chiedono un piano pluriennale di assunzione dei precari, oltre le 100mila, il coinvolgimento degli ATA e la cancellazione dell’aumento dei poteri dei dirigenti con il recupero delle funzioni degli organi collegiali. NO, inoltre, ai finanziamenti alle scuole private e sì all’abrogazione dell’articolo (n.21) relativo alle materie delegate al Governo in materia di istruzione e formazione. Critica anche Forza Italia, che chiede nei contratti dei dirigenti scolastici siano inseriti degli obiettivi da raggiungere nel triennio, collegati all’istituto scolastico che andrà a dirigere. E ancora: che i 3 docenti che dovranno affiancare i presidi siano contemplati all’interno di uno ‘staff della presidenza’ e che l’organico dell’autonomia venga assegnato alle reti di scuole invece che al dirigente. Richiesti, inoltre, il potenziamento dell’orientamento che serve agli studenti per scegliere le scuole superiori e le università, l’insegnamento dell’economica e del diritto in tutte le scuole superiori, l’introduzione dei costi standard per l’assegnazione delle risorse alle scuole, detrazioni per gli iscritti alle scuole paritarie previste per tutta la scuola dell’obbligo, quota di riserva degli abilitati Tfa nel concorso a cattedre, reintroduzione del giuramento sul codice di comportamento dei dipendenti delle Pa per i docenti che entrano in ruolo e una ‘stretta’ sul codice disciplinare dei professori.

Riforma Scuola 2015 Renzi: confermati i tempi della riforma, a Maggio è legge

Un nuovo, durissimo percorso di guerra, insomma, quello che si profila per quello che sembra divenuto il provvedimento più discusso dell’agenda Renzi. Sulla questione, in particolare, il Premier non ammette ostruzionismi né  rallentamenti. Bisogna procedere nei tempi concordati, altrimenti il piano assunzionale (che dovrebbe portare in cattedra 100mila precari il 1 Settembre 2015) rischia di saltare.

La certezza è che la legge si farà, probabilmente entro metà-fine Maggio. Rallentamenti permettendo, vista e considerata l’enorme mole di emendamenti presentati che addirittura ha fatto e fa pensare i più scettici ad un timing più “largo”, con giugno come possibile scadenza dei lavori. Salvo sorprese, tuttavia, la tabella di marcia dovrebbe essere confermata secondo la sua programmazione originaria: prima lettura alla Camera entro il 10 maggio, poi esame al Senato e terza lettura a Montecitorio a seguire.

Renzi contro lo sciopero scuola del 5 Maggio 2015 sulla riforma scuola

Caro prof ti scrivo, ma procediamo con ordine. Lo Sciopero Scuola 2015 “fa ridere. Se non fosse un giorno triste, scioperare contro un governo che sta assumendo centomila insegnanti […] La scuola è delle famiglie e degli studenti non dei sindacati della scuola”, era stato il commento, a freddo, del Premier Renzi all’indomani dell’annuncio dello Sciopero Scuola (indetta da insegnanti, studenti e personale Ata) in programma il 5 Maggio prossimo contro il Ddl di Riforma Scuola 2015. Che Renzi non l’avesse mandata giù era fin troppo evidente. Ora, dopo le parole, anche i fatti: Renzi prende carte e penna e prova a “sgonfiare” la manifestazione  annunciando di voler inviare una lettera aperta a tutti gli insegnanti d’Italia. Obiettivo: chiarire la bontà e l’urgenza del DDL Buona Scuola e scongiurare ulteriori rallentamenti.

Ennesima campagna mediatica, mordono opposizioni e sindacati. Duri i commenti della cosiddetta’’altra” scuola, quella dei manifestanti tutti attesi alla mobilitazione anti-Buona Scuola del 5 Maggio, che mette le orecchie d’asino al Premier: insegnanti e ragazzi non sono degli stupidi e non hanno bisogno di nessuno che gli imbocchi una riforma che capiscono e che non vogliono. La Buona Scuola disegnata dal decreto esisterebbe solo nella testa del Premier. Lo sciopero, accusano, è un diritto e non va deriso.

Le motivazioni dello sciopero scuola

Le motivazioni dello sciopero scuola

Ancora una volta, insomma, Renzi non mancherebbe di confermare la sua fama di vittima consapevole dei suoi deliri di rottamazione. Della sua superficialità, presunzione e scarsa conoscenza della realtà-scuola, che farebbero di lui un “taumaturgo” poco credibile e della sua riforma scuola 2015 una falsa rivoluzione. Di qui la nuova replica del Premier, per il quale le condizioni perché il Parlamento possa legiferare, in tempo non biblico, senza la necessità di strumenti di urgenza non sarebbero in discussione. Le coperture ci sono, spiega, sia per quest’anno (1 miliardo) sia a regime (3 miliardi nel 2016). E smontando le recenti critiche, parla di dialogo surreale:“E’ abbastanza sorprendente: se facciamo da soli siamo ‘dittatorelli’, se facciamo i decreti siamo antidemocratici, se facciamo i ddl non siamo abbastanza spediti, siamo in ritardo. Diamoci pace e troviamo una via di mezzo”.

Al Senato ora il difficile compito di chiudere il cerchio intorno ad una Riforma Scuola 205 che, di fatto, ancora non si vede.

Scarica >> Testo Ddl n.2994 – Riforma Scuola 2015


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