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22 febbraio 2006

Nostro Signore delle lame e del ghiaccio

Il nome del protagonista indiscusso dell’avventura italiana alle Olimpiadi Invernali era sconosciuto ai più fino a pochi giorni fa: Enrico Fabris. QueIl nome del protagonista indiscusso dell’avventura italiana alle Olimpiadi Invernali era sconosciuto ai più fino a pochi giorni fa: Enrico Fabris. Questo ragazzo veneto di 24 anni, che gareggia in una di quelle discipline (il pattinaggio di velocità) della cui esistenza ci si accorge solo in occasione dei giochi olimpici, ieri si è aggiudicato la sua terza medaglia in questa edizione torinese delle Olimpiadi vincendo l’oro nella gara dei 1.500 metri, distanza su cui è anche campione europeo in carica. Nei giorni scorsi erano arrivati il bronzo sui 5.000 e l’oro nell’inseguimento a squadre, vinto insieme ai compagni di Nazionale Ippolito Sanfratello, Matteo Anesi e Stefano Donagrandi.
Con questi risultati Fabris entra prepotentemente nella Storia: è diventato infatti l’atleta italiano più medagliato in campo maschile nell’arco di una singola Olimpiade Invernale, mettendosi alle spalle figure mitiche come Alberto Tomba ed il bobbista Eugenio Monti (due ori in una sola edizione per entrambi) ed affiancando al primo posto di questa specialissima graduatoria il fondista Giorgio Vanzetta (un argento e due bronzi ad Albertville nel 1992).
Nei 1.500 Enrico ha trionfato stabilendo il nuovo record della pista (il precedente apparteneva sempre a lui…) e precedendo in classifica i due americani Shani Davis e Chad Hedrick, che puntavano entrambi a vincere l’oro. È stato bellissimo vederlo scivolare leggero su quella strana superficie un po’ grigiastra che sembra metallo, fra gli sbuffi di ghiaccio sollevati dalle lame dei suoi pattini, con un po’ di sofferenza che non guasta mai (dopo 300 metri si trovava intorno al ventesimo posto in classifica, poi è riuscito a recuperare alla grande con una splendida progressione nella parte finale); ed è stato ancora più bello vederlo trionfare in un Oval Lingotto dominato dai colori delle bandiere olandesi (in Olanda questo sport è seguitissimo, ma i pattinatori del paese dei tulipani ieri hanno deluso). L’Italia Olimpica ha finalmente trovato un eroe nazionale in un’edizione dei Giochi che fino a questo momento ha riservato diverse delusioni, anche da parte di atleti di primissimo piano.
Sempre nella giornata di ieri, straordinaria per i nostri colori, è arrivata un’altra medaglia che è giusto celebrare, il bronzo nel bob femminile a 2 conquistato da Gerda Weissensteiner e Jennifer Isacco. Si tratta di un grande risultato soprattutto per la 37enne bolzanina Weissensteiner, che aveva già vinto l’oro nello slittino singolo alle Olimpiadi di Lillehammer, ben 12 anni fa: è il primo atleta italiano in assoluto a vincere due medaglie olimpiche in due diversi sport.

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