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21 settembre 2016

Infertilità femminile e maschile: cause e gravidanza con età avanzata

Infertilità femminile e maschile
Infertilità femminile e maschile

Infertilità femminile e maschile

Cos’è l’infertilità femminile e maschile: cause, esami da fare e cure. Ecco i problemi e le difficoltà legate alla gravidanza in età avanzata. Intervista esclusiva al Professore Raffaele Petta, Ginecologo e specialista in Ostetricia e Ginecologia di fama nazionale.

Il mancato concepimento, dopo un anno di rapporti costanti e non protetti, o l’impossibilità di portare avanti una gravidanza possono essere sintomi di infertilità di coppia.

Le cause possono dipendere sia dall’uomo che dalla donna. Generalmente, quando una coppia ha problemi di concepimento, i medici consigliano alcuni esami da fare. Solo così è possibile stabilire con certezza se si tratta di infertilità femminile o maschile. Le cause possono essere molteplici, come pure le cure ed i rimedi.

Innanzitutto occorre precisare che c’è una differenza tra sterilità ed infertilità.

Con il termine sterilità si indica una condizione della coppia in cui uno o entrambi i membri sono affetti da una condizione fisica permanente che non rende possibile in concepimento. La definizione di infertilità che l’O.M.S., l’organizzazione Mondiale della Sanità, fornisce è diversa. Con questo termine non si indica una condizione irreversibile. Infatti esistono cure per l’infertilità, che possono essere più o meno efficaci, in base ai problemi riscontrati all’interno della coppia.

L’età avanzata, lo stress, il fumo, l’uso di droghe e alcool o problematiche genetiche sono certamente fattori che non favoriscono il concepimento. In alcuni casi è possibile trovare un rimedio, attraverso cure farmacologiche o fecondazione assistita. Per fare chiarezza su questo problema così delicato, ma oggi molto diffuso tra le coppie, abbiamo rivolto alcune domande al Professore Raffaele Petta, specialista in Ostetricia e Ginecologia.

Infertilità femminile e maschile, come accorgersene: cause, cure ed esami da fare

L’Italia è un Paese a bassa natalità. Secondo gli ultimi dati ufficiali diffusi dall’Istat, ci sono state ben 12 mila nascite in meno rispetto al 2013. Il calo si protrae da 5 anni consecutivi. Il 1995 è stato l’anno in cui si è registrato il minimo storico delle nascite. Mediamente in Italia ogni donna ha 1,35 figli. Un dato allarmante, che colloca il nostro Paese nelle ultime posizioni in Europa.

Eppure non mancano coppie che desiderano avere dei figli. Ma per ragioni diverse, non possono o riescono ad averne. Uno dei principali fattori che ostacolano il concepimento sembrerebbe essere proprio l’età. Per una donna rimanere incinta dopo i 30 anni inizia ad essere già più complicato, perché diminuiscono le probabilità di fecondazione dell’ovulo.

La diagnosi di infertilità femminile, come pure per quella maschile, viene fatta in molti casi quando entrambi i partner hanno superato i 35 anni. Questo perchè la coppia generalmente cerca di raggiungere prima una certa stabilità economica. Solo in un secondo momento matura il desiderio di avere un bambino. Le ambizioni professionali, come pure la difficoltà di trovare un’occupazione stabile o molteplici altri fattori, tendono a far rimandare ad oltranza la gravidanza. Fino ad un punto tale che bisogna poi sottoporsi ad analisi, esami e cure come, ad esempio, la fecondazione assistita.

Intervista al Professore Raffaele Petta sull’infertilità femminile e maschile

Prof. Raffaele Petta su infertilità femminile e maschile

Prof. Raffaele Petta

Dopo molti tentativi, generalmente una coppia decide di rivolgersi ad un esperto per individuare le ragioni ed i motivi del mancato concepimento. Come pure l’incapacità di portare avanti una gravidanza può essere un campanello d’allarme che richiede l’intervento di un medico. Solo con con visite e analisi specifiche, si individuano le cause del problema.

Per avere una visione generale del tipo di difficoltà che possono precedere una gravidanza, abbiamo rivolto alcune domande al Professore Raffaele Petta, specialista in Ostetricia e Ginecologia.

Quali sono le cause più comuni di infertilità femminile e maschile. Quali potrebbero essere i sintomi?

L’infertilità è dovuta nel 30% dei casi a cause legate alla donna, per il 30% per cause legate all’uomo, per il 15% legate alla coppia e per il 15 % inspiegata.
Le cause di Infertilità legate al fattore femminile sono generali o dovute a patologie della sfera genitale femminile. Quelle generali comprendono malattie cardiache, metaboliche, respiratorie ettc. Quelle legate alla sfera genitale femminile comprendono disturbi dell’ovulazione, occlusioni o stenosi delle tube, malformazioni o fibromi uterini, patologie del collo dell’utero etc.
Quelle legate alla coppia possono essere dovute ad incompatibilità immunologiche o patologie associate.” spiega il Professor Petta.

Infertilità femminile e maschile: gli esami per la coppia ed i rimedi

Per sapere se si è affetti da infertilità femminile o maschile, quali sono gli esami da fare?

“Per approfondire sulle cause di infertilità da fattore femminile basta in primis per la donna fare una buona visita ginecologica con ecografia transvaginale ed un test per l’ovulazione. Solo se dopo un anno non arriva una gravidanza si approfondirà ulteriormente con esami ormonali, isteroscopia eventuale isterosalpingografia per verificare la pervietà tubarica.
Per l’uomo va fatta una visita andrologica con l’esame del seme ed eventualmente una ecografia testicolare con un doppler per evidenziare eventuale varicocele.

Quali sono le cure previste in caso di infertilità maschile e femminile?

Le cure della infertilità sono basate sul riconoscimento della causa. Se si tratta di anovulazione si daranno farmaci appropriati. Se vi è una ostruzione tubarica si procederà ad una fecondazione in vitro. Se vi è un fibroma si toglierà chirurgicamente.

Per il maschio se vi è un rallentamento o anomalie del liquido seminale si procederà prima ad una terapia farmacologica. Successivamente ad una fecondazione assistita con la iniezione di un solo spermatozoo nell’ovocellula ( ICSI).
Se mancano completamente gli spermatozoi si potranno prelevare direttamente dal testicolo chirurgicamente ed iniettare nell’ovocellula ( TESA )” conclude il Professor Petta.


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