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15 febbraio 2006

Carlo Bo: risultati di qualità per la ricerca dell’Ateneo urbinate

Il 26 gennaio 2006 è stato pubblicato il primo rapporto riguardante la valutazione della ricerca scientifica relativo al triennio 2001-2003, realizzatIl 26 gennaio 2006 è stato pubblicato il primo rapporto riguardante la valutazione della ricerca scientifica relativo al triennio 2001-2003, realizzato dal Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (Civr), che in un anno ha valutato 17.329 prodotti di ricerca relativi al triennio 2001-2003 proposti da 102 strutture: 77 Atenei, 12 Enti pubblici di ricerca, 13 Istituzioni private, ai quali afferiscono complessivamente 64.028 ricercatori.

Questa prima valutazione avvia, per il sistema universitario italiano, un processo finalizzato alla qualificazione dell’attività di ricerca nel nostro Paese, analogamente a quanto avviene nei sistemi universitari più avanzati.

A tal fine sono state attivate 20 aree di ricerca con 151 esperti di area (panelist) e 6.661 esperti esterni (italiani e stranieri). La valutazione è stata condotta con il metodo internazionalmente condiviso del peer reviewing, in considerazione della qualità, rilevanza e originalità/innovatività dei prodotti presentati, nonché del loro potenziale competitivo internazionale. I prodotti della ricerca sono stati classificati come: eccellenti, buoni, accettabili o limitati. Il 30% dei prodotti è stato giudicato “eccellente”, il 46% “buono”, il 19 % “accettabile” e il 5 % “limitato”.

L’Università di Urbino “Carlo Bo ha presentato 123 prodotti, suddivisi in 13 Aree, ricevendo giudizi significativamente migliori rispetto alla media nazionale. In particolare, la percentuale dei prodotti eccellenti sale al 35%, quella dei buoni al 48%, mentre le percentuali dei prodotti accettabili e limitati scendono rispettivamente al 14 e al 3%.

Punte di eccellenza sono state raggiunte nell’area 3 – Scienze chimiche – e nell’area 10 – Scienze dell’antichità – filologico-letterarie e storico-artistiche – prime in Italia tra le medie strutture.

Nelle restanti aree, dove l’Università di Urbino ha presentato un numero significativo di prodotti, sono stati comunque ottenuti posizionamenti di rilievo anche in relazione alle altre Università marchigiane.

Questi risultati sono ancora più significativi in quanto riferibili all’attività di ricerca svolta in un triennio in cui l’ Ateneo ha dovuto affrontare gravi problemi finanziari legati al suo status di Università libera ricevendo finanziamenti dallo Stato significativamente inferiori a quelli percepiti da Università statali di pari dimensioni.

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