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24 febbraio 2006

Crocifisso nelle scuole?

E’ di questi giorni la sentenza del Consiglio di Stato, di mantenere il crocifisso nelle aule scolastiche, dopo un ricorso effettuato da una citt

E’ di questi giorni la sentenza del Consiglio di Stato, di mantenere il crocifisso nelle aule scolastiche, dopo un ricorso effettuato da una cittadine finlandese, Soile Lauti, residente ad Abano Terme.
La questione non è nuova, già in passato la rimozione del Crocifisso era stata chiesta dal leader dell’Unione Musulmani, Adel Smith, sempre con esito negativo.
La sentenza del Consiglio di Stato, afferma che il crocifisso debba rimanere esposto nei luoghi pubblici, come una scuola, non in quanto oggetto di culto ma come espressione di importanti valori, quali la tolleranza e il rispetto della persona. In sostanza, il Consiglio non si sofferma sul valore religioso dell’oggetto in questione, ma sul fatto che esso possa richiamare l’attenzione su elementi che caratterizzano il popolo e la cultura italiana.
Ovviamente le reazioni sono state varie. Tra i favorevoli alla sentenza, c’è chi sostiene la libertà di vivere la propria fede in una parte del mondo, prettamente cristiana.
Tra i contrari, c’è chi ritiene che il crocifisso sia fuori luogo in uno Stato laico, dove tutte le religioni hanno diritto di propagandare il proprio culto.
Io credo che, come in altre parti del mondo, ci siano oggetti simbolici di altre religioni, e tutta la gente civile ne comprenda le ragioni e la necessità di rispettarli, anche nella nostra Italia, dobbiamo pretendere il rispetto per la nostra tradizione religiosa e non solo. L’ospite normalmente non induce a cambiamenti nelle abitudini di una casa, ma si adegua se vuole restarci. Non voglio apparire dura in questa mia posizione, ma a volte credo che il lassismo e l’eccessiva apertura, sia un modo per minare alle radici di una società.

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