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4 ottobre 2005

Tre appuntamenti ai Musei Civici di Reggio Emilia

Di pari passo con lo sviluppo delle attività didattiche, che vedono coinvolta la sede reggiana dell’Ateneo, cresce l’impegno culturale dell’UniversitàDi pari passo con lo sviluppo delle attività didattiche, che vedono coinvolta la sede reggiana dell’Ateneo, cresce l’impegno culturale dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia anche nei confronti della città e della popolazione.

A testimonianza degli sforzi che si stanno compiendo per trasformare Reggio Emilia in una importante , meta non solo di studenti, ma luogo capace di proporre e produrre eventi e, soprattutto, di promuovere e creare cultura “diffusa”, il Dipartimento del Museo di Paleobiologia e dell’Orto Botanico dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia ed i Musei Civici di Reggio Emilia, in collaborazione con C.S.A. – Centro Servizi Amministrativi (ex Provveditorato agli studi), hanno messo insieme un interessante ciclo di incontri scientifici che vanno sotto il nome “L’Università incontra la città: serate di autunno tra scienza e conoscenza”.

“L’iniziativa – spiega la dott. ssa Anna Maria Mercuri del Laboratorio di Palinologia e Paleobotanica dell’Ateneo, coordinatrice del progetto – è al terzo anno. Con questo ciclo arriveremo a presentare 10 conferenze, nelle passate edizioni hanno visto la partecipazione di non meno di 50 persone per serata. Molti erano insegnanti di scuole medie e superiori, cui è stato rilasciato un attestato valido ai fini dell’aggiornamento. Ma sono stati numerosi anche i semplici cittadini, appassionati di scienza, che hanno affollato la sala”.

Il ciclo, ospitato presso il Portico dei Marmi dei Musei Civici di Reggio Emilia (via Spallanzani 1), prenderà avvio mercoledì 5 ottobre 2005 alle ore 21,00 con una lezione del dott. Cesare Andrea Papazzoni, docente di Paleontologia dei vertebrati e Geobiologia ambientale all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, su “I fossili di Bolca: istantanee di 50 milioni di anni fa”.

Nel 1555 Andrea Mattioli cita i fossili di Bolca nei suoi . I pesci, perfettamente conservati “con ogni lor particola conversa in sasso”, stupivano gli italiani già in epoca di Rinascimento. Esattamente 450 anni dopo, le nostre conoscenze sono enormemente aumentate, tuttavia la meraviglia è rimasta intatta. Non tutte le domande hanno ottenuto risposta. Quanti e quali organismi popolavano quell’antichissimo ambiente? Qual è il segreto della loro conservazione? I fossili di Bolca, come fotografie estratte da un vecchio album, poco alla volta ci permettono di ricostruire un passato che, forse, può aiutarci a capire meglio il presente. Bolca oggi si trova sui Monti Lessini, a poche decine di chilometri da Verona, ma 50 milioni di anni fa assomigliava più ai mari del Sud. In un ambiente tropicale spuntavano, qua e là, isole vulcaniche ed atolli con spiagge bianchissime e foreste lussureggianti. E il panorama non è ancora completo: ci riserva di sicuro altre sorprese…

Successivi appuntamenti affronteranno “Le piante nell’alimentazione della Ferrara Basso Medievale” (12 ottobre) e “Andar per isole: divagazioni botaniche mediterranee” (17 ottobre).

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