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4 luglio 2003

Frequenze lungo l’oceano: note dei media

Radiocronaca della storia
Alcuni dei momenti cruciali del Novecento italiano sono legati alla radio, un oggetto oggi comunissimo. Questa storiaRadiocronaca della storia
Alcuni dei momenti cruciali del Novecento italiano sono legati alla radio, un oggetto oggi comunissimo. Questa storia è stata protagonista di una fortunata esposizione al palazzo vanvitelliano di Mercato San Severino per tutto il mese di gennaio. Non solo vecchi strumenti per la ricezione o la registrazione di suoni, ma soprattutto i ricordi di voci perse ormai nell’etere come i proclami della propaganda del ventennio fascista, i trepidanti messaggi di speranza di Radio Londra, oppure i primi radiogiornali e varietà radiofonici. La radio è stato un veicolo primario di unificazione culturale, imponendosi come mezzo di aggregazione sociale attorno a costumi e consuetudini comuni. Queste suggestioni hanno affascinato i numerosi ragazzi in visita che, con curiosità, hanno ascoltato estratti dei programmi più famosi della radiofonia italiana, come le radiocronache di Niccolò Carosio, Bandiera Gialla, Gran Varietà, Alto Gradimento.

Kayapo’: il popolo dell’acqua a Salerno
Persi fra i meandri della moderna società della “sovrainformazione”, può capitare di avere l’occasione di avvicinarsi ad un mondo che fa rimpiangere uno stile di vita più semplice. E’ il caso di un’interessante mostra etnografica allestita al palazzo arcivescovile, nel mese di febbraio, che ha esposto alcuni frammenti della quotidianità dei Kayapò, tribù indigena della foresta amazzonica. “Il popolo dell’acqua”, come loro si definiscono, preservano un antico culto della bellezza, ascendente agli antenati Incas, che affascinò missionari e conquistadores occidentali per la sua magnificenza: copricapi adorni di penne multicolori, collane, armi tradizionali, strumenti musicali rituali, esempi di pitture corporee e la ricostruzione di una tipica kikre (lo spazio attorno al fuoco), una piccola capanna luogo per il riposo e la riunione della famiglia. La semplicità ed il genuino rapporto di mutuo scambio fra natura e uomo, che queste popolazioni hanno saputo conservare, desta quasi invidia insieme ai tanti interrogativi sulla “civilizzazione” che il mondo industriale porta a queste popolazioni, celando dietro la bandiera degli aiuti, il secolare intento della colonizzazione culturale e religiosa.

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