• Google+
  • Commenta
8 febbraio 2006

Stesso forno?!

Nonostante le milioni di morti, vittime della barbarie umana, continuano ad esistere e a manifestarsi, fenomeni di odio razziale e di inneggiament

Nonostante le milioni di morti, vittime della barbarie umana, continuano ad esistere e a manifestarsi, fenomeni di odio razziale e di inneggiamento a quello scempio epocale rappresentato dal nazi-fascismo. E cosi, ci troviamo a registrare l’ennesima espressione di intolleranza, e a constatare, con rammarico, che svastiche e fasci littori non si sono ancora estinti nonostante il gravoso peso di una condanna storica incontestabile. Costretti e inermi, ci troviamo a vedere campeggiato in curva sud uno striscione schifoso che virgolettato appare in tutta la sua ignoranza “LAZIO-LIVORNO; STESSA INIZIALE, STESSO FORNO”. Nel mentre, domenica 30 gennaio 2006 allo stadio Olimpico di Roma, si disputava un incontro di calcio tra la squadra capitolina e la compagine di Livorno da sempre colorata di rosso e non soltanto per motivi di maglia. Forse un macabro tentativo di sfottò di una frangia romanista verso i sostenitori toscani, sta di fatto comunque, che non ci sono attenuanti per un gesto così orribile, effettuato per di più a poche settimane dall’ultima campagna antirazzista promossa dalle istituzioni calcistiche. La campagna in questione fu organizzata in seguito ai bestiali cori dei sostenitori interisti nei confronti del messinese Mark Zorò.Il giocatore era stato “incriminato” per il fatto di giocare a calcio non con i colori giallo-rossi del Messina, ma quelli che erano al di sotto di quella maglia; la sua pelle. Troppo scura, in effetti, per il”candore” di chi tra gli spalti, magari con la destra alzata, ha intonato quei “buu”. In quella occasione si era sostenuto il principio della tolleranza zero verso i nefasti avvenimenti, minacciando il regolare svolgimento delle partite e in caso di reiterazione, addirittura di squalifica il campo di gioco. Nella caso particolare di domenica 30 gennaio, fino ad oggi, non si è avuta notifica in tal senso di alcun provvedimento disciplinare nei confronti dell’Olimpico. Che fine ha fatto la linea dura? Dove sono i finiti i proclami espressi? Soltanto qualche parola del ministro degli interni Pisanu sembra spezzare questo starsene con le mani in mano. Il ministro difende l’operato (o il non operato in questo caso) delle forze dell’ordine, messe alle strette da coloro che ne caldeggiavano l’intervento per la rimozione dello striscione. Il ministro, inoltre, attribuisce alla polizia il merito di aver individuato undici facinorosi legati al gruppo neonazista “Ordine e Tradizione”,. Per quanto riguarda appunto la linea di condotta, il responsabile del Viminale continua con la minaccia di pugno duro nei confronti degli intolleranti:”Da domani si cambia, comunque: stop in caso di striscioni razzisti. E decide la polizia. Non l’arbitro”
Lo speriamo, Ministro….staremo a vedere!!!

Google+
© Riproduzione Riservata