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3 ottobre 2005

“E ti porto in Africa”

“E ti porto in Africa, perché tu viva ogni giorno la ricchezza della condivisione e la gioia del donare. (…) perché tu possa ogni giorno sciogliere i “E ti porto in Africa, perché tu viva ogni giorno la ricchezza della condivisione e la gioia del donare. (…) perché tu possa ogni giorno sciogliere i legami dell’indifferenza, di quella ruggine che rende impossibile alla chiave della carità aprire la porta del nostro cuore affinché attraverso di essa possano entrare i piccoli, i poveri, cioè l’amore. (…) perché, mentre il mondo ci insegna ad avere per essere, voglio imparare con te a dare per ricevere la cosa più bella: accorgermi di esistere per quello che sono”.
Sono alcuni dei versi toccanti, spontanei, di una verità che fa male, tanto è dura, che compongono l’opera di Enzo Mallamaci, “E ti porto in Africa”, presentata di recente a Paestum. Enzo Mallamaci è Responsabile Nazionale dello Sviluppo di Ricerca e Programmi nel Settore sanitario di ItalAfrica, coordinatore dei Medici di Missione Futuro. L’opera svela, dunque, un Mallamaci nuovo: lui, cardiologo, da anni ha scoperto l’Africa; l’ha scoperta in tutta la sua crudezza, in tutta la sua desolazione, in villaggi sperduti e realtà terrificanti, dove la gente muore in una rassegnazione che fa paura. L’ha scoperta e l’ha fatta parte di se, e ha inglobato nella sua esistenza quella paura, quell’odore di morte che si respira, quando si riesce a respirare, e si percepisce in ogni angolo e su ogni volto.
Dopo sedici missioni in Africa, Mallamaci ha acquisito una nuova consapevolezza della sua esistenza, e ha deciso, mediante il suo coinvolgente lavoro giornalistico, di fare un duplice dono: a quanti leggeranno versi spesso intrisi di dolore, e capiranno cosa può essere l’Africa, e alle popolazioni africane che muoiono di fame: i proventi della vendita del libro (Cuzzolin Editore, 14 euro) saranno, infatti, interamente destinati alla realizzazione di progetti missionari in territorio africano. Si tratta di un libro-documentario sulla vita quotidiana di questo posto dove è indispensabile ciò che in occidente è superfluo, e dove, dice Mallamaci, una bustina di medicina del costo di 70 centesimi può letteralmente salvare la vita ad un bambino.
Allora il libro anche un monito a “sentire” l’Africa, e ad avere una nuova consapevolezza della preziosità della vita. E ti porto in Africa è un libro che merita di essere assaporato, per una serie innumerevole di motivi: “Un’esperienza da vivere, un viaggio nella sofferenza di un continente, una presa di coscienza del vero significato della vita”.
Annavelia Salerno

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