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6 marzo 2006

Bergamo: al museo ci si va bendati

Un’opera d’arte, come per esempio una scultura, è qualcosa che per definizione procura piacere attraverso lo sguardo, tramite il quale ne apprezziamo Un’opera d’arte, come per esempio una scultura, è qualcosa che per definizione procura piacere attraverso lo sguardo, tramite il quale ne apprezziamo le forme e i colori. Ma sarebbe una presunzione troppo grande pensare che le persone non vedenti non abbiano modo di percepirne la bellezza. Proprio allo scopo di capire l’arte da un altro “punto di vista”, è stata allestita a Bergamo un’esposizione nell’ex Chiesa di Sant’Agostino, in Città Alta. Le 39 opere presenti possono essere visitate completamente bendati e condotti attraverso un percorso da guide non vedenti, usando appunto il solo senso del ‘tatto’. Tra gli artisti presenti nella mostra figurano alcuni nomi noti dell’arte bergamasca: Elia Ajolfi, Piero Brolis, Alberto Meli, Franco Normanni, Ferruccio Guidotti, Gianni Grimaldi, Gregorio Cividini e Giacomo Manzù.
L’iniziativa è stata presa dall’Associazione sportiva dilettantistica Omero di Bergamo in collaborazione con la sezione provinciale dell’Unione italiana ciechi e i Servizi educativi della Galleria d’arte moderna e contemporanea.
“Puntiamo – spiega il presidente provinciale dell’Unione, Giovanni Battista Flaccadori – a calare le persone normodotate nel mondo dei disabili. L’obiettivo? Fin troppo chiaro: spazzare via, con l’esperienza personale, troppi stereotipi. Non tanto per far provare a chi vede cosa significa esser cieco, ma per aiutare a comprendere quali straordinarie possibilità sensoriali si schiudono di fronte a particolari limitazioni fisiche”.
Eugenio Benaglia, curatore della mostra insieme a Giovanna Brambilla Ranise, Francesco Mangili e Monica Zana, afferma: “Abbiamo scelto figure diverse e anche materiali diversi, si va dal freddo bronzo al caldo legno, dalle figure levigate a quelle più scabre, il tutto unito da un unico filo conduttore: il tatto. Per questo, a disposizione dei non vedenti, c’è anche una segnaletica a terra e la possibilità di consultare schede in braille».
La mostra sarà a disposizione dei visitatori fino a Domenica 26 marzo.

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