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4 ottobre 2005

Juve: rullo compressore. Udinese: bentornato Iaquinta

Juventus-Inter era la partita della domenica: nel posticipo serale i bianconeri hanno schiacciato gli avversari, in poco più di mezz’ora hanno chiuso Juventus-Inter era la partita della domenica: nel posticipo serale i bianconeri hanno schiacciato gli avversari, in poco più di mezz’ora hanno chiuso la pratica e hanno controllato agevolmente il tentativo di reazione dell’Inter che non è mai arrivato. L’Udinese interrompe la serie di quattro sconfitte(compresa la Champions) in concomitanza col rientro di Iaquinta. Non mollano Milan e Fiorentina che restano a cinque punti dal primato, mentre in fondo alla classifica va registrato il primo punto della matricola Treviso.
Il match clou tra Juve e Inter delude le aspettative di chi voleva spettacolo e duelli all’ultimo sangue, in realtà i padroni di casa si sono dimostrati cinici, segnando due gol in trentaquattro minuti (Trezeguet e Nedved) e annullando tatticamente gli avversari. La squadra di Capello non ha permesso agli uomini di Mancini di entrare in partita con una grande organizzazione di gioco e un cuore non indifferente. Sicuramente non si è trattata di una partita decisiva per l’assegnazione dello scudetto, ma l’Inter vista ieri non può competere con questa Juventus, i nerazzurri danno l’impressione di non aver ancora trovato la giusta fisionomia, e ciò deve far riflettere visto che Mancini è da oltre un anno sulla panchina interista. Sabato si è giocata Udinese-Lazio e i padroni tornano alla vittoria (3-0) che coincide con la tregua tra Iaquinta e Pozzo, i due vivono da separati in casa. L’attaccante, brillante come sempre, va più volte alla conclusione, si procura un rigore (fallo ‘in sandwich’ di Siviglia e Zauri) e lo trasforma all’inizio della ripresa. La Lazio controlla la gara per qualche minuto, poi i friulani prendono il comando e si rendono pericolosi, già nel primo tempo, con Iaquinta e Di Michele. Nel finale l’Udinese chiude sul 3-0 con Di Natale (servito ancora da Iaquinta) e Candela (pallonetto di destro). Preziosa vittoria della Fiorentina sul Livorno(3-2), agevolata dall’espulsione di Lucarelli, ma conquistata con meriti propri: la squadra di Prandelli diverte e gioca bene, anche se si complica la vita negli ultimi cinque minuti subendo i due gol avversari rischiando così di vanificare quanto di buono fatto durante tutta la partita. A San Siro va in scena il “Maldini day”, la doppietta del difensore regala i tre punti ai rossoneri(2-1 sulla Reggina), due gol con forte valenza simbolica: il capitano riesce a superare i limiti di età e i dolori che lo hanno accompagnato in avvio di stagione, dovrebbe regalarsi l’ultima soddisfazione della carriera, provando a vincere qualcosa pure in Nazionale, non credo che Lippi rifiuterebbe una sua candidatura. La Sampdoria si rialza subito andando a vincere 4-1 sul difficile campo del Messina, da segnalare la prestazione superlativa di Bonazzoli. Mezzo passo falso in casa del Palermo contro l’Empoli (2-2), forse i rosanero hanno accusato la trasferta europea, ma con ciò non bisogna sminuire l’intraprendenza dei toscani. L’effetto Iaquinta non vale per la Roma, mi riferisco al rientro in squadra di Cassano, i giallorossi perdono in casa contro il Siena (3-2) grazie a due ex laziali che giocavano il loro derby personale, vanno infatti a segno Negro e Colonnese. Nelle altre partite va segnalato il 3-0 del Lecce sul Cagliari (buon esordio in panchina per Baldini), la prima vittoria stagionale dell’Ascoli (3-1 sul Parma) e lo 0-0 tra Chiedo e Treviso.
Arbitri non proprio impeccabili, a Firenze, il rosso per Lucarelli da parte di Ayroldi è sembrato troppo generoso, sul 2-2 tra Roma e Siena Morganti nega un rigore a Totti, mentre Paparestra non espelle Materazzi per un fallaccio ai danni di Ibrahimovic, un’entrata che rappresenta l’antitesi della sportività e che meriterebbe più giornate di squalifica.

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