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13 dicembre 2005

Università, boom d’iscritti

Secondo l’indagine “Euro Student”, un’inchiesta a tutto campo sul mondo dell’università Italiana realizzata dalla Fondazione Crui, sempre più studentiSecondo l’indagine “Euro Student”, un’inchiesta a tutto campo sul mondo dell’università Italiana realizzata dalla Fondazione Crui, sempre più studenti s’iscrivono all’università. Ci sono oltre centomila nuove matricole nei nostri atenei. La maggior parte di loro, però, è pendolare e viaggia costantemente da una città all’altra per studiare. Sempre secondo questa indagine, sono aumentate, notevolmente, le richieste per sussidi di diritto allo studio.
Con la riforma del cosiddetto “3+2” il numero degli iscritti nei nostri atenei è salito di oltre centomila unità. Le nuove matricole fanno parte di due tipologie di studenti: coloro che, appena diplomati, hanno deciso di entrare nelle università attratti dalle nuove offerte dei corsi di laurea triennali e coloro che, invece, avevano già conseguito il diploma negli anni precedenti ma non si erano iscritti ai vecchi corsi, e che la riforma ha fatto rientrare. Secondo l’indagine, l’effetto positivo dell’allargamento della base studentesca è la premessa per far crescere la quota di laureati in Italia, che costituiscono appena il 10% della popolazione (la media dei Paesi Ocse, invece, è del 15%). C’è da registrare, però, come gli studenti denuncino limiti e incongruenze del nuovo ordinamento universitario: il 70% di loro, infatti, considera insufficiente la preparazione della laurea triennale e pensa di continuare gli studi dopo aver conseguito il titolo di primo livello. Il boom d’iscritti, poi, non coincide con il numero dei laureati: secondo la ricerca infatti i ragazzi studiano con difficoltà e con risultati inferiori alla media, il che li espone al rischio abbandono.
Inoltre, continua ad essere elevato il numero di studenti pendolari: attualmente sono il 50,5% della popolazione studentesca. La maggior parte di questi ragazzi, spiega l’indagine, ha scelto un’università vicino casa non potendosi permettere il trasferimento in altra città (cosa che ha potuto fare solo il 22% dei colleghi). La scelta della facoltà per i pendolari, infatti, è stata determinata dalla presenza degli atenei nelle città più vicine o meglio collegate più che dall’offerta didattica e dalla qualità dei docenti, che invece risultano determinanti per chi si trasferisce. La ricerca, poi, mette in luce anche come sia necessario migliorare le condizioni e i servizi per assicurare agli studenti la presenza all’interno degli atenei, come ad esempio l’insegnamento a distanza di tipo “Nettuno” e le forme di diritto allo studio (Dsu), che spesso risultano determinanti nella scelta di continuare gli studi: borse di studio e contributi per gli alloggi e i trasporti vengono utilizzati da oltre il 25% degli studenti, con una domanda spesso superiore all’offerta.
L’indagine, che verrà presentata mercoledì a Roma, è stata svolta nel 2004 su un campione di 5.023 studenti, in maggioranza all’inizio della carriera universitaria.

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