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10 ottobre 2005

Napoli sterile: 0-0 a Gela

La sterilità dell’ attacco del Napoli si era già registrata durante l’ amichevole infrasettimanale, dove, di solito, i malcapitati avversari vengono sLa sterilità dell’ attacco del Napoli si era già registrata durante l’ amichevole infrasettimanale, dove, di solito, i malcapitati avversari vengono surclassati di gol. Questa volta contro la Casertana gli azzurri sono andati a segno solo due volte; i più attenti alla cabala speravano che questa inversione di tendenza si potesse registrare anche in campionato, dove il Napoli ha sempre segnato poco e magari questa volta di gol ne potesse fare tanti. In realtà non è cambiato niente, gli azzurri tornano a casa con un punticino, frutto dello 0-0 in casa del Gela, che si è dimostrato abile avversario, ben raccolto in difesa e pronto a ripartire, grazie agli spunti del giovane Konè e di Mangiapane, anche se l’unica punta Abate non riusciva mai a superare la difesa azzurra guidata da un super Maldonado. Alla vigilia, Reja era preoccupato delle dimensioni del campo, tra i più piccoli d’Italia, anche perché la scorsa stagione, su campi simili, il Napoli non ha mai vinto. Aldilà della grandezza, il terreno di gioco è risultato al limite dell’ impraticabilità; in alcune zone l’erba era davvero alta, in altre appariva sconnesso, ovviamente giocatori tecnici come Pia e Calaiò sono andati in enorme difficoltà.
Napoli in campo col solito 4-2-3-1, al posto dell’indisponibile Fontana ecco Montesanto, agonismo e grinta quindi, invece di tecnica e geometrie. La partita inizia e il Napoli è subito in attacco; dopo due minuti Bogliacino viene lanciato a rete da Calaiò, ma il portiere Indiveri esce a valanga sul fantasista e lo ferma. E’ solo una fiammata, tutto il primo tempo va avanti con il solito possesso palla azzurro che non porta da nessuna parte e intanto i minuti passano tra gli sbadigli del pubblico. In realtà un’ altra occasione il Napoli la crea al 17°: su cross di Pia, Capparella manca l’impatto col pallone, vanificando così la buona iniziativa del brasiliano. L’ultima emozione dei primi quarantacinque minuti la suscita il Gela: proprio all’ultimo minuto Tamburro spara alto da facile posizione. Le squadre tornano negli spogliatoi e si spera che Reja chiarisca le idee ai suoi, perché con questo gioco si possono dimenticare i tre punti.
In effetti, al ritorno in campo il Napoli sembra avere una marcia in più: si nota un maggiore agonismo e una voglia di sbloccare il risultato che fa ben sperare. Ma è solo un’ impressione perché è il Gela ad avere una buona occasione dopo appena tre minuti: i padroni di casa ci provano con Mangiapane che non inquadra lo specchio della porta. Gli azzurri non trovano i varchi giusti, si sente l’ assenza di Fontana: se togliamo il faro ad un gruppo già poco illuminato di suo, è facile prevedere un gioco snervante. Allora il Napoli prova a cambiare strategia, testa bassa e pochi fronzoli e i risultati si vedono al 73°: ghiotta occasione per Calaiò, tutto solo davanti al portiere, gli spara il pallone addosso. Reja va su tutte le furie, e lo sostituisce con Sosa. Il Napoli non demorde e trova un’ altra grande possibilità con Capparella all’82°, questa volta il portiere avversario compie una vera e propria prodezza. Tutto qui il Napoli, ha fatto davvero poco per ottenere la vittoria, fanno bene i tifosi a contestare quando le squadre escono dal campo.
Per fortuna del Napoli, anche la Sangiovannese ha pareggiato così resta inalterato lo svantaggio di due punti dalla vetta, intanto dalle retrovie avanza pericolosamente il Perugia, che va a vincere a Massa, c’è un avversario in più da cui guardarsi, ma sarebbe bene preoccuparsi prima di sé stessi e capire perché un attacco invidiabile anche in serie B va a segno con il contagocce. A fine partita i vari Reja, Montervino e Romito danno la colpa al terreno di gioco, che sicuramente è apparso in cattive condizioni, ma è un alibi che regge poco, in realtà il Napoli sembra senza idee, e man mano che passano i minuti si innervosisce quando non riesce a sbloccare il risultato. A questo punto l’allenatore deve cambiare qualcosa, sia nello schema che negli interpreti: ad esempio, tenere Sosa in panchina mi sembra un lusso eccessivo in serie C, secondo me può giocare benissimo in coppia con Calaiò, considerando che i due non hanno le stesse caratteristiche fisiche. Tra l’altro, il giovane Vitale ha mostrato di avere piedi buoni e grande entusiasmo durante la sua unica apparizione in campionato, credo sia il caso di dargli fiducia e schierarlo dal primo minuto.
Le pagelle.
IEZZO 6: spettatore non pagante.
GRAVA 5,5: non riesce a ripetere la prestazione esaltante di domenica scorsa, appare nervoso e soffre le iniziative di Carboni e Mangiapane.
ROMITO 6: non viene impegnato tantissimo, qualche volta va in affanno contro la velocità degli avversari.
MALDONADO 6,5: il leader della difesa è insuperabile, sprona i propri compagni provando lui stesso ad innescare le azioni offensive.
SAVINI 6: svolge il compitino.
MONTESANTO 6: si impegna al massimo per non far rimpiangere Fontana, ma non ha i suoi piedi.
MONTERVINO 6,5: non mi stancherò mai di ripeterlo, se in campo ci fossero undici giocatori con la sua grinta e i suoi polmoni adesso parleremmo di un Napoli in testa alla classifica a punteggio pieno.
CAPPARELLA 6: è sfortunato nei minuti finali, quando il portiere gli nega la gioia del gol, per il resto si impegna a creare preoccupazioni agli avversari ma spesso deve indietreggiare per aiutare Grava.
BOGLIACINO 5,5: in posizione centrale sembra più a suo agio, ma non è ancora il giocatore apprezzato la scorsa stagione a San Benedetto. Cala alla distanza (Dall’86° GRIECO s.v.).
PIA 5,5: in un campo come quello di Gela va in evidente difficoltà, spesso si intestardisce palla al piede.
CALAIO’ 4: assente dal gioco, spreca incredibilmente la più facile delle occasioni. Giusta la sostituzione (Dal 73° SOSA s.v. : viene gettato nella mischia sperando nel guizzo vincente, non incide).

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