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15 febbraio 2006

I sapori del Carnevale di Venezia

Per due settimane i riti della tradizione carnevalesca stravolgono la quotidianità degli abitanti della Serenissima, tutta la città è coinvolta con dePer due settimane i riti della tradizione carnevalesca stravolgono la quotidianità degli abitanti della Serenissima, tutta la città è coinvolta con decine e decine di spettacoli, danze, concerti, rappresentazioni di strada, che le conferiscono un’aria allegra e cosmopolita. Per Venezia un ritorno al passato ai tempi di Casanova e delle atmosfere libertine quando le strade erano animate da saltimbanchi e giullari. Il Carnevale rappresenta così il periodo nel quale ogni tipo di divertimento è permesso, in un mix di trasgressione e gioco. Lasciate le maschere di piazza San Marco si può andare alla scoperte di luoghi poco battuti dalla rotta turistica, alla ricerca di un atmosfera più autentica e degli antichi sapori della tradizione gastronomica lagunare. Buona cucina e buoni vini al pari di una cordiale ospitalità appartengono alla tradizione di Venezia . Per chi decide di non accontentarsi del solito tramezzino acquistato negli affollatissimi bar del centro l’ideale è trovare ristoro in una delle molteplici osterie veneziane dove si respira ancora l’atmosfera dei bei tempi andati e si gusta una cucina genuina ma proposta a prezzi equi. Partendo da Campo S. Geremia si arriva alle fondamenta della Misericordia dove è si trovano osterie, locali con musica dal vivo, meta dei festaioli più irriducibili. A Cannaregio e Santa Croce, a Dorsoduro e San Polo sopravvivono ancora i bàcari, via di mezzo tra ristorante e osteria. Un pasto veramente completo qui comprende una serie di antipasti come “sarde in saor”(sarde con cipolle), “caparòssoi a scòta deo”( un tipo di vongole condite con limone e tanto pepe ), “fiori de suca”. Tra i primi piatti un classico sono i “bìgoi in salsa”(spaghetti in sardine e acciughe), “pasta e fasoi”, “risi e bisi”. Tra i secondi molto noti sono i piatti come il “figà”(fegato alla veneziana), “poenta e osei”. Tra i piatti di pesce possiamo annoverare il classico “broetto”, “bisato”(anguille), il “baccalà mantecato”. Il contorno possono essere delle verdure crude o cotte tipici sono quelli a base di carciofo come“castrare” e “articiochi alla venessiana”. Tra i dolci, la pasticceria veneziana si caratterizza per la grande varietà di biscotti secchi. I più noti sono i “baicoli” conservati in scatole di latta colorata, che occupano buona parte delle vetrine delle pasticcerie, e sono uno tra i più classici souvenir gastronomici della città. E ancora gli “zaleti”, dolcetti a base di uvetta e granoturco, che intinti in vini dolci come il Vin Santo e lo Zibibbo, costituiscono il tipico dessert dei bàcari. A Carnevale poi i veri protagonisti dei balli in maschera sono i “galani”, – le frappe a Roma o le chiacchere a Napoli – e ancor più le “frìtoe”(frittelle) da accompagnarsi ad buon café bollente o con un fresco e frizzante prosecco.

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