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22 settembre 2016

Maturità 2017: cosa cambia, novità esame di Stato, ultime news Miur

Novità Maturità 2017
Novità Maturità 2017

Novità Maturità 2017

Ultime news sulla maturità 2017: cosa cambia e tutte le novità introdotte dalla riforma del Miur per gli esami di Stato. Come sarà composta la commissione e quali e quante saranno le prove d’esame.

L’anno scolastico è iniziato da poco più di una settimana che già circolano indiscrezioni sul nuovo esame di maturità. Da quanto riferito da alcuni sindacati è in atto una mini riforma degli esami di stato da parte del governo. La riforma riguarderà molti aspetti e già entrano nel vivo le polemiche.

Molti sindacati ritengono irresponsabile divulgare sic et simpliciter linee guida sulla presunta riforma della maturità. Occorre, a parere dei sindacati, un confronto serio con i soggetti che operano giornalmente nella scuola.

Cambia di nuovo, quindi, l’esame di stato. Gli studenti già a partire dal prossimo anno potrebbero ritrovarsi alle prese con una piccola rivoluzione.

Le novità inserite dal Miur nella bozza della legge delega sono molte e entreranno in vigore già nell’esame di maturità 2017.

Le innovazioni saranno finalizzate a valorizzare le conoscenze acquisite dallo studente durante l’intero ciclo scolastico. Conteranno maggiormente i crediti formativi ed anche l’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro. Le prove d’esame saranno ridotte e ci sarà un cambiamento anche nella composizione delle commissioni.

Non si conoscono ancora tutte le date della maturità del prossimo anno, e già molto spazio si sta dando all’argomento. Gli studenti sono ansiosi di sapere cosa li attenderà a giugno, quando dovranno affrontare una delle più importanti esperienza di vita.

Maturità 2017: addio alla terza prova d’esame, ecco come saranno i nuovi esami di Stato

La più rilevante delle novità sarà l’abolizione della terza prova. L’odiato quizzone andrà quindi in pensione. Gli studenti non la rimpiangeranno più di tanto perché fin dalla sua introduzione ha suscitato molte perplessità. I maturandi contestavano un’eccessiva discrezionalità nella preparazione delle domande preparate dai docenti stessi.

Lo scopo della eliminazione risiede nella volontà governativa di uniformare le prove per tutti gli studenti da nord a sud. In tal modo si crea un sistema di valutazione nazionale e si eliminano le disparità di giudizio.

Le prove scritte della maturità 2017 rimarranno due: quella di italiano e quella relativa all’indirizzo della scuola scelta. Verrà introdotta inoltre la prova Invalsi per tutti gli studenti del quinto anno. L’Invalsi non sarà una prova d’esame ma verrà svolta nel corso dell’anno. Sarà una prova computer-based e riguarderà le materie di italiano, matematica ed inglese.

Secondo le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni, si potrà accedere all’esame solo in caso di superamento del test Invalsi.  Si cercherà così di eliminare le polemiche sulle differenze di valutazioni tra le scuole del nord e del sud.

Nuovi punteggi della maturità 2017: Invalsi, prove scritte e colloquio

Superate le due prove scritte all’esame di stato, gli studenti dovranno affrontare il temuto colloquio davanti alla commissione. Anche qui ci saranno delle novità. Non si partirà più dalla tesina ma da una serie di testi e documenti preparati dalla commissione stessa. Parte integrante del colloquio è, pertanto, suscettibile di valutazione l’esposizione dell’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro.

Il punteggio finale della maturità 2017 sarà ancora espresso in centesimi, ma ad ogni prova sarà attribuito un massimo di 20 punti. Quindi, tra le sue prove scritte e quella orale, si potrà arrivare a 60 punti. Grande rilievo viene, quindi, dato al percorso scolastico dello studente. Il curriculum scolastico consente a ciascuno di arrivare all’esame con un bagaglio di 40 punti.

Il risultato della prova Invalsi invece non influirà sul punteggio finale dell’esame. Sarà semplicemente riportato in una scheda di valutazione complessiva del percorso studentesco.

Al vaglio del governo, secondo le indiscrezioni di questi giorni, anche la modifica della composizione delle commissioni giudicatrici. Le ipotesi messe in campo sarebbero due.

Da un lato la reintroduzione di commissioni formate interamente da docenti esterni. Dall’altro lasciare inalterata la composizione, tre professori interni e tre esterni, ma introdurre un unico presidente per scuola. Nell’ottica di un risparmio di risorse ogni scuola si vedrà attribuito un unico presidente per tutte le commissioni operanti.

Non si sa ancora se la riforma della maturità riguarderà anche i maturandi 2017. L’iter per l’approvazione è complesso. Il decreto legislativo, atteso per dicembre, dopo il parere positivo del Mef, deve ritornare in parlamento per l’approvazione definitiva.


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