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6 giugno 2015

Ludopatia e gioco d’azzardo: consigli per studenti di Marco Baldini

Ludopatia Marco Baldini

Ludopatia e gioco d’azzardo, sintomi e cura, come riconoscerla, evitarla o come curarla: ecco i consigli per studenti di Marco Baldini

Ludopatia Marco Baldini

Ludopatia Marco Baldini

La ludopatia è in lieve calo ma tre milioni d’italiani rischiano di sviluppare dipendenza da gioco.  E’ quanto emerge dal libro blu su ludopatia e gioco d’azzardo.

Ecco quali sono i sintomi della ludopatia e come curarla, come smettere di giocare e come combattere la febbre da cavallo, il gioco digitale e il gioco del lotto patologici.

Consigli per studenti, dati e statistiche su ludopatia e gioco d’azzardo. Intervista esclusiva allo speaker radiofonico Marco Baldini, di Radio 2 che lancia un appello a tutti i giocatori: “Se soffri di dpendenza da gioco d’azzardo, chiedi subito aiuto a chi ti vuol bene, smetti di giocare, tanto non si vince nulla”.

Nel 2014 gli incassi correlati al gioco d’azzardo sono diminuiti di circa 243 milioni di euro rispetto all’anno precedente. A sostenerlo è il Libro Blu dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Ma gli esperti invitano a non abbassare la guardia: la ludopatia è una patologia subdola, viscida, da tenere sempre sott’occhio. Al di là delle stime, lievemente, positive, in effetti, nel 2014, la raccolta totale dei giochi d’azzardo è stata, comunque sia, pari a 84,4 miliardi di euro; una cifra davvero astronomica, ma non del tutto inattesa. L’Italia, del resto, pullula di bar, sale giochi e sale scommesse che ospitano, al loro interno, videopoker e slot machine ideati per speculare sulla disperazione delle persone. Negli ultimi 10 anni, il business del gioco d’azzardo ha raggiunto soglie a dir poco colossali. Tant’è che, ad oggi: lotto, superenalotto, totocalcio, poker, casinò online, gratta e vinci, cavalli, videopoker e slot machine simboleggiano, a chiare lettere, la terza industria italiana.

A tal proposito, invero, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha da poco firmato il decreto istitutivo del nuovo Osservatorio per la lotta al gioco d’azzardo ed al fenomeno della ludopatia (previsto dalla Legge di Stabilità 2015): un faro destinato a monitorare, prevenire e contrastare le nuove forme di dipendenza.

La ludopatia: un vero e proprio allarme sociosanitario, sintomi e cura

La discesa all’inferno, di norma, inizia sempre con delle vincite consistenti. La gioia ed il senso di ricchezza generati dalla prima vittoria, non hanno prezzo. Sono infiniti. Ti conducono in un mondo idilliaco, in cui ciò che conta è illudersi di poter vincere altro denaro e, alla fine, recuperare quello perduto. E’ così che si entra, definitivamente, nel circolo vizioso del gioco d’azzardo. Un circolo, anzi un cerchio infernale di dantesca memoria, aperto a tutti, giovani e adulti: quello della ludopatia.

Ma cerchiamo di far luce su quest’angosciante malattia. La ludopatia è una forma di dipendenza psicopatologica caratterizzata dall’osmosi tra gioco e produzione di dopamina. Nei pazienti affetti da dipendenza da gioco d’azzardo, il cervello non smette di secernere l’ormone del piacere, generando una costante ed illusoria sensazione di benessere. In tal modo, i giocatori travalicano i confini del proprio mondo, dimenticandone i problemi e concentrandosi solo sul gioco. Talvolta, però, quest’ultimo può tramutarsi in una vera e propria dipendenza, capace di inibire ed erodere anima, coscienza e dignità dell’individuo, inducendolo a rivolgersi agli strozzini o a dar vita a gesti estremi come il suicidio. Secondo il Ministero della Salute: “la ludopatia non è solo un fenomeno sociale, ma è una vera e propria malattia, che rende incapaci di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse”.

E, da qualche anno, purtroppo, il dramma del gioco d’azzardo sta irrompendo come un fiume in piena, travolgendo, senza alcuna pietà, anche i più giovani. Dunque, non solo genitori frustrati e depressi ma anche ragazzi di età compresa tra i 16 ed i 30 anni, appaiono non del tutto impermeabili alla ludopatia. E sono molti, forse troppi, del resto, i giovani studenti che, divenuti schiavi di video poker e slot machine, hanno mandato sul lastrico le proprie famiglie.

Ludopatia e gioco d’azzardo: la confessione di Marco Baldini

Marco Baldini

Marco Baldini

Spinti dal desiderio di far luce sulle agghiaccianti problematiche legate alla ludopatia ed al gioco d’azzardo, sempre più in espansione tra gli studenti, abbiamo intervistato il conduttore radiofonico Marco Baldini, autore della graffiante autobiografia “Il Giocatore: ogni scommessa è un debito”.

Marco, di recente, hai dichiarato che la ludopatia ed il gioco d’azzardo ti hanno rovinato la vita.  “A dire il vero, il gioco d’azzardo è stato il motore, la scintilla che ha acceso un periodo brutto della mia vita. In realtà il gioco d’azzardo ha inciso per un 25% sulla mole dei debiti. Il resto sono state tutte conseguenze derivate dal gioco d’azzardo”.

Che cosa consiglieresti ad un ragazzo, ad uno studente o ad un padre di famiglia che si trovassero nella tua stessa situazione, e desiderassero uscire dal tunnel della dipendenza da gioco d’azzardo?

Ad una persona che si trovasse nella mia stessa situazione direi di chiedere subito aiuto ai suoi cari, di parlarne, di non nascondersi, non aver paura di dire ciò che ha fatto. Anche se ha perso dei soldi, in fondo, non ha ucciso nessuno. Delle volte per paura di confessare di aver perso dei soldi che non si potevano perdere, si fanno dei danni maggiori. Gli consiglierei, dunque, di fermarsi subito: tanto non si vince. Ma se proprio si deve giocare, dopo aver perso dei soldi, bisogna sempre fermarsi, venir via. Il danno maggiore non è giocare ma volersi rifare. Quando perdi basta, vieni via, domani sarà un altro giorno, se proprio ci devi andare. Ma se pensi che sia diventata una malattia, o di non poterne fare più a meno, allora, non ti nascondere dietro ad un dito e chiedi aiuto subito a chi ti vuol bene”.

Dipendenza da gioco d'azzardo

Dipendenza da gioco d’azzardo

Nel 2005 hai pubblicato l’autobiografia “Il Giocatore: ogni scommessa è un debito” (Baldini Castoldi Dalai), un libro in cui parli dei momenti più bui della tua vita, e da cui è scaturito il film “Il mattino ha l’oro in bocca”. Potresti parlarci di quest’opera?

“L’ho scritto in tre mesi, nell’estate del 2005, di pugno, a penna su carta. Non sono molto tecnologico. L’ho scritto, trasponendolo su carta, così come l’avrei raccontato alla radio. Poi ne acquistarono i diritti e, in seguito, realizzarono un film ‘Il mattino ha l’oro in bocca’, con Elio Germano, Corrado Fortuna, Laura Chiatti, Martina Stella e il grandissimo Umberto Orsina, in cui non figuro però tra gli sceneggiatori”.

Antonio Migliorino


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