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26 settembre 2005

Insurrezione Zapatista

“Sufragio, efectivo; no reflecciòn !”, è iniziata così, con questa storica frase del liberal-progressista Francisco Madero, nel 1910 la lotta del

“Sufragio, efectivo; no reflecciòn !”, è iniziata così, con questa storica frase del liberal-progressista Francisco Madero, nel 1910 la lotta del popolo messicano per la libertà e il miglioramento. P. Orozco, F. Pancho Villa, V. Carranza e E. Zapata si strinsero attorno a Madero e alle forze contadine e proletarie, per il riscatto dopo la trentennale dittatura di Porfirio Diaz. Da quel momento il paese scivolò in una voragine senza fondo di povertà, sangue e conflitti sociali. Nel 1911 fu ucciso Madero e riprese la rivoluzione sotto la guida dell’ ejército constitucionalista: solo nel 1917 si arrivò con Carranza a un consolidamento del potere centrale, riforme agrarie e salariali e alla tanto anelata Costituzione di Querétaro del 5 febbraio. Ma questo non bastò: nel 1919 fu assassinato Zapata, leader socialista, nel 1920 toccò allo stesso Carranza. Analfabetismo, disoccupazione, arretratezza economica e industriale, la condizione degli Indios, conflitti tra classi e questioni terriere erano all’ordine del giorno e trascinavano i messicani verso il disastro economico. Dal 1920 al 1994 si susseguirono 12 presidenti, sia esponenti di sinistra che del PRI (partito rivoluzionario istituzionale), : alcuni tentarono la via più socialista di avvicinamento alla causa dei contadini in lotta per il possesso delle terre con riforme agrarie che portarono alla distribuzione di 18 milioni di ha di terreno, alla nazionalizzazione di industrie e ferrovie, alla riduzione della giornata lavorativa ad 8 h, altri tentarono politiche di maggiore apertura verso gli U.S.A. e l’occidente, privatizzazione di settori bancari e finanziari per apportare una svolta al sistema interno ed istituzionale. Ma nulla riuscì a risanare la terribile condizione del Messico, che negli anni ’80 vantava 6 milioni di disoccupati, debito estero incontrollabile e un’inflazione del 100%. A dieci anni di distanza ricordiamo quei dolorosi momenti della storia: nel gennaio del 1994 la situazione divenne insostenibile e l’ EZLN (esercito Zapatista di Liberazione Nazionale) guidò una violenta sommossa in Chapas contro il governo del candidato PRI C. Salinas De Gortari colpevole di condurre una politica genocida nei confronti degli Indios e di non curarsi della povertà del paese. L’impresa coraggiosa dell’EZLN non fu inutile infatti nel 1997 il PRI, partito dominante da 70 anni, fu finalmente sconfitto dal PAN (partito di azione nazionale di centro-destra) con la maggioranza alla camera bassa e nel 2000 con l’elezione del candidato Vicente Fox.

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