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28 ottobre 2005

Bocconi anticipa la riforma

Contratti di assistant professor per incentivare i giovani all’attività didattica e di ricerca, più flessibili e meritocratici del vecchio ruolo di riContratti di assistant professor per incentivare i giovani all’attività didattica e di ricerca, più flessibili e meritocratici del vecchio ruolo di ricercatore. Corsi di laurea di primo e secondo livello in inglese per aprirsi alla competizione internazionale e formare la nuova classe dirigente europea. Percorsi didattici che garantiscono una solida formazione culturale di base all’inizio offrendo successivamente la possibilità di costruire curricula di studi personali, flessibili e professionalizzanti. Ancora una volta la Bocconi è laboratorio di innovazione, università che anticipa e sperimenta nuove soluzioni per migliorarsi e contribuire a rendere il sistema universitario italiano più competitivo e al passo con i tempi.
“Quello che stiamo inaugurando è un anno accademico particolare e importante per la Bocconi ma anche per l’università italiana che per troppo tempo è rimasta impantanata in polemiche riguardanti i progetti di riforma e lo stato giuridico dei docenti”. Angelo Provasoli, rettore dell’ateneo di via Sarfatti, inaugurando oggi l’anno accademico 2005/06, alla presenza di Tommaso Padoa Schioppa, già membro dell’executive board della Banca centrale europea, consigliere dell’Istituto affari internazionali e illustre bocconiano, e Mario Monti, presidente della Bocconi, ha voluto soffermarsi sulle sfide che il nuovo anno riserverà alla Bocconi e al sistema universitario italiano.
Da una parte, infatti, l’ateneo milanese sarà impegnato a raggiungere gli obiettivi fissati dal suo nuovo piano strategico in termini di revisione dei percorsi di studio, potenziamento della faculty e internazionalizzazione, dall’altro il sistema universitario italiano dovrà riuscire a superare le polemiche a proposito dello stato giuridico dei docenti che per tre anni lo hanno diviso, indebolendolo.
“Quello che il sistema universitario italiano non farà più dal 2013, ovvero i concorsi per ricercatori a tempo indeterminato, la Bocconi già non lo fa dal 2002, quando si è svolto l’ultimo concorso. Contemporaneamente abbiamo introdotto la figura dell’assistant professor”, spiega Provasoli, “che ci permette di investire su giovani, reclutati anche sul job market internazionale, che si legano all’ateneo con contratti a tempo determinato, di tre anni più quattro, il cui rinnovo è vincolato al raggiungimento di obiettivi di ricerca e di didattica. Si tratta di una formula innovativa per il sistema italiano, che anticipa quanto di buono cè nella riforma recentemente approvata. I giovani che entrano in Bocconi vengono giudicati secondo criteri meritocratici. Al termine del contratto, infatti, a quanti hanno raggiunto i propri obiettivi e si sono dimostrati meritevoli garantiamo un percorso di carriera sicuro”.. La Bocconi può così oggi contare su 57 assistant professor, di cui 17 reclutati sul mercato internazionale. Il ruolo di ricercatore è invece a esaurimento.
Ma questa non è l’unica innovazione sperimentata dalla Bocconi negli anni. All’ateneo milanese, da sempre anticipatore di soluzioni, spetta, infatti, il merito di aver rivoluzionato gli studi economici. In passato, infatti, la Bocconi ha dato vita a corsi di laurea rivoluzionari per gli anni in cui venivano pensati come le lauree in Discipline economiche e sociali ed Economia per le arti, la cultura e la comunicazione. Sempre la Bocconi ha introdotto, prima in Italia, interi corsi di laurea e singoli insegnamenti in lingua inglese.
“Il nuovo piano strategico”, prosegue Angelo Provasoli, “introduce importanti novità per esempio per quanto riguarda le lauree triennali. Nel delineare un progetto formativo universitario di primo livello, di fronte alla crescita di complessità del mondo si possono fare due scelte: seguire la mutevole articolazione della società, della cultura, della tecnologia, dell’economia, dando vita a una miriade di corsi che necessariamente dovranno essere cambiati frequentemente (scelta compiuta da talune università), o perseguire una forte preparazione di base, utile ad affrontare la vita e il mondo del lavoro indipendentemente dal mutare delle condizioni. Questa è la nostra scelta, perché crediamo nell’importanza di una solida base culturale”.
Mentre l’offerta dell’Università Bocconi quindi si configurerà, a livello di lauree triennali, con una struttura relativamente compatta, finalizzata a conferire agli studenti una solida e riconoscibile formazione di base, i percorsi di livello superiore (bienni, master, Ph.D.), invece, saranno numerosi e orientati a differenti specializzazioni. “L’offerta delle lauree specialistiche”, conferma Provasoli, “si caratterizzerà per la presenza di corsi di natura prevalentemente professionalizzante destinati prioritariamente a laureati triennali in economia. I master universitari, per contro, saranno contraddistinti da una specifica e forte focalizzazione disciplinare e professionale e saranno progettati per essere in prevalenza destinati a laureati in discipline diverse dall’economia”.
I corsi di laurea biennali e i master, in ragione degli obiettivi formativi assunti, dei contenuti e dei metodi didattici adottati, si propongono di competere con la migliore offerta europea in discipline economiche, manageriali e finanziarie. Il Piano strategico della Bocconi prevede quindi il rafforzamento dell’offerta graduate in lingua inglese. A regime, infatti, i corsi di laurea specialistici biennali progettati per il mercato internazionale saranno cinque, quattro saranno invece i master universitari di primo livello.
Il rettore della Bocconi, inaugurando l’anno accademico, non ha però solo presentato le nuove sfide dell’ateneo. Illustrando, infatti, le novità contenute dal piano strategico decennale, Provasoli si è rivolto ai docenti e ai rettori italiani. “Essere innovatori vuol dire essere disposti a correre rischi”, ha concluso Provasoli. “La Bocconi da sempre corre i propri rischi e continuerà a farlo convinta della validità delle sue scelte, anche a costo di uscire dal sistema. Il piano strategico, infatti, prevede che la Bocconi, qualora veda nei limiti di flessibilità posti dalla regolamentazione nazionale una minaccia per la realizzazione di corsi di laurea competitivi a livello internazionale, possa decidere di rinunciare al riconoscimento legale del titolo conferito in Italia”.

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