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16 giugno 2015

Riforma delle pensioni 2015: ultime novità Inps, partiti e sindacati

Ultime notizie pensione

La riforma delle pensioni 2015 resta una drammatica faccenda della politica italiana: ecco le ultime novità dell’Inps dei partiti e dei sindacati sulla riforma e sulla pensione anticipata

Riforma delle pensioni 2015

Riforma delle pensioni 2015

Ultime news sulla riforma delle pensioni: intervista esclusiva al Senatore di Forza Italia, Domenico Scilipoti Isgrò.

Tito Boeri gela il Governo e respinge le proposte di riforma delle pensioni attualmente al vaglio del Parlamento. Quota 100, staffetta generazionale e flessibilità in uscita potrebbero costare troppo: è questo il succo del discorso. Ma il Sottosegretario all’Economia, Pierpaolo Baretta, ha chiarito che il Governo continuerà a promuovere, al di là di tutto, un progetto di riforma delle pensioni che rimoduli le norme di natura previdenziale e dia vita ad un recupero dell’occupazione giovanile, attraverso il meccanismo della flessibilità in uscita.

Il Presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha espresso la propria contrarietà alla reintroduzione del meccanismo della flessibilità in uscita ed al Ddl di riforma pensioni a firma Damiano – Baretta. L’economista bocconiano ha spiegato, nel corso di un’audizione davanti alla commissione lavoro della Camera, che entrambe le ipotesi (uscita anticipata con penalizzazioni e quota 100 rischierebbero di avere impatti a dir poco considerevoli per la finanza pubblica. Stesso discorso andrebbe fatto per le proposte di staffetta generazionale, che per Boeri comporterebbero notevoli costi fiscali.

Il confronto sulla Riforma delle pensioni 2015, intanto, continua ad incedere a piccoli passi, sotto lo sguardo attento di milioni d’italiani. L’iter parlamentare è in pieno svolgimento. Sembra che la via del dialogo pacifico, alla fine, abbia preso il sopravvento sull’incontrollabile linea dello scontro politico. Il Ministro del lavoro Poletti, infatti, incontrerà le confederazioni sindacali, il 16 luglio prossimo, dando vita ad una costruttiva conversazione sul sistema pensionistico italiano. “Il Governo – spiega il Presidente della Commissione lavoro alla Camera, Cesare Damiano – dovrà affrontare il tema della flessibilità, da risolvere nella prossima Legge di Stabilità, quello dell’indicizzazione per quanto concerne l’attuale Decreto Pensioni e il meccanismo da adottare dal 2017, quando si esaurirà la clausola di raffreddamento voluta dal Governo Letta”.

Ultime novità sulla riforma delle Pensioni 2015: dai sindacati ai politici

La necessità di ritoccare l’attuale sistema pensionistico italiano appare, ormai, un’idea sempre più ragionevole. “Negli ultimi anni – ha spiegato Domenico Proietti, Segretario confederale della Uil – il sistema previdenziale è stato impiegato come un bancomat dai governi: a spese dei pensionati, è stata fatta una ripetuta e gigantesca operazione di cassa. E in particolare, i provvedimenti Monti e Fornero hanno prelevato, per il decennio dal 2012 al 2021, oltre 80 miliardi”. Una cifra, quest’ultima, confermata, di recente, dalla Ragioneria Generale dello Stato. Il Governo, del resto, ha in mente di varare una norma che dia maggiore flessibilità in uscita ai lavoratori e garantisca, nel contempo, una pensione anticipata che superi le rigidità delle attuali misure. Il Ministro Poletti, infatti, vorrebbe dar vita a una sorta di staffetta generazionale, fra pensionandi e giovani, che anticipi, in qualche modo, l’entrata di questi ultimi nel mondo del lavoro. Sembra, però, che questa idea vedrà la luce soltanto con la ventura Legge di Stabilità e soprattutto – ha chiarito Poletti – compatibilmente con la tenuta dei conti pubblici. Dello stesso avviso è, come detto, il Presidente dell’Inps, Tito Boeri, il quale ha spiegato, di recente, che il ddl di riforma delle pensioni 2015 progettato da Damiano e Baretta potrebbe tramutarsi in un’arma a doppio taglio per le casse dello Stato, arrivando a costare addirittura 8,5 miliardi di euro. Il Presidente dell’inps sarebbe, tuttavia, favorevole ad una maggiore libertà di uscita dei lavoratori, a patto che, con essa, non si trasferisse il costo sulle generazioni future. Se il progetto di riforma delle pensioni quota 100 andasse in porto, infatti, arriverebbe a costare, nel punto massimo, addirittura 10,7 miliardi. Un prezzo davvero insostenibile per le casse dello Stato. Ad ogni modo, i temi caldi del dibattito continuano ad essere simboleggiati dalla flessibilità in uscita e dalla pensione anticipata.

