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9 giugno 2015

Sciopero scuola e scrutini contro Ddl Renzi: ritardo valutazioni

Sciopero generale del giorno 22 giugno 2012
Sciopero scuola e scrutini

Sciopero scuola e scrutini

Per Bernocchi dei Cobas lo sciopero scuola e scrutini bloccherà almeno il 90% degli scrutini

Lo sciopero degli scrutini, indetto da Flc Cgil, Cisl e Uil scuola, Snals, Cobas e Gilda, simboleggia un’arma destinata a bloccare il ddl di riforma della scuola pubblica

Non si tratta, dunque, di una sfida lanciata ai dirigenti scolastici, bensì di una dura e motivata presa di posizione nei riguardi del Governo Renzi e del ministro Giannini.

C’è grande ottimismo.

Gli addetti ai lavori confidano nel successo plebiscitario della contestazione in atto, snobbando l’incognita “precettazione”. Il portavoce nazionale dei Cobas, Piero Bernocchi, ha dichiarato, di recente,“che lo sciopero dei docenti della scuola supererà quello del 5 maggio, bloccando almeno il novanta per cento degli scrutini”.

Sciopero scuola e scrutini contro il al Ddl Buona Scuola del Governo Renzi

Lo sciopero della scuola, che non scalfirà le classi terminali, riguarderà, comunque sia, soltanto la prima ora di scrutinio (cioè l’esame e la valutazione del profitto di ciascun alunno) nei primi due giorni calendarizzati dai singoli istituti.

La Riforma della scuola, prosegue, intanto, il suo iter parlamentare in seconda lettura. La Camera ha smorzato i toni della querelle, limitando, in prima lettura, i poteri dei dirigenti scolastici e scalfendo i diritti degli idonei al concorso del 2012. Ma le incognite del complesso articolato continuano, tuttavia, a mietere timore e sconcerto, specialmente in seguito all’elisione del 5 per mille, il finanziamento dei contribuenti, a beneficio della scuola pubblica.

Il disegno legge, dunque, sarà oggetto di ulteriori modifiche. I prossimi incontri tra il Governo Renzi, la minoranza Dem e l’opposizione saranno a dir poco decisivi.

Il nocciolo duro del dibattito tra le forze politiche è rappresentato da tre tematiche pungenti:

  • 1) piano straordinario da centomila assunzioni;
  • 2) super-poteri dei dirigenti scolastici;
  • 3) valutazione dei docenti neo immessi in ruolo e dei docenti meritevoli.

Il Segretario del Pd, intanto, continua a credere, al di là del recente mea culpa, che la “Riforma Buona Scuola” non sia una norma finalizzata all’assunzione di duecentomila persone, ma una misura destinata ad andare incontro alle esigenze degli studenti italiani. Staremo a vedere.

Antonio Migliorino


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