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8 febbraio 2005

Le lampadine nei manifesti della collezione Salce

Tra turbine a vapore e satiri marmorei, caldaie e statue di Hestia, Apollo e Atena, fini decorazioni pavimentali e macchinari originali della CentraleTra turbine a vapore e satiri marmorei, caldaie e statue di Hestia, Apollo e Atena, fini decorazioni pavimentali e macchinari originali della Centrale Montemartini di Roma, si snoda il percorso della mostra “La luce sul filo: lampadine nei manifesti della raccolta Salce”. La rassegna celebra la conquista della luce artificiale e l’impiego di produzione di energia elettrica per l’illuminazione, attraverso le immagini raffinate e fantasiose dei bellissimi manifesti pubblicitari provenienti dalla Collezione Salce, una tra le più importanti e ricche raccolte italiane di manifesti d’epoca. La mostra, visitabile fino a maggio inoltrato, è ambientata nell’affascinante e dismessa centrale elettrica Montemartini, ripensata appena dieci anni fa come museo, e vanta un’atmosfera unica e seducente, creata dal contrasto tra le turbine e le opere classiche ospitate nel museo.
“Non è questa la prima edizione della mostra – ha afferma Emilio Lippi, direttore di Musei Civici di Treviso, intervenuto in occasione dell’inaugurazione dell’esposizione – ma in questa nuova sede romana l’impatto cambia completamente. L’allestimento capitolino sembra rivelare una mostra del tutto nuova, di grande impatto”.
Il percorso espositivo si articola in sette sezioni (Lumi in concorrenza, La vittoria dell’elettricità, Metallfadenlampen, Città illuminate, Fantasie notturne, Lampadina Totem e Fari in velocità), in cui i manifesti, opere di illustri cartellonisti tra i quali Adolf Hohenstein, Giuseppe Magagnoli, Duilio Cambellotti, Plinio Codognato, Leonetto Cappiello e Achille Luciano Mauzan, pubblicizzano le rivoluzioni della nuova tecnologia elettrica, tra lampadine Desaymar, Totem e a filamento metallico, esposizioni internazionali e ditte, grandi e piccole, concorrenti tra loro.
Saltano subito agli occhi le molteplici corrispondenze tra la sede espositiva e le opere in mostra, e non solo perché la centrale e i manifesti risalgono alla stessa epoca: sono molte, infatti, le sorprese che riservano gli accostamenti dei manifesti agli oggetti propri del luogo e alle sculture classiche (datate fino al IV secolo d.C.) esposte nel Museo della Centrale Montemartini.

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