Riforma delle Pensioni 2015: pensione anticipata, quota 100 e opzione donna

Il Governo sta vagliando attualmente le proposte depositate da diversi partiti alla Commissione Lavoro, con l’intento di imbastire un dialogo costruttivo in vista della futura rimodulazione del sistema pensionistico. Non è da escludere, del resto, che, alla fine, grazie al clima rasserenato, si arrivi ad una riforma delle pensioni bipartisan, che accontenti, cioè, tutte le parti. Ma è ancora molto presto per dirlo. Sembra, tuttavia, che le proposte più allettanti siano quelle a firma di Damiano, Sacconi e Padoan. Da non sottovalutare è poi l’opzione donna, che ad oggi continua ad essere la scelta prediletta dalle lavoratrici italiane.

La riforma pensioni vorrebbe fissare a 63 anni l’età minima per il congedo da lavoro, con una penalizzazione equipollente al numero di anni di anticipo rispetto ai requisiti standard. Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, invece, continua a propugnare l’ipotesi di un aumento delle pensioni minime (mille euro per tutti). Mentre Giorgia Meloni (Fdi) sostiene l’abolizione dei vitalizi ed un piano di tassazione delle pensioni d’oro, Matteo Salvini avalla un progetto di riforma delle pensioni 2015 caratterizzato da 35 anni di contributi ed un importo fisso di 800 euro al mese (oppure da 40 di contributi e 1000 euro al mese). Al momento, però, il Governo Renzi non ha ancora scelto quale sia la strada più giusta da percorrere.

Scilipoti Isgrò

Scilipoti Isgrò

Riuscirà Renzi a varare una nuova riforma delle pensioni 2015? Lo abbiamo chiesto al Senatore del Pdl e di Forza Italia Domenico Scilipoti Isgrò, già fondatore del Movimento di Responsabilità Italiano, medico ed autore di numerosi saggi.

Che cosa ne pensa della riforma sulle pensioni varata dall’ex Ministro Fornero?

Qual è la sua opinione in merito al Ddl di riforma delle pensioni 2015 attualmente al vaglio del Parlamento?

“Secondo me la Riforma Fornero andava rivista. Non so se verrà varata una nuova Riforma delle pensioni. Penso, al di là di tutto, che le riforme non debbano esser fatte ad ogni costo. Credo che debbano essere ponderate e messe in atto con criterio, andando incontro alle esigenze ed ai bisogni degli italiani. Per cui, se il governo dovesse promuovere una riforma delle pensioni 2015 che fosse realmente in grado di aiutare i pensionati, allora ne varrebbe la pena. Se invece dovesse essere fatta in modo peggiorativo, sarebbe meglio lasciare perdere”.

Novità sulla riforma pensione 2015

Novità sulla riforma pensione 2015

Berlusconi propone di aumentare le pensioni minime a 1.000 euro, mentre il Ministro del Welfare Poletti parla di staffetta generazionale. E’ d’accordo?  

Non so che cosa intenda Poletti per staffetta generazionale. Vorrei capirlo bene. Ritengo, ad ogni modo, si debba proseguire il percorso iniziato, ragionando e riflettendo, come detto, sui miglioramenti che una nuova riforma pensioni sia in grado di apportare. Per quel che concerne la proposta di Silvio Berlusconi, ovviamente, siamo perfettamente d’accordo”. – Conclude il senatore Domenico Scilipoti Isgrò –

Antonio Migliorino


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