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13 febbraio 2006

In Italia 1500 milioni di euro di alimenti finiscono nella spazzatura

Secondo alcuni dati raccolti dagli studenti della facoltà di agraria dell’Università di Bologna, ogni anno nel nostro “bel paese”, finiscono nell’immoSecondo alcuni dati raccolti dagli studenti della facoltà di agraria dell’Università di Bologna, ogni anno nel nostro “bel paese”, finiscono nell’immondizia circa 1500 milioni di euro di sostanze alimentari. Dall’analisi dei dati 250 milioni di euro di solo pane, 500.000 panini ogni giorno finiscono buttati via in ogni grande città del settentrione. Un solo ipermercato elimina ogni anno circa 140 tonnellate di generi alimentari che rimangono invenduti. Se pensiamo che in Italia ci sono oltre 500 ipermercati, la stima del cibo scartato ogni anno è di 50.000 tonnellate di cibo ancora commestibile, ovvero, quanto basta per fornire dai 26 ai 70 milioni di pasti l’anno. Ma la domanda a cui bisognerebbe dare una risposta è la seguente, dove viene gettata tutta questa grazia di Dio? E questo stato di cose dettato dalle regole del mercato e dalla società dei consumi è accettabile per una società che si fregia dell’appellativo di “civile”? Credo che un’indagine più approfondita sarebbe necessaria da parte delle istituzioni e degli organi di controllo per la regolamentazione del mercato. Comunque, proprio nel 2001 gli stessi studenti della facoltà di agraria dell’Ateneo bolognese hanno fondato un’associazione culturale denominata “Last Minute Market”, con il fine di recuperare e redistribuire parte degli alimenti che rimangono invenduti. Maa il resto? Carne, salumi e prodotti ortofrutticoli vengono messi a disposizione di case famiglia con bambini in affido, parrocchie, mense della Caritas, comunità per disabili o per ragazze madri. Gli ipermercati che aderiscono all’iniziativa possono in questo modo abbattere i costi di smaltimento e beneficiare di detrazioni e deduzioni fiscali oltre che ricevere un ritorno vantaggioso in termini di immagine. Pensiamo che grazie ad associazioni come questa di “cibo dell’ultimo minuto” dagli scarti di un qualsiasi ipermercato possono essere ricavati almeno da 200 a 500 pasti al giorno. Complimenti agli studenti di agraria della facoltà di Bologna. Questo cibo però va recuperato tutto! E ciò non può essere demandato solo ad associazioni culturali universitarie ma necessita dell’impegno costante delle istituzioni.

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